Intervista al Colonnello Antonio Carideo

Di recente, la città di Benevento è balzata all’attenzione dei mass media non solo a livello locale, ma anche nazionale, per l’operazione di portata storica svolta in modo impeccabile dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento, guidato dal Colonnello Antonio Carideo, iniziativa che ha portato all’azzeramento del clan Sparandeo.

Di questa importante vicenda e di altri eventi di cronaca avvenuti nel Sannio nel corso delle ultime settimane, ne abbiamo parlato proprio con il Colonnello, il quale ha rilasciato a “Napoli Notizie” un’intervista esclusiva.

Colonnello, in questi ultimi giorni si sono verificati alcuni gravi fatti di cronaca nel Sannio. Secondo lei, quali sono le principali cause di questi accadimenti?

“Come ogni altro territorio italiano, il Sannio non può considerarsi immune da fenomeni di criminalità. Posso comunque affermare con assoluta certezza che la situazione dell’ordine della sicurezza pubblica, anche se implica comunque la massima attenzione, nella nostra Provincia resta su limiti e su dati sicuramente fisiologici. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento si impegna alacremente per combattere principalmente gli episodi di criminalità predatoria presenti sul territorio, che vanno dai furti in abitazione a quelli legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, che coinvolgono soprattutto il mondo giovanile”.

Nella scorsa settimana, il suo Comando Provinciale ha condotto in porto in modo straordinario l’operazione “Tabula Rasa”, che ha determinato l’azzeramento del clan Sparandeo. Ci può dire in modo preciso le varie modalità di questa operazione, che lei ha definito di “portata storica”?

“L’indagine in questione, convenzionalmente denominata “Tabula Rasa”, è durata circa due anni e sarà caratterizzata anche da ulteriori sviluppi. Il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, attraverso un’attività incessante di monitoraggio del territorio dal punto di vista tecnico e anche di riscontri investigativi, ha consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli di poter richiedere ed ottenere dal GIP di Napoli un’ordinanza a carico di 26 persone, decapitando in questo modo la famiglia criminosa più importante della città di Benevento, facente capo ai fratelli Sparandeo. L’operazione è stata definita storica, poiché ai promotori e agli affiliati al sodalizio criminale è stato contestato l’art. 416 bis del codice penale, disposto normativo che punisce il reato di “associazione a delinquere”, con l’aggravante del metodo mafioso, contemplato dall’art. 7 della legge n. 91 del 2003. In questi ultimi anni, questo clan camorristico aveva acquisito la completa gestione sull’intera città di Benevento e su parte della Provincia, perpetrando i propri affari illeciti, quali lo spaccio di droga, le estorsioni, l’usura, le rapine, traffico di armi, incendi e danneggiamenti, con collegamenti anche con alcune organizzazioni criminose della stessa Provincia beneventana e anche napoletana”.

L’episodio della donna anziana barbaramente uccisa nei giorni scorsi nella cittadina di San Giorgio del Sannio ha riproposto purtroppo all’attenzione l’emergenza educativa dei giovani. Cosa si sentirebbe di proporre per aiutare i ragazzi ad uscire da questo stato di profondo smarrimento e di evidente disagio esistenziale?

“Il triste episodio criminoso, che da rapina in casa dell’anziana donna Maria Coppola si è trasformato in omicidio, è stato sicuramente un accadimento fuori dai consueti canoni delinquenziali riscontrabili nella nostra Provincia. Nell’arco di sole sei settimane, pur non potendo avvalerci di testimoni del fatto criminale e della deposizione della stessa vittima, deceduta pochi giorni dopo il tragico episodio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, della Compagnia di Benevento e della Stazione di San Giorgio del Sannio, attraverso un’indagine instancabile di assoluto livello tecnico-scientifico, hanno permesso di assicurare alla giustizia i cinque responsabili dell’efferato crimine e anche tre loro favoreggiatori. Al di là dell’ottimo risultato operativo, che ha consentito comunque di riportare una certa serenità tra i cittadini del centro sannita, la cui percezione della sicurezza si era certamente abbassata per la gravità del fatto di cronaca, ha messo in evidenza l’aspetto preoccupante che gli autori del reato sono per lo più giovani, alcuni dei quali anche privi di precedenti penali. Pertanto, occorre che le istituzioni presenti sul territorio, in primis la famiglia, agiscano sulla sana formazione ed informazione dei nostri giovani, i quali spesso risultano essere coinvolti in episodi criminosi e in atteggiamenti illeciti, anche per la mancata conoscenza di determinate norme comportamentali. Da diversi anni, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento sta portando avanti il progetto “Cultura della Legalità”, entrando quasi quotidianamente nelle scuole di Benevento e in quelle della Provincia, al fine di parlare direttamente con i ragazzi. Infatti, questi incontri, spesso organizzati anche nelle parrocchie cittadine, sono finalizzati a far comprendere alle nuove generazioni i pericoli presenti nella nostra società, molto complessa sotto diversi punti di vista, attraverso l’attento esame di importanti tematiche quali l’uso di sostanze stupefacenti ed alcoliche, l’utilizzo di internet, il bullismo, la pedopornografia e la tutela ambientale”.

In questi ultimi mesi, a Benevento si sono riscontrati una serie di interventi anti prostituzione realizzati dal suo Comando Provinciale, correlati ad una domanda sempre più pressante di prestazioni sessuali. Come sta operando il suo Comando Provinciale in tal senso? Secondo lei, quali sono le principali cause di questa profonda crisi morale ed etica che si sta percependo nel Sannio?

“In base all’attuale normativa italiana, la prostituzione non è contemplata come reato, a meno che non vi sia l’induzione o lo sfruttamento alla stessa. Posso comunque affermare con assoluta certezza che il Comando Provinciale dei Carabinieri da me guidato sta tenendo sotto controllo il fenomeno in questione, legato soprattutto a crimini perpetrati da donne straniere, per lo più dedite ad attività di tipo meretricio, le quali purtroppo creano situazioni di imbarazzo e di disagio nei cittadini e non sono assolutamente educative nei riguardi delle nuove generazioni. Dispiace inoltre constatare in questi episodi il coinvolgimento di uomini sposati, i quali cercano questo tipo di servizi sessuali a pagamento. Pertanto, sono di grande attualità le parole pronunciate di recente da Papa Francesco, il quale sta ponendo giustamente in risalto l’importanza dell’unione matrimoniale e dei valori connaturati alla stessa”.

Colonnello, lei ha parlato recentemente di Benevento come “città di fede, di storia e di cultura, non di camorra”. Si può ancora discorrere del capoluogo sannita come “un’isola felice e tranquilla”? A cosa si possono attribuire le pericolose infiltrazioni di stampo camorristico comunque presenti sul territorio beneventano? Cosa si sente di dire ai cittadini in tal senso?

“Ritengo che, attualmente, non esistano isole felici e, certamente, non ne esisteranno mai. Infatti, viviamo in una società molto complessa, caratterizzata purtroppo da una grave crisi finanziaria ed economica, aspetti che determinano molte criticità, anche di natura criminale. Tuttavia, il Sannio ha comunque conservato un tessuto sociale ancora sano, contrassegnato da una storia millenaria da preservare, legata a uno straordinario patrimonio culturale, spirituale, naturalistico e paesaggistico. Benevento non è quindi città di camorra. Nello stesso tempo, auspico una maggiore collaborazione da parte dei cittadini con la Magistratura e con le Forze dell’Ordine, fattore quest’ultimo che determinerebbe un drastico abbassamento degli indici di criminalità presenti sul territorio sannita. L’Arma dei Carabinieri ha sempre instaurato un ottimo rapporto con la gente e, per tale ragione, tutti devono avere fiducia nel nostro operato svolto con impegno e dedizione in questa bella Provincia, al fine di favorire una buona convivenza civile, in grado di favorire uno sviluppo sociale, turistico ed economico nel Sannio”.

di Gianluca Martone