Esperienze in politica

Nasco a Castellammare di Stabia, cresco a San Giuseppe Vesuviano e da qualche anno risiedo a Terzigno (NA). Un ramo della mia famiglia è di Boscoreale, ho in adolescenza amici di Ottaviano e mi piace frequentare Pompei: per questo mi definisco “panvesuviano”. Amo il bello e la natura, è il motivo per il quale lotto in difesa del Parco Nazionale del Vesuvio e del patrimonio archeologico insieme ad associazioni e gruppi di cittadini.

Nel 2010, per il dossieraggio sugli sversamenti in Cava Sari, raggiungo un certo risalto mediatico grazie anche a un gruppo di supporto su facebook (“Sosteniamo Francesco Servino”) che in breve tempo raggiunge i 10mila iscritti: è la molla che mi spinge a fare giornalismo affrontando le tematiche d’inchiesta.

Grazie al mio quarto d’ora di celebrità e in virtù del mio impegno civico e sociale, mi contattano partiti di diverse estrazioni desiderosi di annoverarmi tra le proprie fila: mi iscrivo ai Verdi per l’affinità con le loro battaglie, in un periodo in cui a prosperare sono le spaccature interne a causa dell’inglobamento delle reti civiche ed ecologiste nazionali nel processo in atto di rinnovamento. Nei Verdi mi introduce il consigliere regionale campano Francesco Emilio Borrelli che mi permette di fare esperienza sulle pagine del quotidiano nazionale Terra.

Stringo amicizia con il presidente Angelo Bonelli e con i professori della Facoltà di Veterinaria dell’Università Federico II, esponenti del partito a Napoli: il mio attivismo nell’area vesuviana e i miei sforzi per la restaurazione del partito di “Pecoraro Scanio” a seguito alla caduta del Governo Prodi mi portano, presto, a ricavarmi un ruolo di rilievo all’interno dell’Assemblea Federale ecologista.

Tra le esperienze significative di quel periodo cito le amministrative del 2011 a Napoli nello staff comunicazione dei Verdi, noto per la sua efficacia, in un ruolo afferente allo spin-doctor. In giovane età divento membro del coordinamento regionale provvisorio della neonata formazione dei “Verdi Europei, Ecologisti e Reti Civiche” spingendo la Costituente Ecologista verso un’alleanza con i partiti di centrosinistra, motivo che mi porta a collaborare con i circoli del PD e dei GD.

La mia esperienza nei Verdi si conclude per divergenze di vedute nel 2013: ne conservo comunque un buon ricordo. Grandissima la stima di cui godevo che mi avrebbe dovuto portare a ricoprire il ruolo di commissario regionale del partito.

Nei Verdi ho portato avanti importanti battaglie per il Vesuvio (arrivando anche a calarmi nel cratere), per Giugliano e Acerra e ho conosciuto le Mamme Vulcaniche e i componenti dell’attuale gruppo de La Fenice Vulcanica di Boscoreale nonchè altre associazioni a San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Poggiomarino. Ricordo l’esperienza dei referendum contro il nucleare che mi ha visto impegnato in tutta la Campania: un lavoro enorme che ha portato il partito ecologista al 4% di consensi nazionali.

Nel 2012 lavoro con il coordinatore dell’appello “Abbiamo un Sogno” alla composizione di due liste per le amministrative di San Giuseppe Vesuviano, inizialmente quella degli Ecologisti e Civici e poi una di stampo meridionalista, Mo Bast!, in cui mi candido come capolista: non trovando un accordo con i partiti decidiamo di correre con il nostro candidato sindaco. L’alleanza con il PD e il “Collettivo Vocenueva” ci avrebbe portato al ballottaggio e probabilmente alla vittoria delle elezioni, ma non essendosi concretizzata assumo una posizione contraria al gruppo giovanile sangiuseppese. Il risultato, considerata l’esperienza fuori paese, è positivo: la lista Mo Bast!, con soli 10 candidati e da me composta in una settimana, raccoglie 100 voti.

Numerose sono le “pressioni”, nel 2012, da parte di amici del MoVimento 5 Stelle, alcuni dei quali divenuti deputati, affinchè mi unisca a loro: mi iscrivo per gli ideali di rinnovamento nei quali ripongo fiducia. Stringo amicizia con l’attuale Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio (prospettandone la brillante carriera politica) e lo aiuto nell’area vesuviana a raccogliere le firme per la presentazione delle liste del MoVimento alle Politiche del 2013: a Terzigno si fa largo un solo “coraggioso” a presentarle all’ufficio elettorale, il sottoscritto. Contribuisco nel mio piccolo al successo di amici come Salvatore Micillo e Luigi Gallo e affido all’attuale sen. Sergio Puglia la battaglia per l’RC Auto che già mi aveva portato a relazionare a Bruxelles grazie alle 100mila firme raccolte col Comitato Mo Bast! e Federconsumatori.

In appena tre mesi metto su i MoVimenti di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, aiuto a crescere quelli di Poggiomarino e Boscoreale e collaboro con quello di Ottaviano: mi faccio promotore di un Coordinamento Vesuviano che ci permette, rapidamente, di estendere la rete di attivisti nei comuni. Ricordo con piacere chi si univa al MoVimento sostenendo che “la mia presenza era una garanzia“.

La mia esperienza coi pentastellati si conclude nel modo che può essere così riassunto: l’assenza di controlli sui territori e l’arrivismo pesano nel MoVimento più che in ogni altro partito, specie dopo il successo delle Politiche, e molti ricorrono a comportamenti inqualificabili per farsi strada e accaparrarsi le cariche. Molti gli episodi di infiltrazione che provvedo a segnalare con approfonditi dossier ai parlamentari e allo staff, ma non vengono presi provvedimenti. Mi ritrovo da solo a contrastare fenomeni verso i quali non posso nulla.

Tra i traguardi raggiunti in questa breve esperienza, il successo della raccolta firme per i referendum comunali (promossi a Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Poggiomarino, Boscoreale), la nascita di gruppi che non esistevano costituiti prevalentemente da giovani (alcuni dei quali ho scovato su internet e raccattato casa per casa), il risultato record del 18% (1586 voti) del MoVimento a Terzigno alle Politiche del 2013, secondo partito dopo la corazzata PdL dell’ex sindaco e senatore Domenico Auricchio (4086 voti). In dette elezioni svolgo il ruolo di subdelegato ai rappresentanti di lista e supervisore autorizzato dallo staff di Grillo per i comuni di San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e Somma Vesuviana e – de facto – di Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase come da documento comprovante. Nel 2010, pur tra le fila dei Verdi, ero già riuscito a far tenere un comizio a Beppe Grillo a Terzigno.

La mia uscita dal MoVimento ne decreta il crollo con il 4% dei consensi raccolti alle amministrative terzignesi del 2015. Si diffonde, nello stesso anno, la voce a mezzo stampa di una mia candidatura a sindaco con i Verdi: la mia voglia di fare politica si è però azzerata, pertanto smentisco la notizia e non entro nel merito della competizione elettorale se non come giornalista anche per la TV.

Della mia esperienza politica resta un dato incontrovertibile: ho sempre anteposto il bene degli altri all’interesse personale e perciò non ne ho ricavato nulla, nè ho sfruttato le mie solide amicizie per chiedere favori. Ho visto amici realizzarsi e arrivare al proprio scopo: io ho lavorato per loro. Sono convinto che il tempo è galantuomo: se qualche soddisfazione arriverà è solo per il duro lavoro e l’impegno profuso per una causa.

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