La Stazione, a rischio un miracolo dell’associazionismo

Il progetto “Stazione” dell’associazione “Stella Cometa – La Stazione” nasce nel 2008, quando la Rete Ferroviaria Italiana del Gruppo Ferrovie dello Stato consegna ai volontari, con la formula del comodato d’uso, i locali della vecchia stazione FS di Boscoreale chiusa all’esercizio dal 2005.

Le strutture facenti parte della stazione, in passato, erano state concesse in fitto al Comune di Boscoreale (precisamente dal 2002 al 2007) al prezzo di 1240 euro mensili. In cinque anni di fitto, però, il Comune non le ha mai utilizzate e sono cadute a pezzi alla mercè dei vandali. Nel 2007 sono state restituite alla RFI in condizioni pessime.

Grazie all’aiuto di alcune imprese che hanno creduto nel progetto dei volontari fornendo materiali in modo gratuito, i locali della stazione sono stati rimessi a nuovo, sistemando l’asfalto, montando gli infissi mancanti e realizzando l’impianto elettrico e idrico che erano stati vandalizzati. Sono state fornite piastrelle per rifare la pavimentazione e una delle imprese ha restaurato tutti gli intonaci delle facciate esterne del fabbricato viaggiatori e ha tinteggiato gli esterni dell’intero edificio.

I volontari dell’associazione hanno ovviamente dato una grossa mano ripulendo ed eseguendo tutte quelle operazioni utili a ridare dignità ad una struttura ormai fatiscente in cui erano presente rifiuti di ogni genere, tra cui siringhe (in quantità notevoli) e addirittura escrementi umani. Dal Novembre del 2009, giorno dell’inaugurazione, in un’area fino ad allora desolata e poco sicura è stata portata la cultura: mostre, concerti, laboratori, corsi, cineforum, mercatini e tanti altri tpi di attività hanno impegnato in particolar modo i giovani e La Stazione è diventata un vero e proprio punto di ritrovo e di aggregazione.

I ragazzi del quartiere hanno trovato una struttura pronta ad accoglierli, attrezzata col tempo, grazie a tanti piccoli contributi di donatori, anche con un biliardino, un tavolo da ping-pong, tavoli per i giochi di società e un campetto di bocce ricavato su un binario.

Insomma, si è attuata una vera e propria opera di recupero di uno stabile altrimenti abbandonato sulla linea ferroviara Torre Annunziata-Cancello, caduta purtroppo in disuso ma che ben si presterebbe a progetti di vario genere.

Un progetto che pare quasi una chimera in delle zone nelle quali, generalmente, è difficile svolgere determinati tipi di attività. Tutto sarebbe stato perfetto se non fosse stato per una nota negativa: la carenza – ma si può dire, tranquillamente, l’inesistenza – di un qualsiasi sostegno da parte della pubblica amministrazione locale. Nonostante diverse richieste d’aiuto, fatte anche ad alte cariche dello Stato, per proseguire con le proprie attività, i volontari hanno sempre dovuto ripiegare sulle proprie forze per andare avanti.

Come se non bastasse, di recente è arrivata la doccia fredda: attraverso le Ferrovie e con una nota della Prefettura di Napoli datata 18 Aprile 2014, lo Stato ha fatto sapere ai volontari della Stazione che non appena sarà firmato il decreto di dismissione della linea ferroviaria da parte del Ministro dei Trasporti gli immobili dovranno essere alienati. I volontari avevano già in precedenza chiesto alla RFI di trasformare gli attuali tre contratti di comodato d’uso in un unico contratto di fitto agevolato, come “segno di riconoscenza” per il lavoro di recupero svolto delle strutture e per la costante manutenzione anche delle aree circostanti. Appello inascoltato.

Anche nella vicina Terzigno i locali della stazione sono stati affidati a un’associazione culturale, che però non ha svolto alcun tipo di lavoro per riqualificare lo stabile (mentre a Boscoreale di lavori ne sono stati fatti per centomila euro e vanno ancora avanti), pur sapendo che la formula del comodato prevede delle migliorie da effettuare per avere a disposizione uno stabile pubblico o anche privato e che in tutti i contratti stipulati da RFI viene chiesto ai comodatari di provvedere a proprie spese alla manutenzione dei beni dati in uso, escludendone lo sfruttamente commerciale e pubblicitario, prevedendo la facoltà di rientrarne in possesso “qualora necessario”.

E con la paventata fine dell’avventura di un gruppo di uomini e donne che “si sono fatti Stato” in una vecchia stazione, rimediando anche ai danni dell’amministrazione comunale, sembra chiudersi definitivamente anche la storia della Torre Annunziata-Cancello, una ferrovia inaugurata nel 1885 per portare sviluppo e progresso alle falde del Vesuvio ma la cui chiusura, avvenuta nel 2005, sembra segnare la data simbolica del progressivo declino del diritto inalienabile alla mobilità in Campania, con altre tristi vicende ben note.

I volontari hanno fatto appello al Ministro dei trasporti e ai vertici delle Ferrovie dello Stato per avere, quantomeno, la certezza della permanenza nelle strutture. Al momento tutti gli appelli sono caduti inascoltati e con il decreto ministeriale di dismissione della linea ferroviaria sembra proprio che verrà messa la parola fine ad una straordinaria esperienza, forse unica, che ha acceso una lampadina in una zona altrimenti abbandonata costituendo un esempio anche per le tante realtà locali vicine.

di Francesco Servino

> Sito internet dei volontari della Stazione