Terzigno, presentati i dati del censimento “Io lo faccio”

A due anni dalla morte del poliziotto Roberto Mancini, l’associazione “Di Lava e Di Fuoco” ha presentato presso la sala consiliare del Comune di Terzigno il libro di Nello Trocchia, Luca Ferrari e Monica Dobrowolska “Io, morto per dovere” dal quale è stata tratta la fiction Rai “Io non mi arrendo” con protagonista Giuseppe Fiorello (che del libro ha curato la prefazione).

Nella stessa occasione sono stati presentati i dati del censimento “Io lo faccio” per l’analisi delle patologie collegate al rischio ambientale nel territorio di Terzigno al fine di creare una mappatura.

Il censimento ha raccolto informazioni che sfuggono ai sondaggi dell’Istat e soprattutto alle raccolte dati dell’Asl identificando le abitudini alimentari e gli stili di vita degli abitanti di Terzigno, evidenziando la consapevolezza che essi hanno dell’inquinamento ambientale come fattore di rischio per la salute.

I dati sono stati recepiti in maniera anonima online, attraverso un sito predisposto dallo staff, e con moduli cartacei distribuiti a studi medici e farmacie dove sono stati installati appositi raccoglitori.

Un gruppo di giovanissimi si è fatto carico, inoltre, del non facile compito di sottoporre direttamente il questionario agli ammalati: il campione raccolto è di circa 2000 abitanti. Il censimento ha delineato l’incidenza delle malattie tumorali, la misura dei decessi e la coscienza che i terzignesi hanno dei danni causati dall’inquinamento.

Lo studio è stato condotto dall’ing. Alessandro Annunziata, dall’avvocato Maria Rosaria Esposito, dall’architetto Francesco Miranda, dal sociologo Emilio Mesanovic, dalla dottoressa Maria Acanfora, dal medico di base Marianna Giugliano e dai biotecnologi Lorenzo Carbone e Stefania Borea con l’aiuto delle attiviste Annapina Avino, Eliana Avino, Rosaria Annunziata e Angela Boccia.

L’indagine ha riscontrato la partecipazione volontaria del 10% della popolazione attiva di Terzigno, ovvero della popolazione residente diminuita del 30%, una percentuale che tiene conto “degli stranieri con difficoltà linguistiche, dei neonati e dei lungodegenti, nonchè delle persone residenti ma non domiciliate“.

Il campione è stato suddiviso per sesso – 61% le donne e 39% i maschi – e per fascia d’età: il 4% ha da 0 a 15 anni; il 34% da 15 a 30 anni; il 31% da 30 a 50 anni; il 14,80% da 50 a 60 anni; il 16,20% è over 60.

Cosa mette in evidenza lo studio: ci si attiene ovviamente a quanto dichiarato dalla popolazione, che in massima parte si dichiara non fumatrice (il 70%), bevitrice occasionale o non bevitrice (il 42% e il 52,60%) sostenendo al contempo di condurre una vita sana e regolare (71,20%). Solo il 16,50% del campione si dichiara sedentario e appena il 5,40% assiduo bevitore. Gli sportivi campionati rappresentano il 12,30%.

Al campione raccolto è stato chiesto in che modo si approvvigiona di prodotti ortofrutticoli: il 48,40% da piccoli rivenditori e ambulanti; il 36,40% presso la grande distribuzione; il 15,20% ha un orto privato.

A chi ha risposto “orto privato” è stato chiesto inoltre di indicare la tipologia di irrigazione e se impiega o meno pesticidi: il 68% utilizza acqua piovana, il 18% acqua sorgiva. Solo il 3,80% del campione utilizza spesso pesticidi: il 53,70% non li utilizza mai, il 42,50% raramente.

Le malattie oncologiche interessano il 12% del campione: le più colpite sono le donne, il 63%. Ci si ammala per lo più tra i 50 e i 60 anni (30%) e oltre i 60 (40%), ma una grossa fetta degli ammalati, il 30%, è rappresentata dalla popolazione giovane (0-50 anni). I tumori più diffusi sono quelli al seno, all’apparato uro-genitale e all’apparato gastro-intestinale, seguono leucemie e linfomi, tumori della pelle e agli organi interni (polmoni, reni, pancreas, cuore, sarcoma). Altre malattie rilevate sono l’angioma cerebrale, il lupus eritematoso discoide, l’angioma uretrale, il mioma, l’osteoma e il morbo di Still (una variante dell’artrite reumatoide).

Lo studio ha evidenziato infine le strade di Terzigno nelle quali ci si ammala e si muore di più: l’incidenza tumorale è molo alta in Via Gugliemo Marconi e media in Via Cavour (entrambe a ridosso di Cava Ranieri), media in Via Giuseppe Verdi e in Via Avini. In pieno centro l’incidenza è alta. Si muore di più in Via Verdi, in Via Avini e nelle zone centrali del paese. La consapevolezza della pericolosità del territorio inquinato è alta o nella media in quasi tutto il territorio comunale e molto alta nelle zone a ridosso delle cave e delle vasche.

A quali conclusioni si è giunti: le zone con un’alta incidenza di tumori e di decessi sono quelle particolarmente colpite dal fenomeno dell’inquinamento, ovvero quelle a ridosso di discariche, vasche da bonificare, antenne, depositi di amianto e dove l’aria è inquinata dai roghi tossici. L’inquinamento ambientale è da mettere dunque in stretta correlazione con l’insorgenza delle patologie e con i decessi: per gli organizzatori del censimento, inviato già al Ministero della Salute, è necessario operare in maniera urgente per ricercare le cause e le possibili soluzioni di una situazione particolarmente grave ed allarmante.

di Francesco Servino