Rapina e fuga sulla SS 268, un morto e nove feriti

A tentare il colpo due carabinieri in servizio a Mestre, uno di Chioggia e l’altro di Cercola. Alle 13,30 scatta l’allarme nel supermercato Etè di Ottaviano: i rapinatori mettono a segno una rapina di 1300 euro e si guadagnano la fuga a colpi di pistola.

Non ci stanno i fratelli Prisco, gestori del supermercato, che si lanciano all’inseguimento, decisi a farsi giustizia di soli. Una decisione che, purtroppo, gli costerà cara: la corsa sulla SS 268, già nota come “statale della morte”, avrà infatti delle drammatiche conseguenze.

Una dinamica fino all’ultimo poco chiara: i rapinatori, a volto coperto, avrebbero fatto irruzione nel supermercato in Via Querce a Ottaviano, ma qualcosa va storto e dunque la decisione di fuggire a bordo di una Lancia Lybra SW. Pasquale Prisco, suo fratello Donato e alcuni dipendenti (in tutto otto persone, anche di un altro market) partono a bordo di due auto alla ricerca dei rapinatori. L’auto dei banditi viene intercettata all’imbocco della SS 268 di Ottaviano, in via Ferrovia dello Stato, e speronata sulla strada statale del Vesuvio in prossimità dell’uscita di Palma Campania, in direzione Angri, provocando un incidente.

Tutti scendono dalle vetture: scoppia una violentissima colluttazione culminata con la reazione dei carabinieri che, verosimilmente con le loro armi di ordinanza, sparano contro gli aggressori, ferendone alcuni. Loro stessi rimangono feriti. Non è ancora chiaro se anche gli inseguitori fossero armati: a fare luce sulla circostanza saranno gli esiti dell’esame dello stub su tutti i feriti. E’ da escludere la voce che i carabinieri abbiano bloccato un’ambulanza e proseguito la fuga su di essa per un breve tratto: un’ambulanza, di passaggio sulla 268, si sarebbe fermata per prestare soccorso, caricando i carabinieri (c’era il timore, da parte delle forze dell’ordine, che i due potessero dirottarla). Inizialmente era circolata pure la voce che i due carabinieri, in borghese, fossero intervenuti per bloccare i rapinatori in fuga.

Pasquale Prisco, 28 anni, è il ferito più grave: viene raggiunto da più colpi all’addome che si riveleranno fatali. Operato all’ospedale di Sarno, morirà in nottata: aveva gravissime lesioni al duodeno, al fegato e alla colonna vertebrale e gli era stata asportata la colecisti. Gravi le condizioni del fratello, Donato, 24 anni, che è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Feriti tre dipendenti dell’Etè: Antonio Susini, 33 anni, Pasquale Mellone, 25 anni, e Gaetano Mastellone, di 25 anni. Anche due rumeni, rispettivamente di 29 e 27 anni, e un italiano, Biagio Bifulco, 43 anni, dipendenti di un altro market riconducibile ai Prisco, sono rimasti feriti e sono tuttora ricoverati in ospedale: anche per quest’ultimo ferite da arma da fuoco all’addome.

Nell’incidente sono rimasti feriti anche i due carabinieri-rapinatori: l’appuntato Jacopo Nicchetto, 34 anni, colpito da un colpo di arma da fuoco ad un gluteo, e l’appuntato scelto Claudio Vitale, 41 anni, in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita, che ha riportato la frattura delle ossa facciali. I due militari appartengono al IV Battaglione “Veneto” di Mestre e si trovavano in Campania in permesso ordinario. Nei loro confronti erano stati ipotizzati i reati di rapina aggravata e tentativo di omicidio plurimo, ma con la morte di Pasquale Prisco la loro posizione potrebbe aggravarsi. Forti contraddizioni sono emerse dai loro racconti, per questo la procura di Nola, diretta da Paolo Mancuso, d’intesa con l’Arma, ha prontamente disposto il fermo. I due sono stati sospesi dal servizio con effetto immediato.

di Francesco Servino