Discariche per tutti

Otto regioni stanno per dare il via libera al trasferimento di rifiuti fuori dalla Campania: lo annuncia il governatore Stefano Caldoro, che nella giornata di oggi prevede di stipulare i primi accordi con Sicilia, Puglia, Marche, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. La Conferenza delle Regioni, in ogni caso, conferma il parere negativo sul decreto emanato dal Governo: “Il provvedimento non risolve l’emergenza nel metodo e nel merito”. “Il decreto sui rifiuti” spiega Caldoro “ha ulteriormente complicato le cose visto che in precedenza, ad esempio, la Campania conferiva rifiuti in Sicilia senza nulla osta”. Nel frattempo, tornano a crescere i cumuli di spazzatura nel capoluogo partenopeo: sono 1400 le tonnellate in giacenza per le strade, con Scampia, Piscinola, Pianura, Barra, San Giovanni, Ponticelli, Fuorigrotta, Poggioreale e Miano sommerse dai rifiuti. Dalla provincia di Caserta, intanto, giunge il no secco del presidente Domenico Zinzi al conferimento di rifiuti nella discarica di San Tammaro. Zinzi ha dichiarato: “Napoli farebbe bene a conferire la spazzatura alla discarica di Terzigno, che può accogliere ancora 35mila tonnellate di rifiuti”. Il coordinatore del PdL di Caserta, Pasquale Giuliano, fa però intendere un artifizio: la provincia di Caserta sarebbe pronta ad accogliere i rifiuti in cambio dello sbroglio di nodi come quello dell’aeroporto di Grazzanise e se la Regione manterrà “le promesse non ancora onorate per realizzare progetti da tempo annunciati e a tutt’oggi non ancora avviati”. Terzigno ha dichiarato che si opporrà all’ipotesi di invio di spazzatura da Napoli e all’eventuale allargamento di cava Sari, aggiungendo che la discarica attualmente in uso chiuderà definitivamente entro Ottobre. Ma strani movimenti cominciano ad avvenire: nella mattinata di ieri, a Boscoreale, sono stati avvistati degli escavatori dell’esercito diretti a cava Sari. Intanto il commissario straordinario Vardè fa il punto della situazione sulle cave da adibire a discarica: “Abbiamo suddiviso la provincia di Napoli in sette aree e ogni area dovrà avere una discarica: area metropolitana, che comprende la città di Napoli, penisola sorrentina, area nolana, area acerrana, area vesuviana, area nord e area domitio flegrea. Ognuna potrà crearsi i propri impianti e gestire i propri rifiuti per essere autosufficiente. Il modello è Cava Sari. Tempo sei mesi e realizzaremo i siti e svuoteremo gli Stir”. Secondo De Magistris, però, il piano di gestione dei rifiuti della città di Napoli non prevede né cave né discariche. “Dei piani del comune di Napoli non mi occupo” spiega Vardè: “da ambientalista realizzerò siti non inquinanti, dove verrà conferito il compost utilizzato per il risanamento ambientale”. Vardè aggiunge pure che “nella provincia di Napoli non ci sono aree che presentano tutte le caratteristiche previste dalle norme vigenti per essere adibite a discarica: l’unica possibilità è cercare siti tecnicamente idonei nelle cave chiuse e abbandonate, avvalendosi delle deroghe previste dalla legge”. Nei prossimi giorni saranno contattati tutti i comuni interessati: al momento i siti individuati sono cinque, restano da sciogliere i nodi della penisola sorrentina (le cui cave sono tutte a picco sul mare) e dell’area acerrana (in cui ci sono solo tre cave, impossibili da adibire a discarica). Un preoccupante dato diffuso da Regione e Provincia parla di 1501 cave censite in Campania, di cui 691 utilizzabili in tempi brevi e 124 utilizzabili subito. Nei giorni scorsi si è parlato dell’allargamento di Chiaiano (discarica in parte sotto sequestro, perché costruita con materiali non a norma), di Terzigno e di Giugliano (!): l’obiettivo è quello di tamponare l’emergenza rifiuti per i prossimi 4 anni, nell’attesa che vengano costruiti gli inceneritori. Ma l’amministrazione delegato di Asia, Daniele Fortini, più o meno velatamente ha suggerito di affidarsi ad un’unica megadiscarica: quella di cava Vitiello. Ora i cittadini della provincia di Napoli chiedono alle proprie amministrazioni di opporsi a un piano scellerato che prevede l’apertura di discariche a oltranza, in una regione che ha bisogno prevalentemente di bonifiche. La rivista scientifica statunitense Cancer Biology and Therapy ha reso noto uno studio allarmente: in trent’anni di rifiuti di tutta Italia smaltiti “con logica criminale” in Campania, nelle aree a nord di Napoli e a sud di Caserta è attestato un aumento di morti per tumore del 9,2% in più tra gli uomini e del 12,4% in più tra le donne. Infine, si accende sempre di più il fronte anti leghista napoletano per la mancata disponibilità da parte del Carroccio ad aiutare la Campania a risolvere l’ennesima emergenza rifiuti: “Sappiamo benissimo che le amministrazioni campane hanno enormi responsabilità” spiega il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli “ma un paese è davvero unito quando c’è una emergenza e scatta la solidarietà, come è avvenuto da parte nostra per l’alluvione in Veneto. D’altronde se al Nord si tengono Bossi e Calderoli non capiamo perchè non possano prendersi anche un poco di spazzatura campana”. “Zaia è il peggiore” spiega il consigliere provinciale del PD Livio Falcone: “per lui abbiamo preparato il premio “Monnezza 2011”,  gli doneremo un sacchetto di spazzatura in ceramica perchè è un ingrato e uno scorretto visto quello che la Campania ha fatto per lui quando era alluvionato con la sua regione”.

di Francesco Servino