Il Censis fotografa l’Italia, immersa nel “letargo esistenziale”

L’Italia è immersa in un “letargo esistenziale collettivo“, persa in una sorta di limbo. Ad affermarlo è il 49esimo Rapporto Censis: mezze tinte, mezze classi, mezzi partiti, mezze idee e mezze persone. Eppur si muove qualcosa, non la collettività, non un “progetto generale di sviluppo”, ma i singoli, all’interno di piccoli territori o di piccoli gruppi sociali.  Vincono, come al solito, l’interesse particolare, il soggettivismo, l’egoismo individuale anzichè i valori collettivi e l’unità di interessi: a tutto ciò corrisponde una forte debolezza antropologica, con i soggetti che preferiscono restare immobili per non perdere le proprie certezze.
L’iniziativa personale degli italiani li porta a inventare nuove forme di imprenditoria all’insegna dell'”ibridazione”, coniugando, ad esempio, gastronomia e turismo, design e artigianato, moda e piattaforme digitali. I giovani sono più orientati a partire e le famiglie ricominciano ad acquistare beni durevoli come le case e le auto, accrescendo il proprio patrimonio e mettendolo a reddito (con l’enorme incremento, ad esempio, dei bed & breakfast).
Non è un mettersi in gioco fino in fondo però: nelle banche giace una montagna di risparmi, 4000 miliardi (il doppio del debito pubblico). Soldi pronti all’uso nel brevissimo periodo, perchè il Paese ha perso la capacità di progettare il futuro e programmare il medio periodo. La politica, inoltre, non aiuta, perchè tenta di trasmettere coinvolgimento e vitalità al corpo sociale senza riuscirci. Si vive alla giornata, insomma. Ma i vincenti sono coloro che in questa fase di ristrettezza piuttosto che trincerarsi in posizione difensiva hanno colto le nuove opportunità offerte dalla globalizzazione, a cominciare dall’export.
Continuano ad aumentare gli utenti di internet, raggiungendo quasi il 70% della popolazione: l’uso degli smartphone cresce in doppia cifra e i tablet raddoppiano la propria diffusione venendo utilizzati da un italiano su quattro. Aumenta la presenza su facebook, frequentato da metà della popolazione e dal 77,4% dei giovani. Per gli italiani, inoltre, i mezzi di informazione hanno incrementato la propria credibilità grazie a un linguaggio pià chiaro e comprensibile, all’indipendenza dal potere, alla professionalità dei redattori, all’aderenza oggettiva i fatti e alla rapidità di aggiornamento delle notizie. Non si inverte però il ciclo negativo della carta stampata: quotidiani e free press continuano a perdere lettori, mentre sono stabili i settimanali e i mensili. In crescita i quotidiani online e i portali web dell’informazione. In trend negativo la lettura di libri, con gli e-book in leggera crescita ma con un’utenza di appena l’8,9%.
Nel 2016 quasi tre milioni di famiglie compreranno un elettrodomestico nuovo o dei mobili oppure ristruttureranno la propria abitazione. Per il Censis, per la prima volta dall’inizio della crisi la quota di famiglie italiane che ha aumentato la propria capacità di spesa è superiore a quella che l’ha ridotta. Sfiora, però, il 20% il totale delle famiglie che non riescono a coprire tutte le spese con il proprio reddito. Mancano all’appello 551mila posti di lavoro e l’aspetto più grave è il crollo dell’occupazione giovanile: ad aumentare, di un milione dal 2008 ad oggi, sono i lavoratori anziani tra i 55 e i 64 anni.
Gli italiani di oggi rifuggono più che mai da investimenti rischiosi come azioni e obbligazioni, ma hanno ripreso ad acquistare beni di valore, un barlume di speranza nell’andamento dell’economia. Aumentano le richieste di mutui e le compravendite immobiliari ma cresce l’insofferenza verso i contributi pubblici: più della metà degli italiani si lamenta della tasse perchè vorrebbe avere una maggiore disponibilità di reddito.
Dell’Italia migliore rimane solo lo scheletro contadino, una sorta di attaccamento alle radici. Negli ultimi mesi 10,6 milioni di famiglie hanno risparmiato a scopo cautelativo, per finanziare la formazione dei figli, per la vecchiaia, per paura di perdere il lavoro. Sempre nell’ultimo anno, 3,1 milioni di famiglie hanno usato i risparmi per fronteggiare gap di reddito rispetto alle spese mensili.
La ricetta per uscire fuori dal pantano esistenziale? Rimettersi in gioco, a qualsiasi età, fare progetti, uscire fuori dall’immobilismo, dalle comunità ristrette e costruire un senso di inclusione e appartenenza. Importante è avere il coraggio di smuovere i risparmi per iniziative che seguano i mutamenti apportati dalla globalizzazione. Maggiore intraprendenza, invece, si consiglia ai giovani che hanno bisogno soprattutto di una politica che consenta loro di inserirsi nel mondo del lavoro perchè drammatici sono i dati dell’occupazione. L’Italia è depresse, ma secondo il Censis un cauto ottimismo c’è: necessario è lavorare come collettività.
di Francesco Servino