Femminicidio di Enza Avino, l’incubo non ha fine

Non si rassegna Nunzio Annunziata, il killer di Enza Avino, e dal carcere sembrerebbe spostare le proprie attenzioni morbose sulla famiglia della giovane terzignese: due lettere sono state infatti recapitate il 3 e il 19 Novembre ai genitori della ragazza barbaramente trucidata con otto colpi di arma da fuoco, in una busta gialla con la scritta “Ti amo Enza” e con disegnato a penna un cuore. La grafia cambia da lettera a lettera. Sulle buste l‘indirizzo del mittente: Via Nuova Poggioreale, Padiglione 177.

“Vivere senza di te è inutile, cercherò di farla finita e non riesco a riprendermi pensando a tutto quello che è successo. Stai tranquilla, dammi pochi giorni e ti verrò a trovare: non voglio più vivere sapendo che non ci sei più su questo mondo cattivo e io con il tuo perdono ti raggiungerò”. Una minaccia di persecuzione pure nell’aldilà, ma è la famiglia di Enza, nel frattempo, a tremare e a ripiombare nell’incubo.

Le lettere di Nunzio non transitano per il servizio postale: qualcuno le sta recapitando a mano. “Non vogliamo più ricevere queste lettere, chiunque ce le porti non deve più avvicinarsi alla nostra famiglia, alla nostra casa” spiega mamma Giovanna.

La vicenda è stata segnalata ai carabinieri, non si sa ancora chi si celi dietro questa follia: “Temo per la mia famiglia, quell’uomo è ancora un pericolo, anche se dietro le sbarre, e vorrei che qualcuno lo capisse davvero. Nelle lettere ci ha fatto sapere che continuerà a scriverci, a mandarci le foto: ma come se è in carcere? Chi lo aiuta? Chi è complice di tutto questo e perché? Qual è lo scopo?” chiede giustamente papà Stefano.

Invoca il massimo della pena il fratello di Enza, Francesco: “L’unica nostra ancora per ritrovare pace è in una giustizia che sia esemplare, che condanni quell’uomo per sempre a marcire in carcere. Chiunque veda lui, ci pensi due volte prima di toccare e far del male ad una donna”.

Non è chiaro chi rediga le lettere ma potrebbe trattarsi di un subdolo tentativo di cercare il perdono facendo leva sugli argomenti della religione tanto cari ai coniugi Avino: “Non ricordo niente di quella giornata perchè il diavolo si è impossessato del mio corpo e mi ha fatto diventare una bestia. Ho perso la testa, non riesco a perdonarmi di quello che è successo.  Ti amo da morire e tu eri la mia vita”. “Non lo perdoneremo mai” è il commento laconico della mamma e del papà di Enza. Ed è impossibile, davvero, perdonare una persona del genere.

di Francesco Servino