“Stop Biocidio”, i perchè del “no” alla manifestazione

Con un comunicato stampa diffuso in data odierna le forze che hanno dato vita, più di un anno fa, a “Stop Biocidio” e alla grande manifestazione “FIUMEINPIENA“, ovvero il “Coordinamento Comitati Fuochi“, la “Rete Commons” e i “Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti“, decine di realtà associative di Napoli e Caserta, hanno preso le distanze dalla manifestazione organizzata dal blogger Angelo Ferrillo pur condividendo la necessità dei cittadini di protestare.

La coalizione “Stop Biocidio” non condivide il “metodo” di chi ha organizzato e guidato il corteo, ribadendo che nessun problema è stato risolto a più di due anni “dall’ampio risveglio delle coscienze” e che la la proposta di legge per rendere punibili i reati ambientali non va avanti o, se lo fa, “viene manipolata per favorire i criminali” facendo rialzare la testa ai protagonisti impuniti del disastro.

Ogni cellula del grande movimento di cittadinanza costruitosi in opposizione alle devastazioni ambientali deve riorganizzarsi e riprendere vigore: il movimento è ampio, capillare, variegato e si arricchisce grazie a un confronto continuo e aperto in pubbliche assemblee anche con altre reti storiche impegnate per la difesa dei diritti: “Rete Campana Salute e Ambiente“, “Assise di Palazzo Marigliano“, “USB” e altre più giovani realtà costituitesi per contrastare impiantische insalubri come i NO INC a Giugliano e Salerno e i NO GAS di Capua e del casertano. Realtà che da tempo, ormai, s’incontrano e condividono strategie, percorsi e azioni comuni.

La manifestazione del 25 Ottobre è stata organizzata invece da una sola associazione, estranea al percorso di Stop Biocidio e del quale non ha voluto far parte per scelta, riconducibile alla sola persona di Angelo Ferrillo, “animatore” del blog “La Terra dei Fuochi“.

La manifestazione del 25 Ottobre, quindi, sarebbe stata convocata “in solitario”, promozionata “con spot commerciali” e messa in campo “essenzialmente per promuovere un blog, un’attività e soprattutto un personaggio non nuovo rispetto a tentativi di strumentalizzazioni a fini elettorali“.

Con viva preoccupazione, pertanto, “Stop Biocidio” prende le distanze non di certo dai problemi in campo e nemmeno dalla gente “inconsapevole” che ha risposto all’invito a mobilitarsi, quanto dalla logica ispiratrice e dal “metodo” utilizzato, che non potranno segnare gli sviluppi successivi alla manifestazione con una “recrudescenza del delirio autoreferenziale” di un blogger “ben noto soprattutto agli operatori dell’informazione“.

Per Stop Biocidio gli organi di informazione hanno fatto passare il messaggio che obiettivo unico della manifestazione è “spegnere i roghi tossici” e che chi si occupa di altro (rifiuti speciali interrati, inquinamento del suolo e delle falde acquifere, ecoballe, inceneritori, ecc.) “è pagato dal nemico“.

L’orientamento della maggioranza del movimento in lotta, quindi, è quello di non aderire a forme di mobilitazione organizzate da singoli, non condivise, non socializzate, non maturate in contesti di partecipazione pubblica.

Stop Biocidio ci tiene a precisare di non aver diffuso il comunicato prima del 25 Ottobre per il forte senso di responsabilità di un movimento in lotta espressosi a maggioranza, perchè il diritto di manifestare rivendicando i propri diritti è incontestabile, per non “svilire e mortificare la voglia di tanti cittadini di scendere in piazza, indipendentemente da chi organizza“. Chiunque chiami una mobilitazione di massa lo fa assumendosi tutte le responsabilità delle conseguenze con il popolo che partecipa e che cova una speranza concreta in quella forma di mobilitazione.

Stop Biocidio fa sapere che il promotore della manifestazione del 25 Ottobre si è proposto come interlocutore per la Regione Campania e si chiede per conto di chi? “Di certo non di quel fiumeinpiena che è ancora vivo sui territori e che per tutto l’autunno sarà in mobilitazione“.