Petizione Unesco, presentata la Pizza Expo 2015

Un traguardo battuto, quello delle 300mila firme per chiedere l’inserimento dell'”Arte dei Pizzaiuoli Napoletani” nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. Un risultato ufficializzato in una conferenza stampa alla Camera nel corso della quale è stato presentato l’Appello al Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che si riunisce in data odierna a Roma e da cui si attende il “via libera”.

Per Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro delle Politiche Agricole e dell’Ambiente, presidente della Fondazione UniVerde e promotore della petizione assieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani di Sergio Miccù, si tratta di un evento che non ha precedenti nella storia delle candidature Unesco, considerato il consenso popolare ottenuto dall’iniziativa. Ora ci sono sei mesi di tempo per convincere i 150 paesi stranieri che parteciperanno all’Expo a votare a favore della maestranza dei pizzaioli.

Per l’occasione, all’Antica Pizzeria Brandi, dove nacque la famosissima pizza Margherita, la Coldiretti ha sfornato questa mattina la “Pizza Napoletana Doc” che sarà il simbolo dell’Expo 2015, fatta esclusivamente con ingredienti campani di denominazione di origine protetta riconosciuti dall’Ue come la Mozzarella di Bufala Campana, l’olio extravergine “Penisola Sorrentina”, il pomodoro San Marzano dell’Agro Nocerino Sarnese e il pomodorino del piennolo del Vesuvio.

Un’iniziativa volta a contrastare l’impiego di prodotti senza alcuna indicazione per i consumatori, molto spesso provenienti da migliaia di chilometri, e per fare un paragone con i tarocchi scadenti come la pizza con “pomarola” del Brasile, quella con olio “pompeian” del Maryland e “zottarella” tedesca e quella con i pelati San Marzano della California: oggi è importante garantire l’origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione per distinguere la vera pizza e difendere un pezzo di storia .

Soddisfatto il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, che spera che nell’anno di Expo sia riconosciuto il grande valore culturale dell’arte dei pizzaioli, ora che l’Italia si prepara ad essere protagonista di un dialogo mondiale sul tema del cibo. E lusinga, non poco, che sia proprio un prodotto di eccellenza di Napoli a farsi baluardo di questo dialogo: secondo un sondaggio proposto dalla Coldiretti, il 39% degli italiani considera la pizza il simbolo culinario dell’Italia. “Pizza” è pure la parola italiana più conosciuta all’estero.

Candidare la tradizione della pizza napoletana nell’anno dell’Expo sarebbe sicuramente un’occasione importante: valorizzare i maestri pizzaiuoli significa difendere la tradizione italiana contro le contraffazioni straniere. Ci si aspetta che anche il ministro dei Beni Culturali dia appoggio quanto prima a questa richiesta.

di Francesco Servino

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