Nuovo sciopero di Lavajet

Puntuali le proteste della Lavajet hanno mandato in tilt la raccolta dei rifiuti urbani nel centro storico: la ditta, che lavora in subappalto per Asia, si occupa della pulizia di via Toledo e piazza Cavour (oltre che di varie altre strade e piazze della città). I dipendenti lamentano il mancato pagamento degli stipendi, ma il Comune fa sapere di aver già effettuato lo stanziamento. I mezzi per la raccolta non sono proprio usciti, e il centro cittadino è nuovamente invaso dai rifiuti: 500 le tonnellate in strada. Il presidente di Asia, Raphael Rossi, si affretta a spiegare di aver provveduto al bonifico nei confronti di Lavajet il 14 Settembre scorso, “con una cifra di 2 milioni di euro, di più rispetto al solito”. Rossi parla di “interruzione di pubblico servizio”, perché “non era annunciata alcuna forma di protesta”. I vertici dell’azienda dichiarano di aver avuto “qualche difficoltà bancaria” ma gli stipendi sono stati pagati. Nonostante questo, i dipendenti hanno comunque scioperato: “forse qualcuno non è ancora stato pagato” rettifica l’azienda. Ma non è la prima volta che la ditta fa le bizze: nel pieno dell’emergenza pareva ce la mettesse tutta per aggravare la situazione, al punto tale che fu l’Asia a doversi spingere nelle zone di competenza della Lavajet. E ne pagò le conseguenze, dato che i suoi mezzi vennero danneggiati. Un nodo ancora aperto quello di Lavajet: il contratto con la ditta scade il 31 Dicembre, e l’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di internalizzare gran parte del servizio. Nella ditta lavorano diverse persone provenienti da Enerambiente,  bloccata il Settembre scorso da un’interdittiva antimafia emanata dalla procura di Venezia: Enerambiente aveva come referente Corrado Cigliano, uomo di fiducia di Nicola Cosentino, arrestato nell’Aprile del 2011 assieme al fratello Dario Cigliano, consigliere provinciale del PdL, nell’ambito dell’inchiesta per il danneggiamento di diversi automezzi avvenuto a Ottobre 2010. A Gennaio, in manette è finito l’amministratore della Davideco, Salvatore Fiorito, che forniva personale a Enerambiente. Somme di denaro venivano versate a Corrado e Dario Cigliano come corrispettivo per la stipula di contratti tra “Enerambiente” e cooperative di lavoratori, come la cooperativa San Marco, colpita lo scorso anno da interdittiva antimafia e considerata dal prefetto Pansa come la succursale del clan Falanga di Torre del Greco. Interpellato sull’argomento e sul perchè i contratti con Lavajet non venissero revocati, il presidente di Asia Rapahel Rossi rispose: “Questo suggerisce il buonsenso, ma la realtà ci dice che per revocare un appalto ci vogliono due cose: il tempo e il danaro. E sono le due cose che in questo momento mancano”. Intanto, da ieri, è partita la distribuzione dei kit per la differenziata a Scampia, con le istruzioni e il materiale necessario per attuarla: tra una decina di giorni verranno consegnati i contenitori, in ritardo rispetto alla “prima delibera rivoluzionaria” del Comune, quella che intendeva coprire con il porta a porta entro il termine di 90 giorni i quartieri del Vomero, Posillipo, Barra, Ponticelli e Scampia. Scampia era già nel blocco che faceva la differenziata dal 2008: nel dettaglio verranno raggiunti oltre 31mila abitanti. Bloccate nel frattempo le pratiche per le navi olandesi destinate a portare i rifiuti nel Mare del Nord: se tutto va benissimo, la prima nave arriverà a fine mese, e nella prima fase trasporterà 5mila tonnellate di rifiuti a viaggio, per un totale di 48mila complessive. Da registrare infine il rifiuto della Puglia ad accogliere i rifiuti campani: “Sono irregolari” spiega l’assessore regionale pugliese Nicastro. Tra i rifiuti da smaltire in Puglia sono stati trovati pneumatici e batterie, e le analisi dell’Arpa hanno evidenziato carenze per quanto riguarda la caratterizzazioni analitiche per la verifica della conformità dei rifiuti. Autunno caldo anche nel vesuviano: nei giorni scorsi le Mamme Vulcaniche, in compagnia del sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, hanno compiuto un sopralluogo in discarica. Secondo Langella, la discarica sarà satura entro fine anno. Ma manca un piano alternativo dei rifiuti: i comitati, dopo aver caldeggiato la linea dei sindaci e aver sostenuto l’accordo che prevede la costruzione di centri di riciclo e di recupero dei materiali, ora ritrattano la proprie posizioni. L’accordo fermo in Regione prevede l’apertura di una nuova discarica o il conferimento dei rifiuti vesuviani nell’inceneritore di Acerra, operazione allo stato attuale impossibile. Si prospetta un inverno critico.

di Francesco Servino