Sulle tracce della principessa di Bisaccia

Nella scorsa settimana, il comune di Bisaccia ha vissuto un’importante giornata che ha consentito di valorizzare l’inestimabile patrimonio storico, culturale ed archeologico di un centro indubbiamente tra i più belli e caratteristici dell’intera Irpinia.

L’evento “Neolithic dissolution. Tracce nella moda dell’età protostorica. Indagine sull’abbigliamento della principessa di Bisaccia. Lecture” si è svolto lo scorso 5 Aprile presso il Castello ducale di Bisaccia, organizzato dal Museo Archeologico e dal Comune di Bisaccia, in collaborazione con la Soprintendenza pei i Beni Archeologici delle province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta. Questa interessante manifestazione, ideata da Fashion Research Lab della Seconda Università degli Studi di Napoli (S.U.N.), ha visto la partecipazione tra gli altri del sindaco di Bisaccia, Salvatore Frullone, del consigliere delegato al castello ducale Pasquale Gallicchio, della dott.ssa Maria Fariello, componente dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, del direttore scientifico del Museo Archeologico, Giampiero Galasso, e della dott.ssa Maria Antonietta Sbordone, esperta di design per la moda della Seconda Università di Napoli.

Proprio la docente partenopea si è soffermata su questo importante progetto, che punta a mettere in evidenza un’eccellenza della nostra Regione.

“L’incontro ha avuto lo scopo di diffondere un patrimonio locale di importanza strategica per lo sviluppo della conoscenza in ambiti scientifici, formativi e produttivi. La scoperta archeologica della tomba 66, la cosiddetta “Principessa di Bisaccia”, risalente con tutto il corredo all’VII secolo a.C., è divenuta infatti il pretesto per indagare in età protostorica su quali fossero i riti, la simbologia e le tecniche adoperate per realizzare gli abiti, con i relativi significati che rivestivano presso la comunità del tempo. I giacimenti culturali della nostra Regione sono stati quindi indagati, studiati e, nel confronto internazionale, sono risultati estremamente ricchi e ottimamente conservati”.

Anche il sindaco irpino Salvatore Frullone si è mostrato molto entusiasta per l’esito di questo lodevole avvenimento:

“In questi ultimi anni abbiamo lavorato molto, soprattutto in collaborazione con la Soprintendenza, al fine di valorizzare nel migliore dei modi il museo che, con il trascorrere del tempo, è divenuta una realtà molto conosciuta ed apprezzata in tutto il Mezzogiorno. Da parte nostra, proseguiremo in questa politica di investimento sulla cultura e sulle eccellenze del nostro centro, tanto che, tra poco tempo, partiranno due interessanti progetti, uno dei quali prevede una spesa per il castello ducale pari a circa 400mila euro”.

Infine, il direttore del museo Giampiero Galasso ha cosi analizzato l’importante scoperta archeologica nel comune irpino:

La tomba della “principessa” risale al VII secolo a.C. La giovanissima donna sepolta in essa apparteneva sicuramente ad un gruppo sociale dotato di un notevole potere, che sopravviveva oltre la morte del singolo. Infatti, il suo corredo funebre era rilevante, con prodotti di bronzo di notevole pregio, importanti dall’area etrusca e, soprattutto, il suo vestito, unico in Italia, complesso ed appariscente, il quale era contornato da circa 3000 bottoni di bronzo, da preziose fibule di bronzo e di ferro rivestite d’ambra e d’osso, mentre ai polsi indossava 51 bracciali di bronzo“.

di Gianluca Martone

> Sito Ufficiale del Museo di Bisaccia