Napoli, emergenza infinita

Non aveva fatto in tempo a rifiatare la città di Napoli che nuovamente sprofonda nell’emergenza: se in provincia il miglioramento non si era mai avvertito, Napoli sembrava destinata a recuperare lentamente la normalità perduta ormai da troppo tempo. I presunti accordi con le regioni e l’ordinanza firmata da Caldoro per il trasferimento dei rifiuti nelle province di Avellino, Benevento e Caserta avevano fatto ben sperare. Ma qualcosa è andato storto, e il meccanismo si è inceppato un’altra volta. Risultato, sono di nuovo duemila le tonnellate di spazzatura nelle strade e nei vicoli di Napoli. E con il caldo record degli ultimi giorni, è tornata anche l’allerta epidemie. Nella giornata di ieri, a fronte delle 1000 tonnellate programmate da smaltire presso gli impianti Stir di Giugliano e Tufino, appena 416 tonnellate di spazzatura sono state rimosse (ma la città ne produce 1500 al giorno). “Siamo con l’acqua alla gola, nella parte più alta del guado, in apnea” spiega il presidente di Asia, la ditta che gestisce il sistema di raccolta urbana, Raphael Rossi: “Lavoriamo in condizioni di grande stress, abbiamo decine di mezzi in coda a Tufino che non riescono a conferire”. Si parla di più di 500 tonnellate di spazzatura. Intanto il sindaco De Magistris ha annunciato che nella giornata di Giovedì 21 Luglio incontrerà a Roma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: il sindaco di Napoli, notoriamente contro le discariche e gli inceneritori, ha dichiarato che la città deve dotarsi di un proprio impianto Stir (stabilimento di tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti). De Magistris “non vuole fare polemica”, ma finora ha constatato “tante belle parole di solidarietà, ma nessun camion è partito fuori regione e a San Tammaro le cose non vanno bene”. Dal magistrato Raffaele Cantone arriva un monito: “Il provvedimento emanato da Caldoro per il conferimento dei rifiuti nelle altre province è da apprezzare, per quanto impopolare: in questa fase bisogna attendersi dagli amministratori della Provincia e dei comuni napoletani e dai cittadini comportamenti che dimostrino di saper meritare le altrui disponibilità, soprattutto quelle del Nord”. Cantone indica la sua ricetta per il breve termine: “Dare impulso massimo alla raccolta differenziata, ridurre il quantum di rifiuti da conferire nelle discariche (per evitare che si saturino subito), e costruire due o tre impianti per il compostaggio”. “Cantone ci consiglia di fare quello che stiamo già facendo”, replica De Magistris. Ma è proprio la Giugliano in cui risiede il magistrato anticamorra, assieme a comuni come Pozzuoli e Castellammare Di Stabia, che sta vivendo il dramma peggiore: “Gli organi preposti intervengano, irrogando le pesanti sanzioni pecuniarie previste dai regolamenti locali” incalza Cantone, che punta il dito contro “i cittadini incivili che si disinteressano completamente delle norme civiche e che vanno pesantemente puniti”. Intanto il Tar del Lazio ha respinto le richieste inoltrate dalle province di Avellino, Benevento e Caserta, che si oppongono all’invio di spazzatura da Napoli alle discariche di Savignano Irpino, Sant’Arcangelo Trimonte e di San Tammaro: il Tar ha confermato la validità, fino al prossimo mercoledì, del dispositivo emanato da Caldoro, sottolineandone la non reiteribilità, ovvero l’impossibilità di prolungare o ripetere tale ordinanza. Soddisfatto il presidente della provincia di Caserta, Domenico Zinzi, che nei giorni scorsi aveva chiesto di dirottare i rifiuti di Napoli a Terzigno (ammesso che non ci siano già arrivati): “Il Tar ha chiarito il carattere di eccezionalità del provvedimento adottato dalla Regione, che proprio per questa ragione non potrà in alcun modo essere prorogato”. Infine, Tommaso Sodano è stato ascoltato in commissione Ambiente alla Camera: il vicesindaco di Napoli ha chiesto la modifica dell’articolo 2 del decreto sui rifiuti – al vaglio della stessa commissione – sottolineando che “l’epoca dei commissari è ormai finita e non è il caso di rimetterli in mezzo”. Il vicesindaco chiede inoltre un accesso diretto ai fondi Fas e a quelli comunitari.

di Francesco Servino