Tutti in gita al termovalorizzatore

Chi è impegnato in prima linea nelle lotte ambientaliste sa bene quali difficoltà si incontrano nel coinvolgere le scuole nelle campagne di sensibilizzazione: molto spesso, in certe zone, si verifica uno strano ostracismo da parte di insegnanti e dirigenti scolastici. Le scuole italiane, come fabbriche di idee, devono essere più che mai attente a impartire lezioni sulla corretta gestione delle risorse e sulla tutela della natura, considerate le pesanti conseguenze che stiamo pagando per i disastri compiuti in passato e anche oggi. Da un paio di settimane è partito il “Progetto Scuola A2A”: 1400 istituti scolastici sono stati invitati a fare visita agli impianti gestiti dalla società controllata al 27,5% dai comuni di Milano e di Brescia, tra cui termovalorizzatori e discariche per i rifiuti. Il rapporto consolidato tra scuole e A2A va avanti da oltre venti anni: gli impianti di A2A, Ecodeco, Amsa, Aprica e Aspem, sono stati visitati, lo scorso anno, da 20mila studenti. Il calendario 2011/2012 “si arricchisce” di una strabiliante novità: la visita guidata all’inceneritore di Acerra. A stupire è la partnership che A2A ha stretto con il FAI (Fondo Ambiente Italia), la fondazione che promuove “la cultura del rispetto della natura”: agli studenti che faranno visita al termovalorizzatore di Acerra verrà proposta l’iscrizione alla fondazione e verrà rilasciato un kit didattico per “conoscere meglio il mondo dei rifiuti”. E pensare che il FAI, sul proprio sito, poneva l’attenzione sull’emergenza ambientale alle falde del Vesuvio, sottolineando la “forte opposizione dei sindaci vesuviani e dell’assessorato all’ambiente della Regione Campania” all’apertura di nuove discariche: in realtà, alla A2A, per un periodo, faceva gola cava Vitiello. Quale connubio può esserci tra rispetto della natura e incenerimento o interramento dei rifiuti è tutto da capire: difficilmente agli studenti verrà spiegato per quale motivo le campagne che circondano l’inceneritore di Acerra sono contaminate dalle diossine. Qualche studente si spingerà a chiedere se l’inceneritore inquina ma possiamo immaginare che risposta gli verrà data: che le emissioni nocive dell’impianto sono controllate e influiscono sull’inquinamento in minima parte se non nulla. Hanno voglia gli ambientalisti di fare leva sulle scuole affinchè diano lezioni sulla raccolta differenziata e sulle tecnologie moderne di recupero e di riciclo dei materiali. E come dimenticare l’appello lanciato dal dottor Marfella nel mese di Luglio (“Fermate la A2A!!): il messaggio, più forte, che passerà alle future generazioni è che discariche e inceneritori sono l’unica strada da percorrere.

di Francesco Servino