Maltempo a Napoli

Le previsioni del tempo danno pioggia anche per oggi: l’ondata di maltempo continua ad arrecare danni, ma è quanto accaduto domenica che desta sgomento. La provincia di Napoli è mezza allagata: in città voli cancellati, uscite dell’autostrada e stazioni della metropolitana chiuse hanno arrecato notevoli disagi. Chiusa anche la tratta ferroviaria Napoli-Salerno. A Capri molti negozi sono allagati e violenti raffiche di scirocco si abbattono pericolosamente sui cavi dell’alta tensione a Marina Grande. Rinviata la partitissima Napoli-Juventus: i tecnici della Prefettura, del Comune e della Protezione Civile hanno deciso di tenere lontani dalla zona di Fuorigrotta i circa 60mila tifosi attesi. Ma infuria la polemica, perché nel pomeriggio il sole torna a splendere e la sera la pioggia è poco più che “quattro schizzi”. Ma fossero solo le polemiche calcistiche il problema: il maltempo, purtroppo, ha mietuto due morti. Ad Arco Felice, periferia di Pozzuoli, un anziano signore che se ne stava chiuso in macchina è stato schiacciato da un grosso pino al di sotto del quale aveva parcheggiato l’auto. Ironia della sorte, l’uomo aveva appena accompagnato la moglie a un funerale, e se ne stava tranquillo nella propria vettura a sfogliare il giornale nell’attesa di andare a riprendere la consorte. Gli abitanti di Pozzuoli parlano di morte annunciata, perché da tempo avevano segnalato i pini “fradici” all’amministrazione, e rivolgono accuse al sindaco Agostino Magliulo: “Non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione per le piante” spiega il sindaco, ma poche settimane fa i vigili urbani si sono recati in zona, hanno osservato lo stato delle piante e stilato una relazione. Miete due vittime anche la tristemente nota “superstrada della morte”, la SS 268 dei paesi vesuviani: all’altezza dello svincolo di Somma Vesuviana, in direzione Ottaviano, un’auto sbanda, va ad occupare la corsia opposta e viene impattata. Rimangono coinvolte diverse autovetture: due i feriti. 10 chilometri di coda hanno paralizzato il traffico in direzione Napoli per diverse ore. Non bisogna andare troppo indietro nel tempo, poco più di due settimane fa, per ricordare un’altra tragica morte, quella di Valeria Sodano, rimasta incastrata sotto la sua auto e morta annegata a Pollena Trocchia. La stessa sorte, l’annegamento, poteva toccare a due signori di Terzigno e Torre Del Greco, rimasti bloccati nelle rispettive auto quasi completamente sommerse dall’acqua a Torre Annunziata, in via Roma: sono stati messi in salvo da due poliziotti, che hanno forzato le portiere e hanno messo in salvo i conducenti. Come da copione, esonda anche la vasca al Pianillo di San Giuseppe Vesuviano: gli abitanti di Poggiomarino protestano perché i liquami della vasca, a causa della pendenza, vanno a finire nel loro comune, trasformando le strade in puzzolenti fiumi in piena e allagando le coltivazioni. A Saviano l’esondazione del Regio Lagno Rosario ha costretto diverse famiglie all’evacuazione: la spazzatura ha ostacolato il deflusso delle acque, e i cittadini hanno trascorso la notte nella sala del Consiglio Comunale. Duro il commento del Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Francesco Peduto: “Da anni in Campania non si riesce a fare nemmeno l’ordinaria manutenzione e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, con vittime e danni che si amplificano anche durante eventi metereologici tutt’altro che eccezionali. Come geologi da anni denunciamo queste cose e continuiamo ad essere inascoltati, ma è ora di dire basta a queste continue sciagure senza colpevoli”. L’Ordine Nazionale dei Geologi, con i propri legali, sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nei processi per disastro colposo che seguono le sciagure per il maltempo. E nell’anniversario del crollo della Schola Armaturarum di Pompei, sotto l’acqua si trovano anche gli Scavi, abbandonati al degrado dopo mille promesse da parte del governatore Stefano Caldoro e del ministro Giancarlo Galan: i crolli diventano sempre più frequenti, e mancano i piani di manutenzione ordinaria e straordinaria.

di Francesco Servino