Insigne e Immobile, star napoletane della Nazionale

La nazionale italiana di calcio ha trovato due stelle per il prossimo mondiale: Ciro Immobile di Torre Annunziata e Lorenzo Insigne di Frattamaggiore. Classe ’90 e ’91, uno è nato nell’anno delle “notti magiche” italiane ed è erede di quel Totò Schillaci che ha appassionato milioni di tifosi, l’altro è più un fantasista alla Roberto Baggio (genio e “regolatezza”).

Due eccellenze napoletane terranno alto l’onore dell’Italia nel mondo (e non è un caso raro). Si spera che, in un attacco poco prolifico come quello dell’Italia, mister Prandelli conceda spazio a questi due brillanti ragazzi che già avevano fatto le fortune del Pescara di Zeman trascinandolo a suon di gol a una meritata promozione in serie A.

Immobile è una pima punta caratterizzata da un gran senso del gol, buona fisicità e buona tecnica di base anche nel tiro immediato con entrambi i piedi. La sua carriera ha inizio nel Sorrento, dove mette a segno 30 reti nella stagione 2007-2008 con la formazione Allievi. Viene condotto alla Juventus all’età di 18 anni, acquistato per 80mila euro su consiglio di un grande campione napoletano del passato, Ciro Ferrara. E’ però nel Pescara che trova maggiore spazio ed esplode mettendo a segno 28 gol nella stagione 2011-2012.

Dopo una non fortunata stagione al Genoa, Immobile passa al Torino nel 2013 diventando capocanniere del torneo di Serie A con 22 reti ed entrando di diritto tra i convocati della nazionale di Prandelli. L’attaccante torrese ha firmato un contratto quinquennale a partire dall’1 Luglio con il club tedesco del Borussia Dortmund, che da anni ha approntato una politica giovanile di rinnovamento che ha dato ottimi risultati sotto la guida di un allenatore lungimirante, Jurgen Klopp (che ha dichiarato di volere pure Insigne).

La storia calcistica di Lorenzo Insigne, altrimenti detto “Lorenzinho” per lo stile di gioco simile a quello dei dribblatori brasiliani, non è affatto da meno: deve la sua maturazione al tecnico boemo Zdeněk Zeman che lo ha allenato prima al Foggia e poi al Pescara. Molto abile nel supportare le punte, possiede un’ottima agilità e un ottimo dribbling. I maligni gli rimproverano una mira imperfetta, ma nell’ottica generale di gioco di squadra Lorenzo si è dimostrato tante volte un autentico trascinatore e il suo attaccamento al Calcio Napoli e la sua tenacità sono fuori discussione. Quanto ai gol, alcuni di quelli che ha fatto restano decisivi o memorabili, in particolare in Champions League, competizione che ha disputato ad altissimi livelli.

Insigne garantisce all’Italia quella fantasia e quella mobilità in attacco che servono a scardinare le difese più ostiche, coi suoi assist e i suoi dribbling secchi. Il giovane non ha fatto rimpiangere la partenza da Napoli di un idolo azzurro come Ezequiel Lavezzi e, all’età di 23 anni, disputerà il suo primo mondiale.

E’ questo un mondiale di fondamentale importanza che servirà a lanciare i giovani e a porre le basi per il rinnovamento della nazionale: dei campioni del 2006 sono rimasti solo in 4. Gli altri devono dimostrare tutto. Si spera che la coppia titolare in attacco possa essere proprio quella composta da Immobile e Insigne, due gioielli napoletani che in quanto a caratteristiche si sono dimostrati, fino a questo momento, perfettamente compatibili.

La partita amichevole disputata ieri contro il team brasiliano del Fluminense ha avuto tanto di napoletano anche nei cori intonati dalla squadra di casa: dispiace (mica tanto) contraddire un noto quotidiano di Torino quando afferma che Funiculì Funiculà “sa di presa in giro“, di sfottò alla nazionale – magari proprio ai calciatori napoletani – perchè si tratta di uno dei cori tipici della squadra locale. Napoli, si sa, ha esportato fior fiore di eccellenze all’estero, compreso la musica.

Insigne e Immobile vanno d’accordo, si conoscono bene, e nei 5 gol messi a segno dall’Italia c’è solo la loro firma (tre gol e due assist di Immobile, due gol di Insigne). I due scugnizzi sanno muoversi assieme, dimostrano un’intesa fuori dal comune e, cosa più importante, cercano ostinatamente il gol, una voglia, la loro, che sembra mancare ad altri attaccanti della nazionale italiana. Le dichiarazioni di Lorenzo sono tutto un programma e la conferma che il calcio ce l’ha dentro le viscere e lo vive con passione: “Io per un mondiale gioco anche in porta“. Se non sono questi i segnali da prendere in considerazione, viene da chiedersi su chi altri puntare. E per quale motivo.

di Francesco Servino