Rifiuti d’esportazione

Il Consiglio di Stato ha sospeso la decisione del Tar del Lazio che bloccava il conferimento dei rifiuti campani tritovagliati fuori dai confini della regione. Per il Consiglio di Stato, “appaiono prevalenti le ragioni di favorire lo smaltimento dei rifiuti derivanti da tritovagliatura” e “appare altresì da riconsiderare l’interpretazione data dal primo giudice in ordine alla caratterizzazione di rifiuti speciali e alla libera contrattazione di cui alle norme costituzionali e comunitarie”. In parole povere, la spazzatura napoletana torna a essere classificata come rifiuto speciale non pericoloso su cui vige il principio della libera circolazione: non ci sarà bisogno di accordi politici per spedirla fuori regione. Il Tar del Lazio aveva disposto il blocco dei trasferimenti del materiale proveniente dagli Stir della Campania a uno stabilimento di Taranto. La decisione del Consiglio di Stato autorizza nuovamente il trasferimento e consentirà agli Stir di rifiatare. Intanto De Magistris continua a parlare di sabotaggi, “messi in atto da chi non vede di buon occhio” un piano per i rifiuti “che costituisce una rivoluzione ambientale”. Quanto alle navi che trasporteranno i rifiuti, probabilmente in Nord Europa, De Magistris mantiene il riserbo: “A fine settimana firmeremo l’accordo” spiega il sindaco di Napoli “e allora comunicheremo il Paese e il costo dell’operazione. Non lo diciamo adesso perché ci sabotano. Man mano che andiamo avanti con il piano per rendere Napoli autonoma stiamo constatando che gli impianti si fermano, i quantitativi di flussi sono ridotti e ci sono tentativi di condizionare i lavoratori addetti alla raccolta”. All’inizio salperà una nave a settimana, poi due navi al mese. “La nostra politica è diversa da quella di Lettieri” spiega l’assessore all’ambiente e vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano: “Lui voleva la nave più la discarica più l’inceneritore”. Ma l’allargamento di Chiaiano va avanti, così come è iniziato quello di Terzigno. Le giacenze per le strade di Napoli si sono stabilizzate attorno alle 2400 tonnellate, ma il centro storico è sporchissimo, complici gli scioperi dei lavoratori della Lavajet, che reclamano il pagamento della quattordicesima. “Ogni volta che la città affonda i dipendenti di Lavajet non aiutano”, spiega Raphael Rossi, presidente di Asia, società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Napoli. Verdi e PD lanciano l’allarme: “Da Corso Vittorio Emanuele a Parco Margherita fino a Via Carducci ci sono cumuli che spesso ostacolano la circolazione di pedoni e macchine. In provincia non va meglio ma oltre a Giugliano, Pozzuoli, Quarto, Castellammare, Melito e Casoria c’è da segnalare la situazione critica di San Gennaro Vesuviano e Ottaviano. Proprio a San Gennaro negli ultimi giorni c’è stata una invasione di topi che più volte hanno tentato di aggredire i bambini piccoli”. Infine, sono state rese note le zone nelle quali partirà la raccolta porta a porta a Settembre: Agnano, Posillipo, Vomero, Barra, Ponticelli, Scampia e Lieti, per un totale di 325mila cittadini coinvolti. In via Brin, all’interno di un capannone dove vivevano “in condizioni disumane” 150 immigrati, è stato invece individuato il nuovo sito di stoccaggio provvisorio, quello dove saranno sistemati i rifiuti prima di salpare con le navi. “Gli immigrati” spiega il sindaco De Magistris “sono stati trasferiti nelle strutture cittadine di via Don Bosco, via Leopardi, Fuorigrotta e via Verticoeli”.

di Francesco Servino