Pizza sotto attacco, quando l’indignazione è D’OBBLIGO

Ebbene si, ho letto di “Italietta” e di “protezionismo idiota” a proposito della giusta ondata d’indignazione scatenata dalla pubblicità di una nota catena di fast food americana che ha osato paragonare hamburger low costs e robaccia fritta a un alimento simbolo della buona cucina e della tradizione italiana: la pizza.

Nella pubblicità in questione un bambino si reca in pizzeria con i genitori e quando il cameriere gli chiede di scegliere cosa vuole risponde “un happy meal”. Una risposta apparentemente innocente ma che dà adito di credere che un pasto dalle dubbissime qualità nutrizionali (costituito da un panino con hamburger, patatine fritte e coca-cola), abitualmente inserito nel novero dei “junk food” e associato ai problemi di obesità, possa competere con un prodotto simbolo della dieta mediterranea che, ricordiamolo, è patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Chi avesse dubbi a riguardo può cercare “cibo spazzatura” su Google e vedere cosa salta fuori…

Che i bambini preferiscano dei panini da quattro soldi alla pizza è dovuto più che altro questione di educazione alimentare, che purtroppo non viene fatta, e al bombardamento mediatico al quale vengono quotidianamente sottoposti: la pizza è in realtà un alimento anticancro e dalle eccellenti caratteristiche nutrizionali. Certo non è uno di quei cibi che vanno mangiati tutti i giorni (perchè è calorica), ma ingozzarsi quotidianamente di cibi spazzatura ha delle ripercussioni anche molto gravi sulla salute umana, senza contare l’impatto ecologico ed economico indotto dai metodi di coltivazione e di allevamento per l’approvvigionamento delle grosse catene di ristorazione veloce.

La pubblicità in questione è quindi altamente diseducativa: di certo sono più coscienziosi i genitori che si recano in pizzeria anzichè al McDonald’s. Ma si sa, nell’happy meal i bambini possono trovare la sorpresina, il giocattolo: poco gli importa che gli hamburger sembrino cartone pressato e che le crocchette di pollo sappiano di pesce. Non c’è altro motivo per il quale un bambino dovrebbe preferire panini che dopo 20 anni non si decompongono a una fragrante pizza margherita.

Chi parla di “Italietta” non ha ancora capito quale occasione dovrebbe rappresentare per il nostro paese l’Expo di Milano, basato interamente sull’alimentazione: in questo momento, più che mai, bisogna difendere i prodotti della penisola, e il prodotto italiano più noto in tutto il mondo è la pizza. Dunque può intendersi come un attacco serrato ad uno stile di vita e ad un’alimentazione sana lo spot di McDonald’s e deve suscitare una sacrosanta indignazione perchè, prima di tutto, è diseducativo!

Purtroppo un servizio giornalisticamente indegno come quello di Report ha creato un danno enorme e c’è chi si è convinto, nonostante il parere contrario di luminari come il professor Umberto Veronesi, che la pizza faccia venire il cancro (!) quando notoriamente per la sua realizzazione si impiegano ingredienti che consentono di contrastarlo, primo tra tutti il pomodoro.

E’ vero, occorre concentrarsi sulla qualità del prodotto, ma le iniziative in tal senso si moltiplicano: l’Unesco si è espressa a favore della petizione lanciata da Pecoraro Scanio per il riconoscimento dell'”arte dei pizzaiuoli” come patrimonio immateriale dell’umanità (l’unico che è parso snobbarla è il ministro Dario Franceschini), iniziativa volta a tutelare il Made in Italy e l’impiego di materie prime eccellenti.

I pizzaioli napoletani svolgono da anni un’azione meritoria nel campo dell’innovazione e dell’impiego di prodotti di alta qualità: l’Italia fa bene a indignarsi, dovremmo farlo tutte le volte che i nostri prodotti di eccellenza vengono disdegnati, denigrati o tristemente scopiazzati. L’Italia vera è quella che si indigna e che fa fronte comune quando si tratta di difendere il proprio patrimonio (vorremmo vederlo più spesso). L'”Italietta”, invece, è quella a cui non fanno specie le “Fettuccini Alfredo” e che come gli americani non coglie la differenza tra una pizza coi pepperoni e un’ortolana coi “puparuoli”.

Non so voi ma farò sempre parte di quell’Italietta che “w la pizza!” (ma pure ‘o panuozzo di Gragnano) e che ai patatinari presenti ad ogni angolo delle città preferirà sempre e solo frittatine di pasta, arancini, zeppule e panzarotti.

di Francesco Servino

> Presentata a Napoli la pizza dell’Expo 2015