Oscar 2016: i vincitori e il commento

Alla fine ce l’ha fatta: Leonardo Di Caprio ha vinto il premio per il miglior attore protagonista. La lotta con l’orso ha lasciato il segno e consegnato all’attore italo-americano l’ambitissimo Premio Oscar: con Revenant, Di Caprio ha dato un’ulteriore prova di crescita recitando solo con gli occhi.

Abbondantemente nelle previsioni l’attribuzione dei premi: il miglior film è Spotlight, di Tom McCarthy, che tratta del giornalismo d’inchiesta e di un tema di denuncia come piace all’Academy, ovvero le accuse di pedofilia mosse all’arcivescovo Bernard Francis Law. Spotlight è basato su un’indagine reale del The Boston Globe, insignita nel 2003 con il prestigioso Premio Pulitzer, che ha aperto lo scandalo dei preti pedofili nella Chiesa Cattolica.

Grandi esclusi dalla rassegna Quentin Tarantino – sceneggiatore e regista straordinario che non gode delle simpatie dell’Academy – e il napoletano Paolo Sorrentino: il suo “Youth” era certamente pellicola degna di stare tra i migliori film stranieri (così come Michael Caine e Harvey Keitel potevano stare tra i migliori attori). The Hateful Eight porta comunque a casa la statuetta per la migliore colonna sonora: va ad un applauditissimo maestro Ennio Morricone. L’Italia, dunque, vince un Oscar. Durante la cerimonia, spazio a un commosso ricordo di Ettore Scola.

E’ andata benissimo all’acclamato Mad Max: Fury Road: il film che ravviva i fasti della saga con Mel Gibson fa incetta di Oscar, ben 6. Qualcuno gli avrebbe attribuito anche il premio alla migliore regia che va invece ad Alejandro González Iñárritu: il regista messicano ha girato il suo “Revenant” in condizioni estreme, interamente con luce naturale. Iñárritu è il miglior regista per il secondo anno consecutivo: l’anno scorso il suo Birdman è stato premiato anche come miglior film.

A bocca asciutta il film campione di incassi di quest’anno (2 miliardi di dollari nel mondo): Star Wars non porta a casa neanche una statuetta. C’è una ragione: in apertura Charlize Theron ha ringraziato gli sceneggiatori, categoria della quale anche i migliori registi non possono fare a meno. E’ evidente la mancanza di serietà nella scrittura del settimo capitolo della celebre saga stellare, operazione spudoratamente commerciale: da qui, forse, la decisione di snobbare Star Wars. O forse gli Oscar tecnici sono stati dati a Mad Max per compensare lo sgambetto fatto a George Miller (non premiato per il film o la regia nonostante i favori del pubblico). Non vince nulla neanche The Martian di Ridley Scott, candidato a 7 premi Oscar: avrebbe meritato maggiori fortune.

Nelle previsioni anche l’Oscar a Brie Larson, protagonista di Room: la Carol di Cate Blanchett viene ignorata perchè l’omosessualità femminile non infiamma Hollywood, motivo per il quale anche la “mascolina” protagonista di Mad Max, Charlize Theron, non figurava tra le migliori attrici candidate. Amarezza per Sylvester Stallone: il migliore attore non protagonista è Mark Rylance per Il Ponte delle Spie di Steven Spielberg.

Ad animare l’inizio della serata è stato il monologo di Chris Rock imperniato sulle discriminazioni razziali a Hollywood: per la 71esima volta, infatti, nessun attore nero è candidato all’Oscar. Il comico ha detto che negli anni passati i neri non hanno protestato perchè erano impegnati in cose serie (far valere i propri diritti) ma che sarebbe il caso, ora, di istituire un Oscar “black”. Quest’anno le polemiche sull’assenza di attori neri tra i candidati hanno tenuto b(i)anco fino all’ultimo portando a galla un cosiddetto “razzismo elegante” in auge in America. Polemica sacrosanta, ma c’è da dire che non solo i neri vengono bistrattati agli Oscar: rarissime, infatti, sono state le candidature di ispanici. Si potrebbe aprire una parentesi anche sul sessismo: nell’epoca del gender non sarebbe il caso di unire attori maschi e attori femmine in un’unica categoria?

Per quest’anno è tutto. Di seguito l’elenco coi vincitori dei premi. Un ringraziamento ai circa mille appassionati che stanotte hanno seguito la diretta testuale su questo sito.

di Francesco Servino

Miglior Film: Spotlight (di Tom McCarthy)
Miglior Regia: Alejandro González Iñárritu (Revenant)
Miglior Attore Protagonista: Leonardo Di Caprio (Revenant)
Miglior Attrice Protagonista: Brie Larson (Room)
Miglior Attore non Protagonista: Mark Rylance (Il Ponte delle Spie)
Miglior Attrice non Protagonista: Alicia Vikander (The Danish Girl)
Migliore Sceneggiatura Originale: Tom McCarthy e Josh Singer (Spotlight)
Migliore Sceneggiatura non Originale: Charles Randolph e Adam McKay (La Grande Scommessa)
Miglior Film Straniero: Il Figlio di Saul (di Saul Fia)
Miglior Film di Animazione: Inside Out (di Pete Docter e Ronnie del Carmen)
Miglior Fotografia: Emmanuel Lubezki (Revenant)
Miglior Scenografia: Collin Gibson e Lisa Thompson (Mad Max: Fury Road)
Miglior Montaggio: Margaret Sixel (Mad Max: Fury Road)
Miglior Colonna Sonora: Ennio Morricone (The Hateful Eight)
Miglior Canzone: Writing’s on the Wall (di Jimmy Napes e Sam Smith, Spectre)
Migliori Effetti Speciali: Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst (Ex Machina)
Miglior Sonoro: Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo (Mad Max: Fury Road)
Miglior Montaggio Sonoro: Mark Mangini e David White (Mad Max: Fury Road)
Migliori Costumi: Jenny Beavan Mad Max: Fury Road)
Miglior Trucco e Acconciatura: Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin (Mad Max: Fury Road)
Miglior Documentario: Amy (di Asif Kapadia)
Miglior Cortometraggio Documentario: A Girl In The River: The Price Of Forgiveness (di Sharmeen Obaid-Chinoy)
Miglior Cortometraggio: Strutterer (di Benjamin Cleary e Serena Armitage)
Miglior Cortometraggio di Animazione: Bear Story (di Gabriel Osorio Vargas)