Girando intorno al Vesuvio 2015

Il movimento “Cittadini per il Parco“, che si adopera per ridare centralità politica e istituzionale all’ente Parco Nazionale del Vesuvio, promuove la rassegna “Girando intorno al Vesuvio 2015“, dedicata alla riscoperta delle eccellenze agricolturali vesuviane con un programma che spazia da Aprile a Novembre.

L’evento è in collaborazione con la Comunità Parco Nazionale del Vesuvio, Confagricoltura Campania, Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) Campania e Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop.

Seguendo il filo verde della stagionalità delle produzioni e delle lavorazioni agricole si guideranno i visitatori alla scoperta del patrimonio di tipicità vesuviane, nei luoghi di produzione, presso le aziende e le botteghe dell’artigianato alimentare, là dove la campagna coltivata incontra la natura indomita del vulcano e i centri storici conservano la memoria dello “Sterminator Vesevo”.

Il programma degli eventi si articolerà da Aprile a Novembre candidandosi a divenire anno dopo anno, consuetudine, tradizione, occasione rinnovata di incontro tra la città e la campagna, tra i cittadini e il vulcano, tra i vesuviani e i napoletani, con l’auspicio, da parte degli organizzatori, che “Girando intorno al Vesuvio” si tramuti nella manifestazione ufficiale dell’ente Parco Nazionale del Vesuvio.

Alle visite guidate presso le aziende farà da corollario, talvolta, un evento serale con degustazioni a tema nei centri storici del Parco Nazionale del Vesuvio, con il coinvolgimento delle aziende del territorio e la possibilità di pranzare nelle aziende agrituristiche.

L’incontro con il cibo, considerato espressione gastronomica di una cultura e di un territorio, sarà quindi mediato dalla conoscenza del contesto naturale e tipico da cui esso trae origine, delle materie prime e delle tecniche di produzione, dei saperi e delle competenze, al fine di sottrarlo a una mera valutazione consumistica, ovvero all’esclusiva riduzione alla sua, pur fondamentale, dimensione edonistica e nutrizionale.

La speranza è che si possa giungere alla creazione di un indotto economico significativo dal punto di vista lavorativo tramite il comparto folcloristico-rurale: in altri termini la produzione agricola locale e il recupero delle masserie storiche potrebbero alimentare un circuito turistico sostenibile basato anche sulla vivibilità dei centri storici, non più un turismo aggressivo basato sull’abuso e la cementificazione selvaggia.

Le aree rurali coprono più del 60% della superficie totale dell’area protetta: senza le sue aree agricole, il Vesuvio sarebbe un parco “dimezzato”, ridotto al Gran Cono, alle pinete e alla riserva Tirone Alto (accessibile solo su autorizzazione). Senza l’agricoltura vesuviana, insomma, il Parco non esisterebbe perchè la dimensione agricola è parte essenziale della sua fisionomia.

Le aree di interesse naturalistico in senso stretto non sono le uniche da proteggere: nel Parco sono diverse le produzioni a rischio, come quella delle ciliegie, la cui raccolta necessita di attrezzi particolari come scale altissime (dato che le piante superano gli 8 metri) e del lavoro di operai specializzati, con costi elevatissimi. Inoltre non è trascurabile il fenomeno dell’abbandono delle campagne.

In questo modo si ritiene di poter meglio contribuire alla valorizzazione di prodotti che rischiano di scomparire dal mercato e dare impulso ad una nuova domanda, stimolando il consumo di queste produzioni sia da parte delle famiglie che da parte della ristorazione locale, nella consapevolezza che sostenere l’agricoltura tradizionale significa contribuire alla salvaguardia dei valori naturalistici e culturali del Parco.

di Francesco Servino

> Girando intorno al Vesuvio 2015, il programma completo