Rifiuti, la mano della camorra

L’ombra della criminalità organizzata sulla crisi dei rifiuti a Napoli: la Digos ha convocato in procura il vicesindaco e assessore all’ambiente Tommaso Sodano in qualità di “persona informata dei fatti” per quanto riguarda le intimidazioni che gli operai di una ditta appaltatrice dell’Asia (che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in città) avrebbero subito mentre rimuovevano la spazzatura dalle strade. Sodano sarà ascoltato dal pm Raffaello Falcon, il che fa presupporre che la procura ha intenzione di aprire un’indagine sulla vicenda. Il vicesindaco, nel frattempo, si è dimesso dalla carica di consigliere alla Provincia, dove aveva anche un incarico all’interno della commissione ambientale. Rifiuti in strada, quindi, per il boicottaggio messo in atto da “forze oscure che si mettono e si metteranno sempre di traverso”: è quanto dichiarato dal sindaco De Magistris, che in un video apparso su YouTube spiega: “Stiamo “scassando” equilibri consolidati, ecco spiegati i sabotaggi. Al Comune spetta la responsabilità della raccolta dei rifiuti: per quanto ci riguarda siamo pronti e siamo attivi: sui rifiuti ci siamo assunti delle responsabilità che altri, in venti anni, non si sono assunti. La Giunta ha approvato una delibera rivoluzionaria che prevede la raccolta differenziata porta a porta e il massimo protagonismo dei cittadini. Ma subiamo sabotaggi molto gravi nell’attuazione del nostro piano. Questi sabotaggi li stiamo segnalando alle sedi istituzionali preposte”. De Magistris incalza anche sui i veti che la Lega Nord sta ponendo al Governo: “Il Governo si è girato dall’altra parte, non varando il decreto per il trasferimento dei rifiuti fuori regione che sarebbe suo dovere varare”. Fatti strani accadono a Montecitorio, dove il leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che in campagna elettorale ha dichiarato di considerare De Magistris “un suo figlio politico”, è stato immortalato mentre confabulava col Presidente del Consiglio Berlusconi: “Gli ho detto di dimettersi per il bene del Paese: si è seduto vicino a me, che dovevo fare, menargli?”, ha chiarito Tonino. Ma a Napoli, in un clima infuocato, ogni fatto strano alimenta allarmanti dietrologie. Berlusconi ha poi fatto comunella con i deputati del PdL Cesaro (presidente della Provincia di Napoli), Cosentino (coordinatore del PdL della Campania), e i senatori Sarro, condannato nel 2010 per  un danno erariale collegato alla gestione dei rifiuti quando era sindaco di Piedimonte Matese, e Sibilia (presidente della provincia di Avellino): da qui le voci di una possibile riapertura della discarica di Macchia Soprana, ma il sindaco di Serre preannuncia barricate. Secondo l’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano, il conferimento di rifiuti fuori regione sarebbe la panacea di tutti i mali e spiega: “Soluzioni alternative alle discariche non ce ne sono”, specificando che Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e San Tammaro, per diversi intoppi, funzionano a capacità ridotta. Romano ha rettificato la posizione di ieri dichiarando che allo stato attuale è impossibile fornire una data per l’uscita dall’emergenza rifiuti. Ed è passata quasi in sordina una risoluzione che il Consiglio regionale della Campania ha approvato a maggioranza (senza i voti dell’opposizione, che è uscita dall’aula) in cui si chiede l’apertura di una discarica nella città di Napoli. Soluzione che i consiglieri ritengono la migliore, spingendo pure per l’individuazione di discariche comprensoriali per la Provincia di Napoli e per l’apertura, guarda caso, di Macchia Soprana a Salerno. Per il futuro, il Ministro dell’Ambiente continua a ritenere necessaria la costruzione dell’inceneritore di Napoli Est, sostenendo che in altre realtà d’Italia l’incenerimento della spazzatura coesiste senza problemi con la raccolta differenziata. Continuano i roghi e le proteste da parte della popolazione: il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presso la Prefettura ha attivato un nucleo di pronto intervento costituito da vigili del fuoco e forze dell’ordine. Ma in alcuni casi, come a via Nicotera, dove un gruppo di persone è salito su un cassonetto rovesciato, la polizia non interviene: “Hanno il diritto di protestare, stiamo in democrazia”, sostengono i poliziotti. Blocchi di spazzatura a Forcella e in via Chiaia, dove diversi cassonetti sono stati ribaltati, mente un autobus pieno di turisti, a piazza Nicola Amore, è stato costretto a fare dietrofront per via della spazzatura. I roghi di rifiuti sono concentrati soprattutto a Pozzuoli, Melito, Quarto, Giugliano e Casoria. Un grosso rogo è stato acceso in via Agostino Depretis, a Napoli, dove le fiamme hanno lambito gli edifici. Lanciano l’allarme i Verdi, col commissario regionale Francesco Emilio Borrelli e il dottor Sergio Sorrentino: “La diossina sprigionata da un numero così elevato di roghi di spazzatura è molto peggio del cattivo odore. Il fumo tossico derivante dai roghi può causare gravissimi avvelenamenti ai cittadini”. Secondo le stime dei Verdi sono circa 18mila le tonnellate di rifiuti sparse tra Napoli e provincia: un leggero miglioramento rispetto a qualche giorno fa, quando si erano toccate le 20mila tonnellate in strada. L’Asia continua a spruzzare disinfettante sui cumuli di rifiuti per scongiurare possibili epidemie: secondo una stima, prodotti come il lysoform e la creolina hanno subito un incremento di vendite nei negozi. Nel vesuviano situazione calda, con i comitati, le associazioni e i movimenti di Boscotrecase, Boscoreale e Terzigno sul piede di guerra per quanto riguarda cava Sari, che da diversi giorni ha ripreso a emanare miasmi ed è soggetta a continui guasti e problemi strutturali: i cittadini hanno organizzato una raccolta firme, da indirizzare al sindaco di Terzigno, per chiedere provvedimenti urgenti per arginare i disastri che la discarica sta arrecando. Dal canto suo il sindaco si è dichiarato “soddisfatto per i brillanti risultati finora conseguiti in tema di controllo ambientale sul territorio”, aggiungendo che “il programma di tutela ambientale (?) non solo proseguirà ma subirà un’ulteriore e decisa intensificazione nei prossimi giorni”. Dichiarazioni che hanno scatenato le furie dei cittadini, in un territorio devastato dall’inquinamento delle cave adibite a discarica e delle discariche abusive presenti in ogni strada, percorso, campagna.

di Francesco Servino