La Rai a Terzigno e Poggiomarino documenta lo scempio ambientale

Uno Mattina ha dedicato ieri uno spazio all’emergenza ambientale a Terzigno e Poggiomarino: un reportage di Valerio Orsolini con Mariano Rotondo, direttore de Il Fatto Vesuviano, e Francesco Servino, giornalista e ambientalista, ha mostrato i luoghi in cui vengono sversati illegalmente rifiuti solidi urbani, scarti edili e di lavorazioni tessili oltre a materiali tossici e altamente pericolosi di diverse tipologie. Spazzatura che molto spesso viene data alle fiamme per permettere l’ulteriore accumulo: una vera e propria piaga a cui spesso non si fa riferimento, individuando come “terra dei fuochi” e dei veleni altre zone a ridosso di Napoli che, per una varietà di ragioni, sembrano godere di maggiore attenzione.

A commentare il servizio i conduttori Franco Di Mare e Francesca Fialdini: in studio anche il geologo del Cnr e divulgatore scientifico Mario Tozzi. A prendere la parola per primi sono i cittadini del Fornillo e i membri del comitato civico “La Voce” che lamentano il disagio per i roghi tossici: “Vogliamo vivere da cristiani. Non vogliamo ammalarci tutti, vengano presi provvedimenti”. Mariano Rotondo e Francesco Servino mostrano quindi alcune zone tra Terzigno e Poggiomarino in cui viene abbandonato di tutto, tra le vie secondarie e le coltivazioni. “Posti come quelli tra le campagne e i noccioleti sono il luogo ideale per abbandonare i rifiuti perchè non c’è vigilanza, non c’è alcun tipo di controllo” commenta Servino da sotto un cavalcavia bruciato della SS 268: “l’attenzione mediatica sulla terra dei fuochi è stata anch’essa un fuoco, di paglia, perchè la situazione non è stata per nulla risolta” è il commento amaro del giornalista.

Una vera e propria ferita per la popolazione e per chi vive in quei luoghi in cui l’abbandono è totale: “Di noi si ricordano solo durante le elezioni” commenta una signora del Fornillo “svanito quel termine non siamo più nessuno“. “L’amministrazione è presente su queste cose” dichiara il sindaco di Poggiomarino Leo Annunziata: “l’impegno del Comune è quello di eliminare con interventi straordinari i cumuli di rifiuti. Prima della scadenza del mio mandato mi impegno a fare un’opera di riqualificazione delle zone in cui è visibile il degrado. Si tratta comunque di un fenomeno vasto che ci auguriamo si possa risolvere negli anni”.

L’attenzione si sposta poi sugli opifici tessili cinesi: Mariano Rotondo mostra la Chinatown di Terzigno e San Giuseppe Vesuviano parlando delle fabbriche illegali che spesso si affidano a manovalanza anche italiana per sbarazzarsi per poche decine di euro dei rifiuti, evadendo le pratiche legali di smaltimento. “Da un polo di eccellenza si è passati alle fabbriche infernali” commenta il direttore del Fatto Vesuviano. “Nei primi nove mesi di quest’anno il gruppo dei carabinieri di Torre Annunziata ha eseguito 88 accessi nel corso dei quali sono state sospese le attività imprenditoriali di 45 opifici” sostiene il maggiore Leonardo Acquaro del nucleo investigativo dell’Arma. “Gli opifici si trovano prevalentemente in capannoni, ma non solo: parliamo di garage, scantinati adibiti in maniera illecita ad aziende tessili. I lavoratori sono costretti a lavorare fino a 14 ore giornaliere con materassi ammucchiati tra i servizi igienici sui quali vanno a riposare: abbiamo rilevato la presenza di 273 lavoratori irregolari e sanzionato per oltre 2 milioni di euro”.

Non si scrolla le responsabilità di dosso il sindaco Francesco Ranieri, già vice nella controversa amministrazione Auricchio: “Ricopro la mia carica da pochi mesi ma ho subito voluto affrontare il problema: oltre a chiedere un controllo maggiore del territorio partirà un controllo a tappeto di tutti gli opifici e delle partite iva presenti sul territorio. Cercheremo di capire se realmente ci sono opifici che lavorano in nero: in questo caso li chiuderemo. Cercheremo comunque di controllare se realmente hanno i contratti per smaltire il materiale tessile”.