La Festa della Nutella si farà… Ma a che serve?

La tanto discussa festa della Nutella alla fine si farà. Certo, con tante eccellenze nostrane da valorizzare – indubbiamente più genuine e in molti casi più salutari – parlare di “Nutella” sul nostro blog sebra quasi fuori luogo. Ma nella ricca cornice di eventi che caratterizzano questo Maggio napoletano spicca fortemente anche questo, voluto dalla Ferrero per celebrare i 50 anni della famosa crema spalmabile (“a base di nocciole del Piemonte”, diceva una reclame di qualche tempo fa). E’ comunque doveroso ricordarlo, Nutella viene prodotta pure in uno stabilimento di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino: questo mitiga un pò le nostre reticenze nel citare tale prodotto (comunque apprezzatissimo). Ma il nocciolo (il gioco di parole è inevitabile) della questione è un altro.

Vuoi per il richiamo che sta suscitando, vuoi per le varie polemiche – immancabili – che ha scatenato, l’evento che avrà ospite di punta il cantante Mika è già sulla bocca di tutti e sono partiti i lavori per l’allestimento del palco per il maxiconcerto. Ancora una volta, Piazza del Plebiscito si trasformerà in un’arena pop.

Ci chiediamo, onestamente, se sia questa la strategia migliore per valorizzare una piazza tra le più celebri al mondo e che già vive numerose problematiche, versando in un evidente stato di incuria. Qualcuno la vorrebbe, sul modello delle grandi capitali europee, restituita ad un ruolo più dignitoso: magari un restyling, se proprio si vuole far “fruttare” uno spazio tanto grande, sarebbe la scelta più opportuna. Citiamo ad esempio Piazza Duomo a Milano, dove sono partiti i lavori per l’allestimento di aree giardino e orti urbani. Con un pò di verde in più la piazza ne guadagnerebbe in decoro, le verrebbe restituito onore e offrirebbe un ristoro che ad oggi non è in grado di offrire: di “umiliazioni”, Piazza del Plebiscito, ne ha subite già troppe (ricordiamo che era adibita addirittura a parcheggio).

Ci chiediamo quale sia il senso di togliere visibilità alla piazza con delle mega strutture che ne sottraggono la bellezza, allestendo talvolta quei tendoni che fanno tanto sagra di paese della porchetta (con il massimo rispetto che si deve alle piccole manifestazioni, a cui siamo sempre impegnati a dare risalto): il rispetto della storia, della tradizione e della cultura è molto spesso accompagnato anche da un religioso quanto contemplativo silenzio che eventi di ampissimo richiamo rompono tutte le volte trasformando un luogo simbolo dell’eccellenza storica in un luogo di caciara. Venga restituita la piazza agli artisti napoletani, senza quegli ingombranti baracconi. Se ne faccia una ragione pure la Soprintendenza del fatto che talune opere di ammodernamento sono necessarie affinchè un patrimonio di eccellenza non sia sottoposto alla semplice e naturale marcescenza. La si preservi dalla mercè dei vandali e dalle caotiche masse poco rispettose.

Ci auguriamo che sia la Soprintendenza che il comune di Napoli trovano altri modi per “valorizzare” una delle piazze più belle al mondo e soprattutto altri modi per fare cassa che non passino per lo svilimento di un patrimonio architettonico di prim’ordine: la pulizia delle due statue equestri “offerta” dalla Ferrero ci sembra veramente un magro contentino. Piazza del Plebiscito è unica nel suo genere perchè vede opposte, in una simbolica quanto altamente scenografica contesa, i simboli del potere temporale (Palazzo Reale) e del potere spirituale (Basilica di San Francesco di Paola). Ricordiamo, inoltre, che alcune attività storiche sotto i portici (ad esempio alla storica libreria Treves) sono state costrette dall’amministrazione comunale a sfrattare, ma comunque si trovavano ad operare in una brutta situazione per via del degrado e della mancanza di un qualsiasi progetto di riqualificazione della zona. Piazza del Plebiscito non può essere trasformata in una sorta di Palasport: non è un’area destinata ad eventi fracassoni, semmai a quelli culturali di evidente minor impatto e che riguardano, nello specifico, Napoli e le proprie eccellenze. E’ una questione di sensibilizzazione culturale. Questo blog si dichiara non solo contrario alla festa della Nutella, ma al “modello” festa della Nutella applicabile ad altri contesti simili: i concerti vanno tenuti in aree apposite e la “valorizzazione” dei luoghi va attuata in altri modi.

di Francesco Servino