Arrestato Giosuè Ruotolo, ecco il quadro indiziario

Arrestato Giosuè Ruotolo, 26 anni, caporal maggiore dell’esercito di Somma Vesuviana (NA) indagato per il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i fidanzati di Pordenone. Anche la ragazza di Giosuè, Rosaria Patrone, indagata per favoreggiamento o istigazione al delitto, è stata arrestata: il suo avvocato precisa che è ai domiciliari.

La custodia in carcere è stata notificata da un giudice “terzo”, il Gip del Tribunale di Pordenone Alberto Rossi, che ha accolto la richiesta inviata un mese fa dai pubblici ministeri Matteo Campagnaro e Piero Umberto Vallerin.

Il 26enne di Somma è stato arrestato al termine del normale turno di lavoro all’interno della caserma Mittica della Brigata Ariete dove presta servizio ed è stato condotto nel carcere di Belluno: una misura che, va chiarito, pur in presenza di un quadro indiziario pesante non significa ancora responsabilità ma un passo importante verso l’accertamento della verità.

Secondo gli inquirenti, quella di Giosuè sarebbe stata una vendetta maturata in seguito a uno scontro fisico avuto con Trifone: Ruotolo avrebbe pianificato, quindi, il delitto avvenuto il 17 Marzo scorso nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone.

Secondo il Messaggero, il militare campano era convinto che Trifone avesse inviato dei messaggi alla sua fidanzata con un falso profilo facebook ma la pista più credibile potrebbe essere un’altra: Ruotolo temeva conseguenze per la sua carriera nella Guardia di Finanza se Ragone avesse denunciato la lite.

Testimone chiave, secondo il procuratore di Pordenone Marco Martani, un corridore che ricorda di aver visto le vittime nei pressi del palazzetto: calcolando il lasso di tempo anche in base alla sua presenza e grazie alle registrazioni delle telecamere nel vicino parco di San Valentino si è stabilito che Ruotolo, con la sua vettura Audi A3, si trovava per forza di cose nel luogo in cui l’omicidio è stato commesso.

Compatibile è anche la possibilità che l’assassino abbia raggiunto la zona del laghetto dove è stata trovata l’arma del delitto, una pistola Beretta. Ruotolo sarebbe rimasto nel parcheggio del palazzetto per molto tempo: difficile giustificare una presenza così lunga e la decisione improvvisa di andare via nei secondi in cui avveniva il delitto. Lo stesso Ruotolo, dopo gli omicidi, avrebbe proceduto alla cancellazione ritenuta sospetta di numerose chat e dati anche dal computer di Somma Vesuviana.

Dunque l’elemento trainante dell’indagine è la ricostruzione dei tempi: fondamentale è stato il ruolo della tecnologia e la presenza delle telecamere di videosorveglianza per dare una svolta al caso. Il quadro giudiziario, comunque, era parso consistente già nel mese di Ottobre dopo il primo interrogatorio: da allora è andato via via peggiorando.

Sempre per Martani, Ruotolo avrebbe consumato la sua vendetta anche su Teresa perchè avrebbe potuto metterlo nei guai: la ragazza di Trifone poteva raccontare i dissidi avuti tra i due.

L’arresto di Giosuè Ruotolo ci coglie di sorpresa” ha dichiarato l’avvocato difensore Roberto Rigoni Stern: “siamo sempre più persuasi di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti: l’accesso agli atti dell’inchiesta ci garantirà un contraddittorio e di fornire spiegazioni all’accusa“.

di Francesco Servino