Tar, sì al termovalorizzatore di Napoli Est

Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso contro la procedura di gara per il termovalorizzatore di Napoli Est presentato dalla Neam, società di scopo varata da Asia, azienda speciale del Comune addetta all’igiene della città. Il ricorso è stato giudicato infondato e quindi rigettato. Alla luce delle leggi attuali in materia di ciclo dei rifiuti, infatti, in base alle quali spetta alle Province gestire gli impianti, e ai Comuni la raccolta e il trasporto, il Comune di Napoli – ha stabilito il Tar – non può “vantare alcuna titolarità di funzioni e competenze in ordine alla costruzione e gestione del termovalorizzatore”. La Neam aveva impugnato il bando di gara sostenendo di essere stata danneggiata dalla procedura di gara varata dal commissario Carotenuto nominato dal governatore campano Caldoro, così come previsto dalla legge del Gennaio scorso in materia di rifiuti. Successivamente, nel corso della discussione davanti al tribunale amministrativo si è costituito anche il Comune di Napoli che ha chiesto l’annullamento della delibera con la quale la Regione Campania revocò al Comune il diritto di superficie sull’area in cui realizzare l’impianto. L’area, in base alla delibera regionale dello scorso Aprile, sarà affidata al soggetto che si aggiudicherà la gara una volta concluse le procedure per l’assegnazione dei lavori. “La sentenza del Tar del Lazio non fa retrocedere di un millimetro dall’intento che da sempre anima questa amministrazione: opporsi in tutte le sedi, politiche ed istituzionali, alla costruzione di un nuovo inceneritore a Napoli Est”. Lo dichiarano il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e il vicesindaco con delega all’Ambiente, Tommaso Sodano. “Il Comune – aggiungono – percorrerà tutte le strade possibili, anche a livello legale ed amministrativo, per impedire che sia costruito un impianto costosissimo, sovradimensionato e nocivo, per altro in una zona già martoriata dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. Quell’impianto a Napoli non serve, perchè la politica del Comune, in accordo con la legislazione europea, è incentrata sull’estensione della differenziata, sul compostaggio e sul recupero della materia, quindi lo rende assolutamente superfluo”. Secondo Sodano, “il Comune si era costituito solo per la parte relativa alla titolarità dei suoli che intende utilizzare per la realizzazione di un impianto di compostaggio al servizio della città di Napoli. Le motivazioni inserite nella sentenza, che per lo più poggiano sulle competenze dei vari enti in materia di impiantistica del ciclo dei rifiuti sono state ampiamente superate con la firma del protocollo di intesa con Ministero dell’Ambiente, Regione e Provincia, nel quale la costruzione di qualsiasi impianto viene vincolato ad un accordo con gli Enti Locali interessati”.

di Francesco Servino