Decreto rifiuti, Bossi dice no!

La Campania è alla mercè del tira e molla tra Lega Nord e PdL: i napoletani attendono l’approvazione del decreto che consente il trasferimento dei rifiuti fuori regione, ma il partito di Bossi ne approfitta in modo strumentale. Il primo ad alzare i toni è stato Calderoli, che ha definito il decreto “una truffa”, minacciando di “far volare le sedie” in Consiglio dei Ministri. Poi il Ministro della Semplificazione si è opposto dicendo che il Nord non è disposto a prendere l’immondizia di Napoli (ma chi gliela voleva mandare?). Ora i leghisti chiedono la dilazione di pagamento delle quote latte. I parlamentari campani del PdL protestano e chiedono l’approvazione del decreto antiruspe, bloccato proprio dai padani. La crisi dei rifiuti è diventato un modo per il Carroccio di avanzare tutte le pretese che vuole e le avanzerà fino a quando gli conviene. Alla luce di tutto questo, Regione e Province della Campania devono attuare una strategia autonoma e De Magistris potrebbe vedersi costretto a ricorrere al “piano B”. Possibilmente non l’ipotesi surreale delle navi discarica o di fantasmagorici impianti a vapore (in periodo di emergenza salta sempre qualche imprenditore dotato di “brevetti internazionali” che li propone). All’ordine del giorno del tanto atteso Consiglio dei Ministri di domani, non c’è l’emergenza rifiuti in Campania: se ne parlerà comunque? “Spero di no”, la risposta del senatùr. Che propone una soluzione: “Per risolvere l’emergenza rifiuti a Napoli ho in mente un accordo con le regioni limitrofe. C’è una sentenza del Tar del Lazio che dice che i rifiuti non possono essere portati fuori. Occorre che Napoli tratti con ciascuna regione’. “Il problema è tutto politico” dichiara Berlusconi: “la posizione della Lega Nord è molto netta e dura e mi auguro che possa essere superata in tempi rapidi, ma siamo almeno con quindici-venti giorni di ritardo e bisogna recuperare”. E sulla linea della dichiarazione che ha scatenato il putiferio a Boscoreale e a Terzigno (“un errore non aprire cava Vitiello”), il Governatore della Campania Stefano Caldoro ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di discariche, di impianti intermedi e termovalorizzatori per un ciclo virtuoso dei rifiuti. I nostri sindaci devono impegnarsi a fare quello che fanno i sindaci di tutta Italia: aprire gli impianti. La filiera dei rifiuti parte dal basso. Il primo anello della catena sono i sindaci che hanno le competenze su siti di stoccaggio e di trasferenza e possono essere parte attiva sulle discariche”. Le dichiarazioni di Caldoro arrivano dopo la nota congiunta diffusa dai sindaci di Boscoreale e Terzigno che all’unisono dichiarano: “Non c’è alcun motivo per riprendere le azioni di protesta. Non c’è e non potrà esserci alcuna ipotesi di apertura di una nuova discarica di rifiuti nel territorio di Terzigno”. Per inciso, le azioni di protesta collimano con la preoccupazione espressa dal sindaco Langella a proposito della la saturazione di cava Sari e per quanto sta avvenendo a Napoli. Caldoro da dell’irresponsabile alla Lega, ma quanta responsabilità c’è nell’intenzione di aprire la discarica più grande d’Europa in un’area soggetta a vincoli di tutela ambientale, in un Parco Nazionale, con tutti i problemi che la vicinanza alle case comporta? Caldoro dice di essere in disaccordo con il piano di De Magistris solo per quanto riguarda i termovalorizzatori, pertanto il discorso dell’apertura di una nuova discarica resta valido da ambo le parti. Da ricordare che il consiglio regionale, il 22 Giugno, ha approvato a maggioranza una risoluzione in cui chiede l’apertura di una discarica nella città di Napoli. Qualcuno ricordi a certi signori, in particolare alla Lega, che a tirare troppo la corda si spezza!

di Francesco Servino