Flash mob a Napoli in difesa del Tribunale dei Minori

Domani alle ore 12 è in programma a Napoli un flash mob fuori alla sede del Tribunale per i Minorenni in Viale Colli Aminei: avvocati e associazioni protesteranno contro la scomparsa dell’organismo così come lo conosciamo oggi che verrebbe accorpato come sezione specializzata ai Tribunali ordinari, distrettuali e circondariali (provinciali).

Con il ddl 2953/2015, approvato alla Camera il 10 Marzo 2016, si è deciso di abolire definitivamente il tribunale dei minori cancellandolo dal nostro sistema giudiziario: la stessa legge prevede l’eliminazione delle procure minorili, che lavorano in sinergia con il tribunale civile facendo segnalazioni e proponendo ricorsi.

Non si tratta di un’abrogazione secca e basta” spiega Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia alla Camera, firmataria dell’emendamento inserito nella delega al Governo per la riforma del processo civile, “ma di un trasferimento che comporterà una valorizzazione attraverso una maggiore specializzazione“.

Per la Ferranti, la separazione di alcune competenze proprie del Tribunale ordinario da quello dei minori è “una separazione che non ha senso, frutto di un aggravio di burocratizzazione“.

Ciò che intende fare la legge è riordinare le competenze frammentate tra sedi e autorità differenti: in soldoni, i reati commessi da chi ha meno di 18 anni, le adozioni, i minori non accompagnati o richiedenti asilo saranno materia dei Tribunali più grandi; stato di famiglia, divorzi e separazioni resteranno a carico di quelli provinciali dove i magistrati potranno occuparsi anche di altro.

Questa razionalizzazione, in teoria, dovrebbe far lavorare meglio quei tribunali per i minorenni che hanno poche cause da trattare. A livello distrettuale, un giudice e un procuratore aggiunto si occuperanno esclusivamente di diritto di famiglia e dei minori.

Le perplessità sulla riforma non mancano: non è chiaro, ad esempio, che innovazione rappresenti il disegno di legge per il sistema. A rischio c’è la specializzazione dei Tribunali e delle procure per i minorenni, organismi giudiziari di protezione e di prevenzione delle devianze.

Stiamo parlando di un’eccellenza italiana, che rappresenta un modello per molti Paesi stranieri, bisognosa soltanto di qualche miglioria, ad esempio sotto il profilo processuale per chiarire “chi deve fare cosa e come”.

A nulla vale dire che saranno istituite sezioni specializzate presso i tribunali ordinari, non è la stessa cosa” scrive l’avvocato Maria Giovanna Castaldo, segretario della Camera minorile di Napoli: “Per intenderci, è come se eliminassero degli ospedali pediatrici come il Santobono o il Bambino Gesù, poli di eccellenza per la salute dei bambini, predisponendo un semplice reparto pediatrico presso gli ospedali per adulti“.

Sempre l’avvocato Castaldo spiega: “Nei tribunali ordinari spesso i minori vengono ascoltati da un collegio di tre giudici, oltre che dal PM, seduti dietro a un grosso tavolo, manco se fosse una commissione d’esame, mentre bambini e ragazzi presso il tribunale per i minorenni sono ascoltati da giudici onorari, psicologi o psichiatri specializzati che li mettono a loro agio in ambienti idonei ad accoglierli“.

Questo perchè il tribunale per i minorenni non è un comune tribunale: è un “non luogo” a misura di bambini e ragazzi in cui magistrati ed avvocati specializzati in diritto minorile, psicologi, assistenti sociali, pedagoghi, attraverso un preziosissimo lavoro in rete, si adoperano per la tutela dei minori erogando non solo sanzioni afflittive ma aventi funzioni di emenda.

Se la riforma passasse al Senato verrebbe meno la specificità di un organismo che deve rimanere tribunale dei minori nell’ambito delle relazioni familiari, una struttura che provvede con le proprie competenze alle carenze del nucleo familiare e dove opera una magistratura specializzato non solo nelle norme nei codici del diritto ma capace di cogliere e valutare le sofferenze dei minori. La stampa e le televisioni non ne parlano ma è a rischio il futuro di un presidio per i giovani che rischia di dissolversi negli affollati tribunali ordinari.

di Francesco Servino