Somma Vesuviana, il primo arresto per omicidio stradale

E’ rimbalzata in tutta Italia la notizia del primo arresto per omicidio stradale per effetto della legge entrata in vigore il 23 Marzo scorso: si tratta del conducente della Opel Corsa che ha ucciso il giovane Antonio Tafuro, 28 anni, in Via San Sossio a Somma Vesuviana. Alessandro Pepe, 37 anni, ha commesso più di una infrazione: guida malgrado la revoca della patente dal 2011, superamento dei limiti di velocità (100 chilometri invece di 40). Le indagini dei carabinieri hanno inoltre accertato che la Opel era priva di revisione e posta sotto sequestro dal Novembre scorso dopo che l’automobilista aveva riportato una condanna per stupefacenti.

Pepe ha riportato gravi fratture nello scontro avvenuto alla vigilia di Pasqua e provocato anche il ferimento di due bambini di 10 e 12 anni, suoi nipoti, che viaggiavano con lui: la sua auto ha completamente invaso la corsia opposta, dove Antonio Tafuro marciava regolarmente. Le indagini della procura di Nola si sono concluse con l’arresto del 37enne ora ai domiciliari con le accuse di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Il pm Paolo Mancuso ha richiesto la convalida dell’arresto al Gip del Tribunale di Nola.

La nuova legge per l’omicidio stradale consente sempre l’arresto in flagranza di reato anche nel caso in cui il conducente responsabile dell’incidente si fermi a prestare soccorso: in presenza delle aggravanti l’arresto diventa obbligatorio. La pena prevista è da 2 a 7 anni per l’ipotesi base di morte causata violando il Codice della Strada; da 8 a 12 anni per morte causata sotto effetto di droghe o ebbrezza grave; reclusione da 5 a 10 anni se l’omicida si trova in stato di ebbrezza lieve e causi l’incidente per condotta pericolosa (guida contromano, sorpassi e inversioni a rischio, eccesso di velocità, ecc.). Nel caso in cui il conducente provochi la morte di più persone – o la morte di una persona e lesioni anche lievissime ad almeno un’altra – il limite di pena è di 18 anni.

di Francesco Servino