Dossier tumori, intervista a Giuseppe Comella

Che importanza hanno i dati raccolti?

Come medici per l’ambiente abbiamo dato indicazioni ai movimenti locali, che hanno iniziato in maniera spontanea a raccogliere i dati. Contemporaneamente, tre mesi fa, una trentina di medici di famiglia della zona, coordinati dal direttore sanitario del distretto, si sono riuniti per organizzare un questionario sulle patologie, comprese quelle neoplastiche e di tipo respiratorio. I quesiti verranno posti esclusivamente ai propri assistiti: calcolando che ogni medico ha circa mille assistiti, nel bacino di riferimento si raggiungeranno circa 30mila persone. Non si tratta di indagini epidemiologiche in senso stretto: personalmente, ho consigliato di “fotografare” le patologie alla fine del 2010, in modo tale da avere un’istantanea dello stato attuale di salute di una buona fetta di popolazione.

Il censimento ha evidenziato un 41% di casi nelle strade che fanno quadrato attorno a cava Ranieri, una discarica mai bonificata all’interno della quale si trovano rifiuti speciali di ogni tipo. Quanto incide la presenza delle discariche nello sviluppo di determinate patologie e soprattutto in che modo?

Con questa indagine non è possibile dimostrare il nesso di causalità, è questo il limite di fronte al quale ci si deve fermare. Il nesso di causalità, ovvero il rapporto di dipendenza “inquinamento ambientale – tumori”, si può ottenere solo se viene aggiornato il registro tumori, cioè se si studia l’incidenza e non la mortalità per determinati tipi di patologie. Questo non esclude che ci debba essere un principio di precauzione, specie in zone altamente inquinate per discariche non correttamente gestite negli ultimi anni, come tipo di impianto e come controllo su quello che è stato conferito. L’alta incidenza in una zona ben ristretta fa pensare che la componente ambientale sia fortemente rappresentata.

E’ possibile che una donna che respira ogni giorno roghi tossici che sprigionano diossina possa dare alla luce una bambina senza tiroide? La risposta della natura all’inquinamento è l’adattamento e la mutazione dell’organismo?

Lei sfonda una porta aperta: l’inquinamento ambientale, sia esso di aria, acqua o suolo, agisce prevalentemente modificando il DNA che poi viene trasmesso. Non è detto che queste modificazioni determinino nel soggetto per forza un tumore, ma possono generare malformazioni congenite nei figli, perché il DNA si trasmette con i gameti, cioè con gli spermatozoi e le cellule femminili della procreazione. Ai figli e ai nipoti dell’attuale popolazione contaminata da agenti tossici ambientali, possono essere trasmesse alterazioni del DNA che determinano l’insorgere di tumori, anche se i genitori sono in buona salute. Questa è la teoria epigenetica del cancro, ha un nome scientifico ben preciso.

Un territorio nel quale è stato sversato l’amianto che speranze ha di essere recuperato? Diventa invivibile o esistono misure che consentono in qualche modo di bonificarlo?

La legislazione vigente riconosce il nesso di causalità amianto-mesoteliomi pleurici. Possiamo intervenire sull’amianto che si trova a terra, abbandonato, e che può frantumandosi, polverizzandosi, andare nell’aria e ricadere sul suolo. Il commissariato delle bonifiche dispone di tutte le normative di legge per procedere al disinquinamento. Se si individuavano terreni che hanno una concentrazione di amianto a rischio si devono bonificare: il problema sono i costi, che sono veramente alti, e non sempre gli investimenti vengono utilizzati in maniera corretta. Ma le leggi vigenti italiane, per quanto riguarda l’amianto, sono chiarissime.

A Terzigno le falde acquifere sono inquinate da metalli pesanti e da sostanze simili alla diossina, i policlorobifenili: che problemi comporta l’irrigazione con l’acqua di falda inquinata? In che modo si può intervenire sui pozzi?

La bonifica non si può individuare nei pozzi, la bonifica si deve individuare nei siti che inquinano la falda: se non si bonificano quei siti è chiaro la falda acquifera rimarrà sempre inquinata. Se l’acqua dei pozzi inquinata viene utilizzata nell’agricoltura, le sostanze inquinanti si diffondono nell’ambiente, i vegetali le assorbono ed entrano nel ciclo vitale umano decretando delle mutazioni.

di Francesco Servino