Suicidi nel Sannio e in Irpinia, un’analisi

Il Sannio e l’Irpinia sono stati sconvolti recentemente da due gravissimi episodi di cronaca, che hanno sconvolto letteralmente queste due fette della Campania, contrassegnate da sempre da persone tranquille, laboriose e animate da sani e genuini valori.

Nei comuni di San Giorgio La Molara e di Ariano Irpino, si sono suicidati il giovane Orazio Fragnito di soli 21 anni e Carmela Di Paola, donna irpina di 30 anni, i quali hanno deciso di porre termine alla loro esistenza in due modi drammatici, a testimonianza di un malessere interiore, purtroppo molto diffuso soprattutto nelle nuove generazioni.

Al di là della dinamica di questi due episodi cruenti, che rappresentano un forte monito per tutti noi, occorre riflettere attentamente sulla situazione attuale in cui ci troviamo ed è necessario, pertanto, porsi alcune domande significative: quali sono le prospettive di una società che lascia morire soli, nella più totale disperazione, due ragazzi che, invece, avrebbero dovuto costituire il futuro di quest’ultima?

Purtroppo, le nuove generazioni stanno soffrendo terribilmente le cause di questa profonda crisi che stiamo vivendo, non soltanto economica, ma soprattutto etica e morale. La responsabilità di queste gravissime problematiche deve essere attribuita a tutti, in particolare alle Istituzioni, nessuna esclusa, le quali dovrebbero rappresentare punti di riferimento inamovibili per una pacifica convivenza civile. Invece, la corruzione e il dilagare dell’individualismo e degli interessi particolari ad ogni livello, come si può desumere quotidianamente dalle informazioni giornalistiche quotidiane, hanno diffuso una grandissima delusione da parte di tutti i cittadini verso queste ultime, diffondendo un clima di solitudine e di disperazione che, purtroppo, si sostanzia spesso in questi drammatici accadimenti.

L’Intercity che ha travolto la giovane Carmela simboleggia perfettamente la condizione che stiamo attraversando, in quanto noi giovani ci sentiamo letteralmente sconvolti da eventi, dei quali ci riteniamo assolutamente responsabili.

A questo punto, occorre chiedersi: cosa fare per ritrovare speranza e fiducia nella vita?

Queste drammatiche contingenze ci devono spingere a ritrovare un clima di solidarietà e di affetto fraterno, vero, genuino, in quanto solo aiutandosi reciprocamente, potremmo avere qualche possibilità di uscire da questa crisi. Solo ritrovando la bellezza di un autentico rapporto con gli altri, come sta sottolineando a più riprese Papa Francesco, iniziando proprio dall’ambito familiare, potremmo sperare di costruire una nuova società, probabilmente meno ricca, ma più umana e improntata ad una sana spiritualità. Questo è il messaggio che ci lasciano Orazio e Carmela, i quali con il loro gesto estremo e di grande dolore, hanno voluto lanciare a tutte le coscienze il loro grido di disperazione e di amarezza, con l’intento di porre fine al lento, ma inesorabile declino della nostra società. L’auspicio è che dal Sannio e dall’Irpina, due territori contrassegnati da sempre da una spiccata umanità e da grandi Eccellenze in ogni campo, possa sorgere una rinascita etica, morale, spirituale e di giustizia sociale, in grado di estendersi in tutta la Campania e, da qui, a tutto il nostro Paese, che deve riscoprire la bellezza di essere cittadini italiani innamorati della vita, al di là delle numerose difficoltà quotidiane.

di Gianluca Martone