Abbattuto l’ecomostro di Alimuri a Vico Equense

L’ecomostro di Alimuri è stato finalmente abbattuto: simbolo dell’aggressione al territorio e dello sfregio delle coste, da 50 anni deturpava il promontorio di Punta Scutolo, che separa la baia di Meta da Vico Equense, in costiera sorrentina.

Quattordici anni fa Goletta Verde sollevò il caso dell’ecomostro di Alimuri: 18mila metri quadrati, realizzato a partire dal 1964 per farne un albergo di lusso di cinque piani e con 150 camere. Al centro di una lunghissima battaglia giudiziaria e ambientalista, la costruzione è stata interrotta negli anni ’70. E’ stato distrutto da 60 chili di esplosivo, 1200 microcariche da 50 grammi ciascuna fissate nelle fondamenta.

Le prime cariche hanno colpito i pilastri centrali, facendo implodere la struttura. Poi, nell’arco di quindici secondi, sono stati pilotati gli altri movimenti, in modo da creare un effetto domino. Il Comune di Meta ha individuato un tratto di arenile tra il lido Marinella e Metamare per consentire al pubblico la visione dell’abbattimento in condizioni di sicurezza. Erano presenti anche gli alunni di alcune scuole.

Esultano i sindaci di due comuni: il mostro di Alimuri, infatti, sorge nel territorio di Vico Equense ma a quella spianata di roccia si accede solo dalla spiaggia di Alimuri che, invece, è nel territorio di Meta. Già dai prossimi giorni bisognerà lavorare di comune accordo per portare via le macerie accumulate sulle rocce e dovrà prendere il via la bonifica, mettendo in sicurezza la parete rocciosa dalla quale, negli anni, si sono staccati massi di grosse dimensioni.

E’ necessario ora vigilare affinchè quel tratto di costone torni al suo stato naturale e non ci siano più altre costruzioni. Inoltre bisogna mettere in sicurezza l’area prima che dalla prossima estate venga preso d’assalto dai turisti.

La Campania guida la classifica nazionale dei reati legati al ciclo del cemento con 838 illeciti accertati e ben 60mila case costruite illegalmente in dieci anni. Con Alimuri salgono a cinque gli ecomostri caduti giù in Campania censiti da Goletta Verde di Legambiente: le villette abusive di Eboli, l’Hotel Fuenti a Vietri sul Mare, le torri del Villaggio Coppola “Pinetamare” di Castel Volturno e gli scheletri di cemento armato di Montecorice nel Cilento.