Al giornalista Francesco Servino il Premio Nazionale “Bernardino Zapponi”

Si è tenuta questa mattina, Martedì 17 Maggio 2016, presso l’Auditorium del Complesso Monumentale di San Tommaso D’Aquino di Piedimonte Matese (CE), la proclamazione dei vincitori del premio cinematografico “Bernardino Zapponi“, dedicato alla memoria dello storico sceneggiatore di Fellini, Monicelli, Risi e Argento, inserito nel prestigioso circuito dei “Festival Cinematografici della Campania”.

Oltre cento le opere in gara tra sceneggiature e cortometraggi provenienti da tutto il mondo: a classificarsi primo è stato il giornalista vesuviano Francesco Servino che insieme a Raffaella Iuliano ha presentato un lavoro sul femminicidio intitolato “Ma io l’ho Uccisa” aggiudicandosi anche il primo premio nella rassegna “Il Mestiere del Cinema”.

La giuria tecnica ha individuato la sceneggiatura vincitrice con la seguente motivazione: “Il tema del femminicidio, così attuale, è trattato in maniera inusuale e paradossale, riuscendo così a mettere in evidenza l’impotenza della nostra società civile di fronte alla violenza, senza retorica e creando un forte senso di disagio e straniamento”.

E’ un film forte, spiazzante, non mi aspetto che venga facilmente recepito” ha dichiarato Servino: “Ma in questo sta la sua forza. Molto semplice sarebbe stato raccontare il dramma della violenza mostrando il solito occhio nero e la donna rannicchiata in un angolo, ma che senso ha riproporre sempre le stesse cose? C’è bisogno di sovvertire le regole, creare qualcosa di “diverso”, portare alle estreme conseguenze i drammi della società moderna e colpire allo stomaco lo spettatore. Credo che le distopie siano una fonte inesauribile di ispirazione: oggi molto di quanto profetizzato da Huxley si è realizzato“.

Una fase di preparazione ha portato alla stesura della sceneggiatura fatta di partecipazione a convegni sulle donne, ascolto di storie e fatti drammatici raccontati da cronista: a Terzigno, città in cui risiedono gli autori di “Ma io l’ho uccisa”, si è consumato lo scorso anno l’efferato delitto di Enza Avino a cui inevitabilmente corre il ricordo alla consegna del premio.

La prossima sfida è chiamare a raccolta gli enti e mettere in atto un piccolo sforzo che consenta la realizzazione il film, un’opera che ha bisogno più che di grossi mezzi finanziari della sensibilità di tutti” ha detto Servino che ha rispolverato un suo vecchio pallino: “Mi piacerebbe creare un festival del cinema “vesuviano”, proprio perchè serve qualcosa di nuovo da affiancare al vecchio. Nel frattempo continuerò a scrivere e a sperimentare ogni forma di comunicazione perchè un giornalista ha il dovere di non fermarsi mai“.