Cesare Gridelli, l’oncologo migliore al mondo

Nello scorso mese di Novembre, l’associazione californiana Expertscape, che informa sui migliori specialisti al mondo, ha definito l’oncologo napoletano Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino, il migliore al mondo.

A distanza di alcuni mesi da questo straordinario riconoscimento, che ha premiato l’eccellenza campana e, in particolare, quella irpina in campo medico, Gridelli ha così analizzato i risvolti medico-professionali riguardanti la sua attività.

Dottor Gridelli, nello scorso mese di Novembre è stato nominato miglior oncologo del mondo per i tumori del polmone dall’Expertscape, associazione californiana di Palo Alto. Cosa ha provato per questo importante riconoscimento professionale?

“E’ stata sicuramente una grande soddisfazione. E’ un riconoscimento al lavoro di una vita. Il riconoscimento è riferito all’attività scientifica degli ultimi 10 anni, tenendo conto delle pubblicazioni scientifiche effettuate, della loro importanza a livello internazionale e, soprattutto, di quanto queste ultime siano state citate da altri autori nel contesto di altri lavori. Inoltre, è stato un grande piacere essere inserito come primo al mondo in una classifica nella quale vi sono ricercatori che lavorano in prestigiose strutture internazionali, in particolare americane”.

Purtroppo nella nostra Regione si stanno diffondendo tumori di vario genere, a causa principalmente dei gravissimi e drammatici problemi ambientali che riguardano il nostro territorio. Quali potrebbero essere le iniziative in materia di salute – e non solo – per arginare questa difficilissima situazione?

“La situazione è molto complessa. Ci sono azioni che devono essere assolutamente effettuate, come la bonifica del territorio per zone riconosciute sedi di interramento di sostanze tossiche e tutto ciò riguarda la cosiddetta “terra dei veleni” e la sorveglianza dei roghi di rifiuti tossici, quindi il problema relativo alla “terra dei fuochi” . Importante è anche l’inizio dell’attività del registro regionale dei tumori, che permetterà di conoscere l’esatta incidenza e tipologia dei tumori (ma saranno indispensabili circa 3 anni) per le varie aree della nostra Regione. Inoltre, sarà anche fondamentale l’attività specifica di prevenzione con i programmi di screening sul territorio (iniziativa che è stata già pianificata dalla Regione Campania). E’ comunque di primaria rilevanza da parte di tutti di incidere sulla prevenzione dei tumori, attenendosi ad una serie di comportamenti corretti, che sicuramente hanno un impatto riconosciuto sull’incidenza degli stessi. Mi riferisco in particolare al fumo di sigaretta (in Campania abbiamo dei dati molto negativi) e ad una corretta alimentazione. In particolare, in questi giorni sta uscendo in libreria un mio libro dal titolo “In cucina contro il cancro” (Il Pensiero Scientifico Editore, con la presentazione dello chef stellato Antonello Colonna), dove pongo le basi per una corretta alimentazione e  indico una serie di sostanze antitumorali presenti negli alimenti dalle grandi potenzialità. Grazie all’utilizzo di queste sostanze, si stanno sviluppando una serie di nuovi farmaci antitumorali. Il libro ha inoltre ben cento ricette attinenti al tema, in cui si dimostra che si può mangiar bene ma, allo stesso tempo, mangiar sano”.

In questi ultimi anni si sono compiuti importanti passi in avanti nella sanità avellinese per quanto concerne la ricerca e, soprattutto, la lotta ai tumori al polmone. Qual’è il motivo principale di questi risultati molto lusinghieri e cosa si augura per il futuro?

“Si stanno facendo grandi progressi, in particolare nello sviluppo di nuovi farmaci biologici cosiddetti “intelligenti”, cioè farmaci che agiscono colpendo al cuore direttamente il meccanismo di accrescimento e sviluppo delle cellule tumorali, risparmiando in gran parte le cellule sane dell’organismo. Oggi nel mio centro al Moscati di Avellino abbiamo 25 sperimentazioni cliniche in corso su nuovi farmaci non solo nei tumori del polmone ma anche della mammella, dell’ovaio, dell’apparato gastroenterico. Inoltre, il lavoro di squadra, non solo del mio reparto, ma di tutta l’azienda ospedaliera Moscati, è cresciuto moltissimo, con diverse riconosciute eccellenze in vari settori come l’Anatomia Patologica, la Diagnostica per Immagini, la Genetica, la Radioterapia, la Chirurgia. Chiaramente è fondamentale il ruolo del Direttore Generale, il Dottor Giuseppe Rosato, che facilita tutta la nostra attività”.

Dottor Gridelli, lei rappresenta uno degli esempi più significativi delle grandi eccellenze presenti sul nostro territorio. Cosa si sentirebbe di proporre per evitare la cosiddetta “fuga di cervelli” anche in campo medico, fenomeno che, purtroppo, penalizza molto tutto il nostro Paese e, in particolare, la nostra Regione? Investire sui giovani talenti non dovrebbe invece costituire un imperativo categorico per la ripresa economica e sociale dell’Italia?

“Sicuramente. L’invito è di non arrendersi, ma cercare di resistere alle innegabili avversità e problematicità. Il mio successo professionale rappresenta indubbiamente la conferma positiva che, con perseveranza e dedizione, è possibile raggiungere ottimi risultati anche nelle nostre terre”.

di Gianluca Martone

> Sito Ufficiale del dottor Cesare Gridelli