Diamogli tempo

Roghi, immondizia in strada e proteste: cambia la giunta a Napoli ma non cambiano gli scenari. Drammatici, ancora una volta. E nel primo giorno d’estate, col calore che crea emergenze sanitarie e fa salire la puzza, sono 13mila le tonnellate di rifiuti sparse per la città, con comuni come Quarto, Pozzuoli, Casoria, Melito, Giugliano letteralmente sommersi dal pattume. La situazione è critica soprattutto nei Quartieri Spagnoli, in via Toledo e nella periferia occidentale, da Fuorigrotta a Pianura, con giacenze che vanno dalle 300 alle 400 tonnellate in strada. L’emergenza stringe la città di Napoli e la provincia in una morsa che potrebbe arrivare a 20mila tonnellate nel corso del prossimo weekend. Restando in tema di numeri, De Magistris ha promesso di ripulire la città in 5 giorni: mancano 48 ore, e oltre alla frazione residua bisogna rimuovere quelle 1250 tonnellate di spazzatura che la città produce ogni giorno. L’Asia ha predisposto una raccolta straordinaria 24 ore su 24, ma non basta: a bloccare le operazioni si sono aggiunte le proteste dei dipendenti della “Lavajet”, azienda appaltatrice di Asia che provvede ogni giorno alla rimozione di 350 tonnellate di spazzatura. Per il momento i rifiuti vengono spediti al termovalorizzatore di Acerra e ai tre siti aperti con un’ordinanza dal Presidente della Provincia Luigi Cesaro, due ad Acerra e uno a Caivano, con il parere favorevole dell’Arpac e delle ASL competenti. I siti di trasferenza ad Acerra, la “piazzolla numero 2″ e quello appartenente alla società Italia Ambiente (entrambi in località Pantano), ospiteranno il materiale secco, con codice Cer 191212, il materiale umido e le giacenze provenienti dagli Stir di Tufino e Giugliano per un totale di 17mila tonnellate complessive, in modo tale da decongestionare gli impianti e ripristinarne l’operatività. Caivano dovrebbe ospitare invece 4mila tonnellate di rifiuti solidi urbani, in un’area di trasferimento in località Pescarola che fa capo alla società Ambiente Ecologia. Ma i cittadini sono sul piede di guerra, e il sindaco di Caivano, Antonio Falco, ha firmato un’ordinanza che blocca il centro di stoccaggio provvisorio: “Piuttosto che ritirare l’ordinanza mi dimetto” ha dichiarato il sindaco, chiamato in Provincia dal prefetto di Napoli Andrea De Martino “non mi metterò contro 40mila persone”. Va un po’ meglio nella zona vesuviana, che continua ad affidarsi alla Sari, ma i cittadini di Terzigno e Boscoreale sono comunque in allerta. “Dateci tempo” dice il neo eletto assessore all’ambiente Tommaso Sodano, che dà la colpa al mancato rispetto degli accordi sottoscritti in passato. L’assessore, su facebook, ha convocato per la giornata di domani, un incontro che si terrà alle ore 16 a Palazzo San Giacomo, “con tutti i comitati, le associazioni, le reti e quanti vorranno dare il proprio contributo per la elaborazione del piano per l’uscita definitiva dall’emergenza rifiuti”. Nel frattempo, il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, e il sindaco di Napoli De Magistris tenteranno l’impossibile per far sbloccare all’Unione Europea il famoso fondo da 145 milioni di euro destinato all’emergenza, che già fu negato perché il piano dei rifiuti della Regione prevedeva solo discariche e inceneritori. A quel punto sarà comunque una lotta contro il tempo. Inizia tra mille difficoltà l’avventura del nuovo sindaco, che sempre in campagna elettorale aveva promesso di portare la raccolta differenziata a percentuali del 70% a Napoli nel giro di tre mesi: sarà già un miracolo riportarla a regime. Nella Provincia di Napoli si è ormai alla distruzione mutua assicurata, con i manifestanti che si chiedono con chi sia opportuno essere solidali per non correre il rischio che l’immondizia arrivi a casa propria. E in questo clima turbolento arrivano anche le perquisizioni della Guardia di Finanza di Milano negli uffici del Comune di Napoli, nell’ambito di un’inchiesta su un peculato da 50 milioni di euro relativo a una società che avrebbe intascato i proventi. Tra gli indagati ci sarebbe anche un “alto dirigente” del Comune di Napoli. “La situazione è serena” ribadisce Cesaro “mi impegnerò in sede di Ministero dell’Ambiente a risolvere il problema delle compensazioni ambientali. L’attività di trasferimento potrà essere rivista nel momento in cui il Governo adotterà in Consiglio dei Ministri il decreto che consente il trasferimento di rifiuti fuori regione”. Ma anche il tal senso sarà difficile operare, considerate le pressioni che sta attuando la Lega Nord.

di Francesco Servino