Emergenza nella provincia

Nelle ultime settimane l’attenzione della stampa si è focalizzata principalmente sulla crisi dei rifiuti a Napoli, ma in provincia la situazione è tutt’altro che delle migliori: sotto accusa dei movimenti civici e ambientalisti è finito il sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio, reo con “la sua inefficienza e il suo immobilismo intollerabili” di non riuscire a fare fronte all’emergenza nella città stabiese. Sono 600 le tonnellate di spazzatura sparse per Castellammare, che vive gli stessi disagi lamentati dai napoletani: puzza, miasmi, roghi tossici da cui si propaga la diossina. Gli ambientalisti insorgono: “Come ricordato dal Presidente Caldoro sono innanzitutto i sindaci a dover intervenire per risolvere i problemi”. Bobbio ha in previsione, domani pomeriggio, una conferenza dei servizi con l’Asl Napoli 3 Sud, la Regione e la società Multiservizi ed ha già annunciato l’apertura di più siti di stoccaggio: nei giorni scorsi ha minacciato di denuncia le donne che assieme ai propri bambini mantengono il presidio fuori all’ex stabilimento dell’Aranciata Faito nel quartiere Savorito, un fabbricato già adibito a deposito di amianto e in attesa di bonifica. Su facebook è nato addirittura il gruppo di “quelli che vogliono farsi denunciare da Bobbio” perché non intendono ritirare le proprie dimostranze. “Ho preso l’impegno di rimuovere la discarica abusiva e l’amianto abbandonato da anni in quell’area: metteremo in sicurezza la porzione dichiarata agibile così come previsto dall’Arpac e procederemo con lo stoccaggio. E’ una misura provvisoria” dichiara il sindaco. Situazione critica anche a Giugliano. Il sindaco Pianese urla: “Non esiste solo Napoli ma esistono anche i diritti dei cittadini che abitano in provincia. Lo Stir lavora sui rifiuti partenopei ma i miei concittadini devono stare tra la spazzatura. Non dimentichiamo che abbiamo Taverna del Re, con 6 milioni di ecoballe, e numerose discariche sature da bonificare”. Il comune giuglianese è invaso da 2000 tonnellate di spazzatura. Nel vesuviano i sindaci di Boscoreale e Terzigno invitano alla calma i cittadini, scesi in strada per la possibile apertura di una nuova discarica sul Vesuvio: in una nota congiunta, i sindaci Langella e Auricchio dichiarano: “Non c’è e non potrà mai esserci alcuna ipotesi di apertura di un’altra discarica a Terzigno”. Da ricordare che la protesta è montata non solo per le dichiarazioni di Caldoro ma anche per quelle di Langella che si disse preoccupato per l’apertura di un’altra discarica nel Parco Nazionale, perché cava Sari è satura. A Napoli la situazione sta lentamente tornando alla normalità: il centro è pulito, la periferia ancora no, con Pianura, Fuorigrotta e San Pietro a Patierno invase dai rifiuti. Al Vomero-Arenella le tonnellate di rifiuti in strada sono pari a zero. Ma come annunciato, giovedì i due siti di stoccaggio provvisori di Caivano e Acerra (quello da 3500 tonnellate dell’Igica e quello di Italia Ambiente da 3000 tonnellate) saranno pieni, e i camion dell’Asia dovranno interrompere la raccolta straordinaria che sta permettendo alla città di Napoli di tornare vivibile. L’amministratore delegato di Asia Daniele Fortini ha reso noto un dato allarmante: “I circa 300 roghi appiccati nelle ultime due settimane hanno bruciato 2100 tonnellate di rifiuti e prodotto una quantità di diossina pari a quella che produrrebbe l’inceneritore di Acerra nell’arco di dieci anni di servizio, ma con un’aggravante: l’inceneritore disperde le diossine nell’atmosfera, mentre quella prodotta dai roghi si deposita a terra”. Intanto la task force annunciata dall’assessore Tommasielli e dal vicesindaco Sodano ha iniziato le opere di monitoraggio sull’impatto che l’emergenza rifiuti stanno avendo sulla salute pubblica: il gruppo, formato dai Medici per l’Ambiente dell’ISDE, dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri, dalla Società Italiana Medici Generali e dal Dipartimento di Prevenzione e Igiene dell’Asl Napoli 1 ha già raccolto i primi dati e sta verificando i picchi di patologie (respiratorie, gastrointestinali e allergiche) trasmettendoli alla Provincia e alla Regione. E quanto all’invasione di insetti e di gabbiani, il presidente di Asia ha dichiarato: “Stiamo facendo tutto il possibile: il nostro lavoro consiste nel rimuovere i rifiuti, pulire e sanificare. Per le operazione di disinfestazione lavoriamo a campione, ma ci stiamo attrezzando per operare in maniera puntuale”. “Il rischio di un’epidemia legata all’emergenza rifiuti a Napoli non è neppure ipotizzabile” spiega il Ministro della Salute Ferruccio Fazio: “l’aumento del 20% di patologie respiratorie reso noto dalla FIMP non ha alcun fondamento, non siamo manco al 2%”. Intanto il sindaco De Magistris, insieme a Sodano e Raphael Rossi, ha incontrato i lavoratori dell’Asia nell’impianto di via Volpicelli a Ponticelli. De Magistris ha annunciato un aumento di capitale per l’Asia Napoli S.p.A. pari a 43 milioni di euro: si tratta di risorse aggiuntive con le quali si potrò provvedere agli investimenti a servizio della raccolta differenziata. “Non ci aspettiamo l’elemosina dalla Lega” spiega De Magistris: “Il Governo decida cosa vuole fare: finora non ha fatto niente, non intendiamo aspettare ancora a lungo”. Il sindaco si dice contrario allo stato di emergenza e invita il Governo ad approvare al più presto il decreto che consente lo spostamento dei rifiuti fuori regione. De Magistris chiarisce che “nessuna regione della Lega è toccata, perciò la posizione dei leghisti è strumentale”: le regioni disponibili ad accogliere i rifiuti sarebbero la Toscana, l’Emilia Romagna, le Marche, la Puglia e la Liguria. “I leghisti” conclude De Magistris “avranno prova della capacità di forza della mia città: Napoli arriverà al 70% di raccolta differenziata entro la fine dell’anno. Ce la facciamo di sicuro, non forse: dal primo Settembre partiamo da otto quartieri, già ci sono le isole ecologiche, da Luglio ci sarà una grande campagna d’informazione”. Si attendono con ansia le decisioni di oggi del Consiglio dei Ministri, che all’ordine del giorno avrebbe in previsione la riforma fiscale e contabile e non l’emergenza ambientale in Campania.

di Francesco Servino