Rifiuti, le critiche al decreto

Un decreto deludente e pilatesco: così lo definisce De Magistris, che si aspettava dal Governo le risorse necessarie ad attuare il ciclo di gestione virtuoso dei rifiuti. I tre articoli approvati dal Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Berlusconi e del ministro Prestigiacomo, prevedono lo smaltimento fuori dalla Campania dei rifiuti tritovagliati, prioritariamente nelle regioni limitrofe, in attuazione del principio comunitario della prossimità e con il nulla osta della regione di destinazione. In soldoni, il conferimento di rifiuti fuori regione avverrà sulla base di accordi bilaterali stipulati con le singole Regioni, che non sono obbligate ad accogliere la spazzatura, senza passare per la Conferenza Stato-Regioni. “Abbiamo varato un decreto responsabile ed efficace: mi aspetto gratitudine da De Magistris perché è l’ennesima volta che il Governo nazionale interviene sulla questione dei rifiuti a Napoli” spiega la Prestigiacomo. Ma dopo le critiche della Conferenza delle Regioni e di Vasco Errani (“Le istituzioni si impegnino a far aprire le discariche”) e del presidente della provincia salernitana, Edmondo Cirielli – che nei giorni scorsi ha invitato i sindaci a individuare nuove discariche – arriva la replica piccata di De Luca, sindaco di Salerno, che si scaglia contro il presidente della Regione Campania: “Per i poteri che la legge gli attribuisce, Caldoro è il principale responsabile della situazione che si è venuta a determinare a Napoli e in Campania. La Regione non ha nominato i commissari straordinari per individuare nuove discariche. Basta con il “pulcinellismo” della classe dirigente di Napoli e della Campania: con quale coraggio, dopo il disastro compiuto, si chiede aiuto alle altre Regioni? I comuni virtuosi stanno subendo un danno di immagine e si sono visti sottrarre risorse fondamentali per la raccolta differenziata”. Per De Luca, la camorra, “che pure c’è e fa affari”, è solo un alibi: “Dietro il disastro c’è solo la cialtroneria di una classe dirigente”. Il sindaco invoca lo stato d’emergenza ad horas (in breve tempo). Il Governatore della Campania, dal canto suo, spiega: “Il provvedimento del Consiglio dei Ministri non è sufficiente a superare concretamente le difficoltà di questi giorni. Appare giusta la posizione del premier Berlusconi, che chiedeva uno sforzo in più di alcune regioni. Sulle discariche, finalmente, si individuano le responsabilità e i tempi”. Osvaldo Napoli, deputato del PdL e presidente dell’Anci, dopo aver dato la disponibilità dei Comuni italiani in termini istituzionali per risolvere l’emergenza ha dichiarato: “Berlusconi ha preso l’impegno nel prossimo anno e mezzo di risolvere il problema rifiuti a Napoli con la realizzazione di impianti di discariche e termovalorizzatori”. Il premier ha annunciato un piano straordinario per l’apertura di nuove discariche: tra un mese e mezzo dovrebbe essere pronto, e consentirà, unitamente ad altri interventi, di risolvere “definitivamente” la crisi dei rifiuti in Campania. Intanto arrivano i primi “no” delle Regioni: dopo quelli di Veneto, Lombardia e Calabria, anche il Lazio, con la presidentessa Polverini, si dice contrario alla spazzatura di Napoli: “E’ una fase per noi delicata, con i problemi che stiamo avendo per Malagrotta” spiega la Polverini: “In questo momento non possiamo permetterci di aiutare Napoli: non possiamo rischiare incidenti”. La Polverini ha prorogato di altri sei mesi l’attività della discarica di Malagrotta e ha individuato un nuovo sito di stoccaggio nel comune di Fiumicino: ci sono già stati scontri e proteste, con i cittadini che hanno bloccato l’Aurelia nei giorni scorsi. Intanto, a Napoli, parte la stangata Tarsu: 30 euro di aumento, è il quarto in meno di un anno. I cittadini non ci stanno: “Non siamo disposti ad autotassarci per risolvere il problema della monnezza: i cittadini virtuosi vanno premiati e non bastonati ancora”. Cesaro ha tolto i premi che vanno ai comuni che sono in regola con la differenziata, così anche quelli dove la raccolta è elevatissima (come San Sebastiano al Vesuvio) si vedono costretti all’aumento vertiginoso della tassa.

di Francesco Servino