Scene da Napoli? No, da Livorno, sommersa dalla spazzatura

Altro che comune a “5 stelle”, a Livorno la maggioranza del sindaco Filippo Nogarin rischia seriamente di sfasciarsi per il caos rifiuti: la municipalizzata dei servizi ambientali “Aamps” è gravata da circa 42 milioni di debiti per tariffe non riscosse. E pensare che l’ecologia è (apparentemente) uno dei temi cardine del MoVimento 5 Stelle.

Due consiglieri dissidenti del M5S chiedono l’azzeramento della giunta mentre l’assessore grillino all’ambiente Giovanni Gordiani invita il sindaco, che aveva promesso una ricapitalizzazione, a “frenare” sul concordato preventivo in continuità, ovvero all’affidamento della municipalizzata a un commissario.

La bagarre vera e propria è scoppiata quando 300 lavoratori, una rappresentanza dei 500 coinvolti tra azienda e indotto che temono per il proprio posto e quindi in sciopero, si sono recati in massa nella sala consiliare di Palazzo Civico: in una seduta fiume di 12 ore in cui bisognava votare il piano di risanamento di Aamps, l’assessore pentastellato al bilancio Gianni Lemmetti, portabandiera dell’operazione concordato, ha pronunciato la parola “fallimento”. Grida, proteste e cori che vanno da “bugiardi” a “fascisti” non si sono fatti attendere: prima del voto Nogarin aveva dato precise garanzie ai lavoratori. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha riportato la situazione alla normalità e ha scongiurato lo scontro fisico. Il consiglio comunale è stato sospeso e rimandato di una settimana.

Che colpe hanno i cinque stelle? Oltre alla poca trasparenza sulla vicenda il problema è prima di tutto politico: Nogarin può contare su 17 voti favorevoli e 16 contrari. Tra i contrari, oltre al PD e a Forza Italia, vi è anche un pezzo del MoVimento stesso, i consiglieri Grillotti e Mazzacca, che chiedono l’azzeramento della giunta e fanno salvo il solo assessore all’ambiente, Gordiani, l’unico ad essersi opposto all’atto di indirizzo sul concordato (e l’unico che, per la legge non scritta dell'”immeritocrazia”, probabilmente pagherà).

Gordiani, comunque, è già pronto alle dimissioni se dovesse passare il concordato: “Dopo un anno e mezzo trascorso a traccheggiare ora si sterza e si accelera. Frena, Filippo, frena” è l’appello che ha rivolto al sindaco.

La maggioranza a cinque stelle non ci sta ad addossarsi le colpe e scarica tutto sul PD, ovvero sull’amministrazione comunale precedente: forte dell’appoggio dei big del MoVimento, tra cui Beppe Grillo che ha attaccato indistintamente partiti e sindacati, Nogarin ha annunciato l’intenzione di rimettere in piedi l’Aamps e mantenerla pubblica promettendo la stabilizzazione di 40 precari della municipalizzata. Ma sul tavolo non c’è niente di niente, tant’è che le opposizioni, compresi i grillini dissidenti, chiedono una “terza via”.

Il sindaco livornese ha invitato i cittadini a un maggior senso di responsabilità e ha accusato la stampa di mostrare immagini non veritiere mettendo in atto un’opera diffamatoria. C’è di certo che mentre PD ed M5S litigano sui social network e perseverano nello stucchevole scaricabarile a cui ci hanno abituato, i rifiuti si accumulano nelle strade e non si sa come evolverà la situazione.

Certo non la risolveranno le parole scritte su un blog, le polemiche e gli insulti reciproci. A farne le spese, come al solito, sono i cittadini che hanno dato fiducia all’attuale amministrazione. Un disappunto è doveroso esprimerlo: a livello locale la politica ambientale del M5S si limita molto spesso alle promesse e agli slogan elettorali. E’ successo a Parma, dove il sindaco Federico Pizzarotti ha condotto una campagna contro l’inceneritore salvo poi riaccenderlo, una volta eletto, per ragioni di buco di bilancio. A Livorno, dopo 18 mesi di poco e niente, un comune che non riesce a trovare le risorse per la municipalizzata per i rifiuti ha però introdotto il reddito di cittadinanza: controsensi e paradossi tipici della politica italiana tutta e da cui, di certo, non può ritenersi estraneo il MoVimento 5 Stelle.

di Francesco Servino