Pompei presa d’assalto dai turisti: città in tilt

Boom di visitatori a Pompei nella giornata di ieri: in trentamila (per la precisione 29’540) si sono riversati nell’area archeologica degli scavi approfittando dell’ingresso gratuito. E la città è andata praticamente in tilt, mostrando limiti nella gestione di un flusso così grande di persone: a nulla è valso lo stop di due ore ai tornelli, dalle 12,30 alle 14,30, per contenere l’orda barbarica. Decine di migliaia di “visitatori della domenica” hanno invaso le rovine facendo – è proprio il caso di dirlo – i porci comodi loro.

Molti sono stati i disagi connessi alla ressa, in particolar modo relativi al traffico e all’aumento dei rifiuti: Via Nolana si presentava completamente bloccata per tutta la mattinata creando picchi di emissioni inquinanti e non poche difficoltà a chi doveva raggiungere la città mariana dai paesi vesuviani dell’entroterra. Il sindaco Ferdinando Uliano ha chiesto aiuto al Governo e alla Regione invocando una legge speciale.

I turisti devono rappresentare la rinascita di Pompei” ha dichiarato Uliano: “Abbiamo bisogno di finanziamenti per assicurare accoglienza e creare servizi adeguati. Contemporaneamente avremo posti di lavoro per i tantissimi disoccupati di Pompei e delle città vicine“.

Il riversarsi incontrollato della marmaglia in un sito archeologico come Pompei non è certamente il modo migliore per garantirne la fruizione: un’area culturale merita rispetto e non può essere scenario di tamarrissime scampagnate che lascino i reperti millenari alla completa mercè di vandali e incivili. Il ministro Franceschini parla soddisfatto di “festa per le famiglie” (sic!) ma non tiene conto di tutte le problematiche connesse alla vigilanza, ai controlli, alla necessità di assistenza sanitaria e della polizia locale.

Una soluzione ci sarebbe: aprire al pubblico nuove aree archeologiche attorno a Pompei. Se a Terzigno si risolvesse la decennale questione di Cava Ranieri, si creerebbe uno spazio adattissimo anche ai pic-nic e alle famiglie perchè il sito ben si predispone ad accogliere migliaia di turisti contemporaneamente. Pompei non può correre il rischio di congestionarsi tutte le volte: la gente con le soppressate al collo (si è visto anche questo) se ne andasse al mare o al Terminio, così come quegli indomiti scalatori delle sculture di Mitoraj desiderosi di un selfie perchè dimostrano un disprezzo per la cultura non indifferente. Non è assolutamente questo il modo di valorizzare un patrimonio storico e archeologico di primaria importanza al mondo.

di Francesco Servino