Eav Bus fallita, a rischio anche Circumvesuviana

Milletrecento lavoratori corrono il rischio di perdere il posto. All’azienda sono stati sigillati gli uffici, gli archivi e le casseforti. Gli autobus, probabilmente, continueranno a transitare, perchè non si può interrompere un pubblico servizio, ma il rischio di una paralisi improvvisa è concreto. La sentenza, stando alle dichiarazioni di EAV, è giunta inaspettata: intorno alle 17:30 di ieri, il curatore nominato dal Tribunale di Napoli si è recato nella sede legale della società di trasporti in via Nuova Agnano affiggendo la decisione emanata dal giudice e ponendo i sigilli alle stanze. Immediatamente si sono precipitati in sede l’amministratore unico della holding EAV, Nello Polese, col legale di rappresentanza e liquidatore Paolo Como e l’ex amministratore unico Roberto Pepe. Secondo Polese, “la notifica di fallimento è un evento inatteso” del quale non era stato allertato e “vanifica gli enormi sforzi compiuti sinora per garantire un futuro all’azienda stessa e, soprattutto, ai tanti lavoratori”.

Tante ombra su questa vicenda, dato che la sentenza arriva in contumacia (Eav Bus non ha presentato ricorso): difficile credere che la notifica alla società non sia mai arrivata. Inoltre è difficile che una sentenza di fallimento di una società pubblica venga emanata senza una discussione con la controparte. La vicenda ha inizio da Febbraio, cioè da quando due società fornitrici di servizi di pulizia, la Nitida e la Nuova Socom, presentano istanza di fallimento per il debito maturato nei confronti di Eav Bus. La Nitida trova un modo per transare il debito, mentre la vertenza della Nuova Socom rimane aperta: un credito esigibile di 600mila euro è quello che ha portato al fallimento la società di trasporti. Nel mese di Luglio la EAV holding chiede ai propri manager se ci sono procedure giudiziarie o di fallimento in atto: il dossier preparato da Eav Bus non fa riferimento a notifiche o a istanze di fallimento. La Eav Bus prosegue nella sua opera di risanamento, e a metà Ottobre nomina Paolo Como ad amministratore unico della società col compito di valutare la riorganizzazione o la soppressione della società. Ieri sera la sentenza e l’ammissione da parte di EAV: “Eav Bus è fallita”.

Per protesta, questa mattina, i dipendenti della Eav Bus hanno bloccato il passaggio a livello della Cumana in via Nuova Agnano, nelle vicinanze della stazione. L’azienda rende noto che sta lavorando per pagare gli stipendi di Ottobre e per garantire il servizio pubblico ai cittadini. “In questi mesi – spiega Polese – ci siamo adoperati alla ricerca delle soluzioni più idonee per far fronte alla difficile situazione economico-finanziaria che abbiamo ereditato dalla precedente gestione. Ritenevamo, e riteniamo, che il lavoro svolto fosse assolutamente prodromico ad un prosieguo delle attività. Abbiamo concretamente avviato il risanamento. La nostra priorità, ora, è rappresentata da tutti i lavoratori di Eavbus, e dalle loro famiglie ai quali vogliamo assicurare, fin da ora, che non lasceremo nulla di intentato per cercare di risolvere quest’angosciosa situazione”. La Eav Bus rende noto di aver nominato, tramite i commissari liquidatori Paolo Como e Roberto Pepe, un legale per ricorrere contro la sentenza, l’avvocato Michele Sandulli. Sandulli starebbe valutando la possibilità di eccepire un difetto di notifica per quanto riguarda la presentazione dell’istanza di fallimento da parte della Nuova Socom, di cui l’azienda non sarebbe stata messa al corrente.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro: “Nessuno era stato avvertito se non nella notte. Tenteremo di capire cosa sia successo, nel rispetto che abbiamo sempre per il lavoro della magistratura”. Per Caldoro la decisione del Tribunale fallimentare “interrompe il percorso avviato di risanamento” in quanto era in atto “una gestione di liquidazione per la società, per rimetterla in bonus, che oggi non è più possibile per la procedura fallimentare”. Per un’altra partecipata, la Astir, si è ritenuto che una società “in house” non ha la possibilità di fallire: “L’Eav è una società che fa servizio pubblico – spiega Caldoro – si occupa del trasporto. Occorre capire il perchè di decisioni diverse per due società. Da due anni a questa parte noi abbiamo dato un chiaro input di forte riduzione dei costi che ha riguardato anche Eav e che deve continuare, ma la situazione è critica”. L’Eav aveva un indebitamento complessivo che superava i 600 milioni di euro, con un aumento annuo del 10-15%. Caso unico in Italia, affrontato predisponendo un piano di stabilizzazione e la copertura del debito in 5 anni, la rimessa in bonus delle società e la garanzia del servizio.

di Francesco Servino