La A2A risponde

La A2A risponde agli ecologisti: dopo le critiche dei Verdi, che esigevano chiarezza per quanto riguarda le visite guidate al termovalorizzatore di Acerra e la gestione di cava Sari e dopo le domande pubblicate su Terra, l’ufficio stampa della A2A ci aiuta a capire come stanno le cose. Avevamo chiesto alla A2A come si concilia l’incenerimento dei rifiuti con la raccolta differenziata e col protocollo Rifiuti Zero al quale hanno aderito il comune di Napoli e diversi comuni vesuviani: ci viene spiegato che “termovalorizzazione e raccolta differenziata sono fasi imprescindibili di un corretto ciclo integrato dei rifiuti”, ma non viene chiarito in che modo la riduzione dei rifiuti possa arrecare vantaggio agli impianti di incenerimento e ci viene portato un esempio (il PARR) relativo alla Regione Lombardia che non reputiamo pertinente. In merito alle nostre perplessità sulle visite didattiche al termovalorizzatore di Acerra, ci viene spiegato che agli studenti vengono fornite tutte le informazioni che riguardano il funzionamento dell’impianto, dal momento in cui vengono conferiti i rifiuti al momento in cui viene immessa in rete l’energia elettrica prodotta. Vengono anche evidenziati tutti i sistemi di filtraggio e monitoraggio delle emissioni in atmosfera. Per quanto riguarda la provenienza dei rifiuti, l’impianto di Acerra, come previsto dall’Aia, tratta la frazione secca proveniente dagli impianti STIR. Per quanto riguarda la destinazione, il materiale che resta sulla griglia dopo la combustione (che in peso ammonta a circa il 15% del rifiuto in ingresso) viene trattato per separare la parte ferrosa – avviata a recupero in fonderia – dai materiali inerti, che vengono utilizzati nei cementifici; il materiale che viene recuperato dal sistema di depurazione fumi (che in peso ammonta a circa il 5% del rifiuto in ingresso) viene inertizzato attraverso un processo di stabilizzazione e portato a smaltimento presso specifiche discariche oppure confinato ad alta profondità in miniere che necessitano di materiale di riempimento. I materiali inerti del termovalorizzatore di Acerra vengono inviati nelle miniere tedesche. Per quanto riguarda l’inquinamento delle campagne acerrane,  A2A non si ritiene responsabile del problema, perché monitora 24 ore su 24 le emissioni del termovalorizzatore. Tutte le rilevazioni confermerebbero la perfetta efficienza dei sistemi di depurazione fumi del termovalorizzatore: i risultati vengono inviati in tempo reale ad Arpa Campania e sono consultabili sul sito dell’Osservatorio Ambientale e di Partenope Ambiente. La A2A ci tiene a precisare che opera con la massima responsabilità in tutti i territori in cui è presente con le proprie attività. Avevamo poi chiesto, ad avviso della A2A, che opinione avessero maturato le associazioni dei consumatori, i comitati cittadini e le associazioni ambientaliste che si sono recate in visita al termovalorizzatore di Acerra: per la A2A si è trattata di un’esperienza positiva e annuncia un altro incontro nella seconda metà del mese di Novembre e uno nel 2012. Quanto al Progetto Scuole intrapreso con il FAI, non viene fatta molta chiarezza: gli studenti che si recano in visita presso i 28 impianti del gruppo (tra cui discariche e inceneritori) ricevono gratuitamente, dopo accettazione, l’iscrizione al Fondo Ambiente Italia, che si occupa della tutela della natura. Ci pare un gran controsenso. Questione cava Sari: la A2A sostiene di aver effettuato la progettazione e fornito la tecnologia per la realizzazione di cava Sari, ma non si occupa della gestione, che è in carico ad Asia. A noi di Terra risulta che nel 2010 cava Sari era gestita da un consorzio a responsabilità divisa Ecodeco-Asia: è plausibile che in quel periodo le ceneri di Acerra siano state conferite nella discarica di Terzigno? Tornando al termovalorizzatore: i sindaci, con il pieno appoggio dei comitati vesuviani, hanno sottoscritto un piano dei rifiuti che prevede, per la corretta riuscita, l’invio della frazione indifferenziata al termovalorizzatore di Acerra: dato che l’impianto è giunto al 100% della capacità, così come dichiarato dalla A2A nei giorni scorsi, è possibile che l’impianto possa incenerire anche i rifiuti dei comuni vesuviani? Infine, la domanda più importante: visto che la A2A ha progettato cava Sari, quante tonnellate di rifiuti è in grado di ospitare la discarica? tonnellate possono ancora essere conferite prima che la discarica sia satura? Da cosa dipendono i miasmi che opprimono Boscoreale? Infine, la A2A fa sapere di aver invitato Terra a visitare l’impianto il 7 Luglio del corrente anno ma il nostro giornale non avrebbe partecipato: non ci risulta, e dato che le visite sono aperte a tutti chiediamo di poterlo visitare assieme al comitato scientifico di redazione. Ringraziamo la A2A delle risposte ma ci restano ancora i dubbi esposti nell’articolo e speriamo che vengano chiariti.

di Francesco Servino