Premio Oscar, la storia delle statuette

L’Academy Awards, detto comunemente “Oscar” o “Premio Oscar”, è il più antico premio cinematografico a livello mondiale e uno dei più importanti in assoluto. Venne assegnato la prima volta il 16 Maggio 1929 nella Blossom Room dell’Hollywood Roosevelt Hotel di Los Angeles: l’evento durò appena 4 minuti e 22 secondi, non ebbe alcuna copertura mediatica e i nomi dei vincitori vennero annunciati già tre mesi prima. Negli anni a venire ha assunto una rilevanza via via crescente, al punto tale da essere considerato “il” premio cinematografico per antonomasia.

Ad assegnare il premio è l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, un’organizzazione professionale onoraria statunitense fondata l’11 Marzo 1927 in California per sostenere lo sviluppo dell’industria cinematografica nazionale: è costituita da attori, registi, produttori e altre personalità del mondo della cinematografia mondiale e conta oltre 6000 membri votanti. Secondo uno studio elaborato dal Los Angeles Times, l’età media dei giurati degli Academy Awards è di 63 anni. Dal 2013 il presidente dell’Academy è Cheryl Boone Isaacs.

Il nome “ufficiale” della statuetta che un po’ tutti conosciamo e che viene riconosciuta ai vincitori delle varie categorie è Academy Award of Merit ma è divenuta più celebre come Oscar quando Margaret Herrick, un’impiegata all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, esclamò vedendola: “E’ tale a quale a mio zio Oscar!”.

L’Oscar è alto 34 centimetri, pesa 4 Kg, è realizzato in una lega di stagno e antimonio e placcato in oro 24 carati: ha un valore commerciale di circa 256 dollari. I vincitori, nel caso in cui se ne volessero disfare, sono invitati dall’Academy a non venderla ma piuttosto a riconsegnarla. Durante la seconda guerra mondiale la statuetta era in gesso anziché in oro mentre agli inizi era in bronzo. Fu disegnato da Cedric Gibbons e forgiato dallo scultore George Stanley e rappresenta un uomo in piedi su una bobina cinematografica con una spada stretta nelle mani. A proposito della statuetta, ebbe a dichiarare la sceneggiatrice Frances Marion: “È un simbolo perfetto dell’industria cinematografica: un uomo con un corpo forte e atletico che stringe in mano una grossa spada scintillante, e a cui è stata tagliata una bella fetta di testa, quella che contiene il cervello“.