Nell’America delle armi l’ennesima strage

Ennesima strage in America, ad opera di marito e moglie: i due si sono introdotti in un centro disabili di San Bernardino, in California, sparando all’impazzata e uccidendo 14 persone, ferendone 17. L’uomo e la donna sono stati uccisi dalle forze dell’ordine a bordo del Suv col quale erano scappati.

L’FBI non esclude la pista del “terrorismo interno”: i killer, uno statunitense originario dell’Asia meridionale di nome Farook e una donna di origini pakistane di nome Malik, erano entrambi di fede mussulmana e molto credenti. Si erano sposati in Arabia Saudita e al ritorno in America l’uomo si era fatto crescere la barba. Ma parlare di terrorismo per questioni di confessione religiosa dopo che il materiale per la strage era stato acquistato in maniera del tutto regolare serve solo a sviare l’attenzione dal vero problema dell’America, che teme minacce esterne ma si trova a fronteggiare un’emergenza ben più grave interna: la facilità di accesso alle armi. Quella di San Bernardino, infatti, non altro che l’ennesima carneficina compiuta da statunitensi che facilmente si armano e danno libero sfogo alla propria indole violenta uccidendo persone innocenti.

Farook era un ispettore ambientale che lavorava per il dipartimento della salute della contea da cinque anni: con sua moglie aveva una figlia di sei mesi. Non era mai stato soggetto a indagini nè è possibile incrociare il suo profilo con quello di terroristi. Una vita agiata, una persona apparentemente normale che dopo una lite avvenuta nel centro disabili in occasione di una festa natalizia è tornata a casa a fare rifornimento di fucili d’assalto calibro 223 (in grado di fendere i muri) e pistole semiautomatiche.

Facile pensare che fosse qualcosa di già pianificato, forse una sorta di cruenta vendetta nei confronti dei colleghi: sia l’uomo che la donna, durante la strage, indossavano mimetica e vestiario tattico. Prima della strage, inoltre, l’uomo avrebbe lasciato la figlia alla nonna parlando di un appuntamento col dottore. Nell’edificio preso d’assalto è stato trovato dell’esplosivo, disinnescato dagli artificieri: gli assalitori lanciavano delle “pipe bombs”, ovvero tubi metallici esplosivi.

Scioccata la comunità islamica californiana che ha indetto una conferenza stampa durante la quale Farhan Khan, fratello di Farook, ha dichiarato di non avere la più pallida idea del perchè l’uomo abbia compiuto la strage.

Dopo la sparatoria i killer sono fuggiti su un Suv nero rifugiandosi nella vicina cittadina di Redlands: l’inseguimento degli agenti è stato seguito in diretta tv che ha documentato anche lo scontro a fuoco coi due assassini. Quella dell’Inland Regional Center di San Bernardino è la più grave sparatoria di massa avvenuta negli Stati Uniti dopo quella della scuola elementare di Sandy Cook a Newtown, nel Connecticut, in cui tre anni fa hanno perso la vita 26 bambini e un adulto. Quello delle armi è un problema gravissimo negli Stati Uniti: proprio a fine Novembre, dopo la strage ad opera di un estremista di destra in una clinica del Colorado dove si praticava l’aborto, il presidente Barack Obama aveva urlato “basta”, mai più stragi, rivolgendo un appello sentito al Congresso. Ma ancora una volta siamo punto e daccapo.

di Francesco Servino