Pompei, riapre la Villa dei Misteri

Dopo due anni di restauri e una chiusura al pubblico di tre mesi riapre finalmente la Villa dei Misteri a Pompei. “Una perla che stiamo restituendo al modo” ha dichiarato Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il restauro ha interessato tutti gli apparati decorativi, mosaici e pitture degli oltre 70 ambienti che compongono la villa, che trae il suo nome dal celebre ciclo pittorico in cui la realtà si confonde con il mito di una dimensione sacra, ovvero i misteri dionisiaci rappresentati. Molte interpretazioni sono state date a tali scene, mai univoche.

Le pitture che si trovano nel grande salone della villa ora sono un unicum, ma forse prima non era così. Si tratta di uno straordinario ciclo pittorico di elevata qualità, una megalografia, con persone rappresentate a grandezza naturale da un artista pompeiano. Un grosso sforzo economico compiuto nell’antichità, lo dimostra l’utilizzo del cinabro, il colore rosso utilizzato, che veniva importato dall’Oriente e fornito dal committente dell’opera.

Per il restauro della villa sono stati fatti sforzi considerevoli, riconosciuti dagli ispettori dell’Unesco, che hanno portato a risultati tangibili e significativi dal momento che sono state eseguite sostanziali opere di restauro principalmente nel contesto del Grande Progetto Pompei ma anche nell’ambito del programma di manutenzione ordinaria. E il sito, il secondo più visitato d’Italia, non rischia più l’esclusione dal patrimonio mondiale come si era paventato. Tutto grazie a un lavoro intenso, scrupoloso e metodico.

Per il ministro Franceschini occorrono adesso nuove risorse Ue da affidare sempre al Grande Progetto Pompei. Sempre per il ministro ci sarebbero molti sponsor privati interessati, anche se le risorse private possono integrare ma ovviamente non sostituire quelle pubbliche.