L’autunno nero dei trasporti

I tagli alle corse riguardano ora anche la linea Napoli-Giugliano-Aversa di MetroCampania Nord Est: ne sono previste 40 in meno e i treni viaggiano ogni 30 minuti anziché ogni 15 per la mancanza di macchinisti. Manca il materiale rotabile, mancano i treni: 50 su 330 risultano soppressi alle sette di sera. L’ultimo treno da Napoli a Ottaviano parte alle 20 e 42, troppo presto per i commercianti che finiscono di lavorare alle 20 e devono raggiungere piazza Garibaldi. Soppressa la navetta che va da Montesanto a Bagnoli, una delle più utilizzate. Soppressa anche la linea Licola–Torregaveta della Circumflegrea. Non funzionano a dovere neanche i servizi sostitutivi. Si delinea un autunno nero sul fronte inquinamento e per quanto riguarda la viabilità cittadina. Per colpa dei tagli alle corse, alcune zone rischiano di restare isolate. E non è un’esagerazione: la cancellazione di un solo treno può risultare catastrofica per alcuni comuni, tanto che i primi cittadini di Campagna, Montoro Superiore e Telese Terme si dicono pronti a consegnare la fascia tricolore al prefetto. “La situazione è drammatica”, spiega il sindaco di Campagna, in provincia di Salerno, “soprattutto per gli studenti, che non possono recarsi a scuola”. Gli attacchi nei confronti dell’assessore regionale Vetrella si fanno sempre più duri: “si faccia un giro in Circum”, dice Rosario Stornaiuolo, presidente della Federconsumatori Campania, “e si renda conto di come stanno  le cose e quali disagi subiscono tanti onesti lavoratori costretti, già di norma, a sopportare lo stress dei viaggi”. Sul fronte trasporti è doveroso aprire una parentesi sulla chiusura della Irisbus di Flumeri, in provincia di Avellino, che si occupa della produzione e dell’immissione sul mercato di autobus urbani, extraurbani e turistici: nell’impossibilità di intraprendere l’unica strada individuata dalla Fiat, quella dell’acquisizione dello stabilimento da parte del gruppo molisano DR Motor Company, l’azienda “sarà costretta, suo malgrado, ad avviare tutte le procedure consentite dalla legge per la cessazione delle attività”. Una scelta dovuta alla crisi del mercato degli autobus urbani in Italia (appena 100 quelli prodotti nei primi sei mesi del 2011, a fronte degli oltre 700 del 2006): la contrazione della domanda è fortemente condizionata dalla scarsità di fondi pubblici. Paradossalmente, il trasporto su ferro non viene incrementato. Licenziamenti collettivi sono previsti nelle aziende di trasporto private Buonotourist, Lettieri, Stromillo, Infante, Nisi, Atc, Clp. Il gruppo Eav ha annunciato 385 prepensionamenti ed esodi incentivati: 110 per Sepsa, 17 per Eavbus, 258 per Circumvesuviana. I tavoli tecnici finora intrattenuti si sono rivelati infruttuosi e la Regione non asseconda le esigenze degli utenti. L’Eav sta pensando alla vendita del patrimonio immobiliare per colmare una parte del debito da 500 milioni di euro che ha messo in ginocchio le quattro società che fanno capo all’Ente (Circumvesuviana, MetroCampania Nord Est, Sepsa e EavBus). Nella giornata di oggi è prevista una manifestazione e un’assemblea pubblica dei pendolari sotto all’Assessorato Regionale ai Trasporti al Centro Direzionale, in occasione dell’incontro con l’assessore Sergio Vetrella, da tutti indicato come il principale responsabile del disastro.

di Francesco Servino