Referendum, l’impegno dei giovani vesuviani

In una terra dove storicamente è difficile fare informazione, convincere i cittadini a prendere parte attiva ai processi di cambiamento, in paesi radicati in ataviche convinzioni, il desiderio di emergere dei giovani che hanno preso parte alla campagna referendaria è stato più forte di qualsiasi ostacolo e alla fine ha prevalso. All’ombra del Vesuvio il quorum è stato superato in quasi tutti i comuni: da elogiare gli sforzi di Terzigno, realtà anomala che ha visto morire la democrazia sotto i colpi della repressione dei mesi scorsi e che ha raccolto con grande soddisfazione il 52% di affluenza alle urne, con i Sì che per tutti e quattro i quesiti (compreso il legittimo impedimento) hanno superato il 97%. Un successo del coordinamento locale (che ha riunito due partiti, i Verdi e i Giovani Democratici), nato apposta per sensibilizzare la popolazione. “Questa del referendum è stata un’esperienza bellissima e molto formativa” spiega Gaetano Miranda dei GD “perchè abbiamo potuto metterci al servizio del nostro paese creando insieme ai vari comitati civici e ai Verdi un coordinamento per la promozione del referendum. Abbiamo lottato e ci siamo impegnati: è stata la vittoria della partecipazione, ma soprattutto dei giovani che come noi esigono un cambiamento, e si mettono in prima linea per far si che ciò avvenga. E’ un risultato impensabile, visto che a Terzigno c’è da anni un’amministrazione di centrodestra che ha vinto le elezioni quasi al primo turno e che fa sfoggio di un saldo rapporto d’amicizia col premier”. Un successo, non di certo minore (56%), l’hanno conseguito anche i ragazzi di Poggiomarino, a cui la visita di Angelo Bonelli ha dato un’ulteriore e forte motivazione: “E’ stato emozionante. La sensazione della riconquista popolare dei nostri diritti. Una vera e propria rinascita della coscienza di massa” spiega Giuseppe Miranda del Comitato Civico per i Referendum “Ho assistito a scene commoventi. Anziani che, nel caldo afoso, si recavano a votare superando i quattro gradini che portavano al seggio (che casualità!) con grande sforzo per esprimere la propria scelta. E poi giovani coppie con i braccio i propri figli: andavano a votare per il loro futuro. Alla notizia del raggiungimento del quorum abbiamo festeggiato come pazzi per la piazza, tirandoci gavettoni: in un attimo sono svanite le fatiche che il nostro gruppo ha dovuto sostenere in questo viaggio per la conquista dei diritti”. E’ andata un pochino peggio a San Giuseppe Vesuviano: i ragazzi del Collettivo Vocenueva hanno festeggiato un risultato comunque importante (48%). “Dai referendum ha inizio la rinascita del paese” spiegano i ragazzi del Collettivo “Ringraziamo di cuore tutti i comitati che hanno sostenuto il no al nucleare, e tutti quelli con cui ci siamo coordinati per avere supporto”. Esiti positivi anche a Boscoreale (51%) e Boscotrecase (56%): la speranza di tutti è che nell’area vesuviana possa innescarsi un processo di rinnovamento e di rinascita della democrazia, qualcosa che possa regalare un nuovo futuro e nuove speranze a una popolazione che, proprio nei referendum, ha visto un’occasione di rivalsa, esprimendo un voto di protesta nei confronti di tutto ciò che non è più disposta a subire e di cui si è stancata. Una fiammella di democrazia si è accesa sul Vesuvio: sta ai cittadini, ora, preservarla e alimentarla.

di Francesco Servino