Funerali Casamonica, licenza sospesa per 33 mesi all’elicotterista

Non era Angelo Ghirelli, ex pilota dell’Alitalia dell’hinterland vesuviano, l’elicotterista dell’R22 partito da Terzigno che ha sorvolato i funerali del boss dei Casamonica a Roma: l’autore della spettacolare omaggio al capoclan degli zingari se ne stava in disparte, sperando forse di cavarsela senza conseguenze.

Si è conclusa, infatti, con la sospensione per 33 anni della licenza di volo di Enrico Abagnale l’inchiesta dell’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile (Enac): l’attività dell’uomo è legata proprio al lancio di confetti, biglietti d’auguri e petali di rose durante gli eventi.

Ad Abagnale vengono mosse due contestazioni: ha attraverso lo spazio aereo a sud-est di Roma a una quota inferiore a 330 metri; ha lanciato senza autorizzazione materiale da bordo.

Più lieve il trattamento riservato a Ghirelli, sospeso per un anno dall’Enac già il 21 Agosto: il pilota sarebbe decollato effettivamente da un’elisuperficie di Terzigno ma nei pressi del raccordo anulare, alla Romanina, avrebbe lasciato il velivolo ad Abagnale. Ghirelli ha sempre dichiarato: “La verità verrà fuori, ho pagato solo io: su quell’elicottero non c’ero”. L’uomo ha compiuto infrazioni nel viaggio da Terzigno alla Romanina, non sorvolando i funerali.

Restano però dei dubbi: possibile che Abagnale abbia fatto tutto da solo? Chi ha liberato i petali? Secondo le fonti, una cosa sembrerebbe certa: Enrico ha ricevuto una chiamata da uno dei nipoti di Vittorio Casamonica. Il suo numero di telefono gli sarebbe stato dato da un’agenzia funebre di Scafati. L’elicotterista non si fidava, ma si è fatto dare comunque le coordinate, gli orari e i tutti dettagli utili al volo. Abagnale non conosceva i Casamonica. La mattina dei funerali avrebbe comprato per 500 euro i petali di rosa da un fioraio: atterrato nella villa di Don Vittorio, avrebbe avuto una discussione con i parenti del defunti che insistevano perchè volevano un sorvolo a bassa quota, impraticabile, della chiesa.

Il costo di questa baracconata? Poco, 2mila euro: considerate le spese e le conseguenze non ne valeva proprio la pena.

di Francesco Servino