Vesuvio, meraviglia di monnezza

Può il Vesuvio essere considerato una meraviglia? La skyline di Napoli è tra le più belle e conosciute al mondo, ma il Vesuvio, da decenni a questa parte, si è trasformato in una discarica. Il vulcano aspira a diventare una delle sette meraviglie naturali mondial: è entrato, infatti, nella lista dei 28 finalisti del concorso indetto dalla New Open World Corporation (NOWC), assieme a paradisi naturali come le Galapagos, le Maldive, il Grand Canyon, la Foresta Amazzonica e la grande barriera corallina Australiana. Tutto questo nonostante nel perimetro del Parco – istituito nel 1995, il più piccolo d’Italia – si trovino decine di discariche abusive e legali, discariche ancora attive e discariche temporanee mai bonificate. In alcune aree è addirittura attestato l’aumento vertiginoso di patologie tumorali dovute all’inquinamento (come evidenziato da un dossier di Terra). Pur complice del disastro che ne ha deturpato la bellezza, l’amministrazione provinciale, con uno spot pubblicitario di cui si è fatto testimonial il cantante Peppino Di Capri, invita i napoletani a votare per includere il Vesuvio nel novero delle meraviglie moderne. Per il popolo vesuviano, e in particolare per i cittadini di Terzigno e Boscoreale, costretti a respirare i miasmi della Sari tutte le notti, è come un pugno allo stomaco. Indignate le Mamme Vulcaniche, associazione di donne in lotta contro l’inquinamento del Parco Nazionale: “Cesaro ha una faccia tosta incredibile: non ha fatto nulla per tutelare il Vesuvio, anzi l’ha distrutto e voleva dargli il colpo di grazia aprendo la discarica di cava Vitiello, all’interno del Parco, che sarebbe stata la più grande d’Europa”. Il presidente della Provincia ce la mette tutta per provocare le ire dei vesuviani: “Il giusto riconoscimento del valore naturale del Vesuvio servirebbe a riqualificare la deturpata immagine di Napoli nell’opinione pubblica mondiale” spiega Cesaro, dimenticando che l’impegno della Provincia in tal senso è stato nullo e che lui stesso ha a lungo dormito invece di prestare attenzione all’emergenza. E non è da meno l’assessore provinciale all’ambiente Caliendo, che parla di “inafferrabile bellezza che ammalia”: la bellezza del Vesuvio è sepolta sotto la spazzatura, il Parco ha bisogno di bonifiche urgenti. “Ci vuole una gran faccia tosta a decantare il Vesuvio dopo che si è lasciata prendere a mazzate una popolazione che si opponeva all’apertura della maxi discarica all’interno del Parco” incalzano le mamme: “Fosse per Cesaro, riempirebbe anche il cono del Vesuvio di spazzatura per tamponare l’emergenza”. E non è un’esagerazione pensarlo, dato che nel 2007 la munnezza era effettivamente finita nel cratere: il Soccorso Alpino Forestale dovette calarsi al suo interno per 200 metri per rimuovere copertoni di camion, batterie esauste, fusti di plastica e altri tipi di rifiuti accumulatisi in prossimità delle fumarole. Certo i turisti che arrivano in pullman direttamente al cono possono godere di uno spettacolo meraviglioso. Ma basta scendere di un paio di centinaio di metri, lungo i sentieri che si dipanano per i crinali, per notare rifiuti sparsi ovunque. E ci si chiede come siano arrivati lì.

di Francesco Servino