RC Auto, il Sud si ribella

Un appello lanciato su facebook, accolto inizialmente da poche persone. Poi un incontro nella sede di Federconsumatori a Napoli e una prima manifestazione a Santa Chiara. Nel giro di pochi giorni, un esercito di 20mila indignati ha acceso la protesta e si è costituito un comitato, “Mo Bast!”, che ha organizzato una raccolta firme per chiedere al Parlamento Europeo giustizia e parità di trattamento. Parliamo delle polizze RC Auto e del fermento suscitato dal vertiginoso aumento delle tariffe applicate al Sud e in particolare nella provincia di Napoli, che detiene il primato nella penisola. “Ci eravamo scandalizzati per le quote latte, quando le truffe degli allevatori del Nord venivano risarcite dalla comunità europea con i fondi destinati al Sud, ma era una specie di una tantum: per le assicurazioni dei nostri veicoli l’esborso è continuo”, spiega Pietro Avino, responsabile di Mo Bast! ed editore del periodico vesuviano il Brigantino, che per primo ha messo in risalto i dati relativi alla disparità di trattamento tra Nord e Sud. A parità di condizioni contrattuali, un cittadino di Napoli paga il triplo rispetto a un cittadino che risiede in altre province d’Italia, in aperta violazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione. Il Brigantino metteva in risalto dei dati: “Basta andare sul sito dell’Aci per notare che a Milano gli incidenti, nel 2010, sono stati 35479, mentre a Napoli – dove circola un numero maggiore di veicoli – solo 8605. Nonostante questo, i napoletani pagano più dei milanesi: la conferma viene dai dati Isvap relativi agli esborsi delle compagnie assicurative”. Rabbia, dunque, per le discriminazioni subite, in periodo in cui i ministeri vengono spostati al Nord e la Lega sferra continui attacchi al Sud. Un assicurato di terza classe a Torino o Milano paga quanto un assicurato di prima classe a Napoli. Secondo i meridionalisti, le tariffe alte al Sud servono a tenere basse quelle applicate al Nord. Eppure il principio della non discriminazione è sancito come fondamento dalla Comunità Europea. Le situazioni sono surreali: il 30% dei cittadini ha ricevuto, senza neanche aver compiuto sinistri, la disdetta del contratto assicurativo, con inosservanza da parte delle compagnie dell’obbligo a contrarre. Inoltre, anche chi passa alla classe superiore, subisce degli aumenti: “Se non vi sta bene cambiate agenzia” è la risposta tipica delle compagnie. A causa del luogo di residenza, gli abitanti della città di Napoli si vedono addirittura negata la possibilità di ottenere preventivi da compagnie assicurative telefoniche e on line. Una strategia mirata a colpire in maniera generalizzata gli assicurati del Sud e che ha lo scopo di ridimensionare il portafoglio RC Auto, considerato poco remunerativo dalle compagnie. Per il presidente di Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo, quella che si sta attuando è una “discriminazione”, perché “se solo si guardano i dati nazionali si notano differenze tra polizze del Nord e polizze del Sud”. “Le compagnie dicono che paghiamo di più perché facciamo gli imbrogli” spiega Stornaiuolo “Non è vero, e anche se fosse vero non si spiega perché i giovani patentati, che non hanno commesso incidenti, pagano di più. L’assicurazione in Italia è un diritto: per i giovani l’assicurazione costa più di un motorino usato. Le compagnie si stanno ritirando dal Mezzogiorno e dal campo delle RC Auto, considerato poco remunerativo. Come Federconsumatori, abbiamo indetto una class action, la prima in Italia contro questo tipo di discriminazione, e sosteniamo la petizione del movimento Mo Bast!”. Il fermento legato alla discriminazione ha coinvolto anche artisti che il meridione lo portano nel sangue: “Quando il meridione subisce il sopruso della casta, che ci vuole coloni, è palese che c’è un sistema che vuole che noi paghiamo per il Nord”, spiega Eddy Napoli, cantante che ha preso parte al movimento. Per il 24 Settembre è prevista una maxi manifestazione a Napoli, mentre i moduli per la petizione si possono scaricare su questo blog (nella barra dei link a destra) dal gruppo “Mo Bast!” su facebook e a breve dal sito di Terra.

di Francesco Servino