Il Giovedì nero delle borse

Avrebbe fatto meglio a non parlare. Il premier. Il giorno dopo il discorso di Berlusconi in Parlamento, gli indici di borsa europei sono crollati a picco e Milano ha chiuso al -5,16%. La differenza dei rendimenti (spread) tra Btp, Buoni del Tesoro Poliennali italiani, e Bund tedeschi si è riallargata fino a 394 punti base (quasi il 4%). Lo spread aumenta principalmente per un motivo: quando i Btp salgono e i Bund, i titoli di stato europei più sicuri, restano fermi. Se lo spread sale, aumenta il rendimento dei nostri Btp e il mercato percepisce il nostro titolo come meno sicuro rispetto a quello tedesco. Risultato, paghiamo più interessi sul debito pubblico. Per debito pubblico si intende il debito che lo Stato ha contratto nei confronti di imprese e banche che hanno sottoscritto obbligazioni di Stato, quali BOT e CCT, destinate a coprire il deficit, ovvero l’ammontare della spesa pubblica non coperta dalle entrate. Aumenta quindi il disavanzo, ovvero le uscite dello Stato superano di gran lunga le entrate. Quali sono le cause del deficit? Insufficienti entrate, bassa crescita economica, politiche fiscali deboli, evasione fiscale, ma anche scelte finalizzate a mantenere il consenso politico e incapacità di ridurre le spese superflue: il quadro è allarmante e non stupisce la decisione “simbolica” del presidente Napolitano di rinunciare all’aumento del proprio stipendio del 6,6% (ma il Quirinale continua a costare 228 milioni di euro all’anno). Un’ancora di salvezza potrebbe essere l’acquisto di Btp da parte della Banca Centrale Europea, ma il presidente Jean-Claude Trichet ha già annunciato l’acquisto dei soli titoli di Stato portoghesi e irlandesi. In Italia, secondo Trichet, sono necessarie delle riforme strutturali e occorre anticipare il risanamento fiscale. In caduta  libera le azioni di Fiat, Intesa Sanpaolo (entrambe al -10%) e Unicredit (-9%). Come se non bastasse, nel pomeriggio, si è verificato un guasto misterioso che ha colpito gli indici di mezza Europa: le Borse del circuito Nyse Euronext – Parigi, Amsterdam, Lisbona e Bruxelles – hanno subito la sospensione delle contrattazioni per un’ora per poi chiudere in pesante arretramento. La rilevazione delle perdite di Milano è stata diffusa solo intorno alle 19 (l’indice è stato sospeso a pochi minuti dalla chiusura). “Borsa Italiana – si legge in una nota di Piazza Affari – precisa che i problemi di diffusione dell’indice Ftse Mib di oggi sono stati causati da ritardi nella distribuzione dei dati attraverso alcuni canali di informativa. I mercati hanno continuato a funzionare regolarmente”. La Commissione di Vigilanza sulla Borsa ha avviato gli accertamenti, ma le attività di trading si sono svolte regolarmente. Male tutte le borse d’Europa, che hanno perso 170 miliardi di euro ai mercati azionari: Londra ha perso il 3,43%, Parigi il 3,9% e Francoforte il 3,4%. In basso anche Madrid (-3,8%), ma il primato negativo spetta ancora una volta a Milano (-5,16%). Crolla anche la borsa di Wall Street, con il Dow Jones che fa registrare un -4,31%: a pesare sulle contrattazioni, i timori per un ulteriore rallentamento della ripresa economica e le richieste dei sussidi di disoccupazione (in leggero calo rispetto alla settimana scorsa, ma il mercato del lavoro americano viene reputato statico). In attesa del rapporto generale sulla disoccupazione in America atteso per oggi, gli investitori stanno vendendo per proteggere i propri investimenti.

di Francesco Servino