Decreto e fondi in arrivo

“Il Governo ha allo studio un provvedimento straordinario per agevolare il trasferimento dei rifiuti napoletani fuori regione”: lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nel corso di una riunione convocata a Roma a cui hanno preso parte il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e il vicesindaco con delega all’ambiente Tommaso Sodano. La Prestigiacomo ha assicurato il massimo impegno per la ripartizione da parte della Regione dei 150 milioni di euro che sono stati assegnati alla Campania – tramite il Decreto Legge 26 novembre 2010, n. 196 (convertito in Legge 24 Gennaio 2011, n. 1), che all’art. 3 autorizza la Campania a disporre delle risorse finanziarie necessarie al sostegno del ciclo integrato dei rifiuti, nel limite di 150 milioni di euro a valere sulle risorse del fondo aree sottoutilizzate (Fas).“Metteremo insieme delle norme per consentire il flusso extra-regionale dei rifiuti” spiega il ministro all’ANSA, svelando qualche dettaglio: ”Si tratta di un provvedimento temporaneo e straordinario solo per la Campania e per liberare Napoli dai rifiuti: in questo momento c’è la volontà di tutte le istituzioni di gestire la sfida per rendere autosufficiente la Campania. Punti essenziali saranno il miglioramento degli impianti, l’apertura di due discariche nella provincia di Napoli e lavorare tantissimo sulla raccolta differenziata, puntando soprattutto sull’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini e facendo in modo che la società che gestisce la raccolta a Napoli (l’Asia) sia attrezzata con mezzi idonei”. Soddisfatto Sodano, che al termine del vertice ha dichiarato che “l’incontro con il Ministro è andato bene”: l’assessore avrebbe verificato “la convergenza su  alcuni punti importanti”. La “convergenza”, specifica Sodano, si è verificata in particolare sull’importanza del decreto legge per garantire la transizione verso altre regioni dei rifiuti campani. Soprattutto sono state riconosciute le ragioni del “no” allo stato di emergenza. Sodano ha ricordato le conseguenze delle passate gestioni emergenziali sostenendo che Napoli non ha bisogno di poteri concessi in deroga ma può farcela con le proprie prerogative. Un’altra grossa richiesta accolta è stata quella rendere autonoma Napoli dal sistema regionale di gestione dei rifiuti: l’assessore Sodano vorrebbe il riparto della quota dei fondi Fas sul proprio programma, ed intende far sbloccare parte dei fondi comunitari bloccati dall’Unione Europea a causa delle carenti documentazioni presentate dal governatore Stefano Caldoro. Da Bruxelles, nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio UE, rispondendo a una domanda sull’emergenza rifiuti a Napoli, il premier Berlusconi ha dichiarato: “Affronteremo il tema in Consiglio dei Ministri: è già sul tavolo da diversi giorni, stiamo cercando le soluzioni più appropriate”. Sull’emergenza rifiuti, dopo gli appelli lanciati da De Magistris, si è espresso anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in una lettera al Mattino ha dichiarato: “Ho espresso al Presidente del Consiglio la mia inquietudine per la mancata approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, in due successive riunioni, del decreto legge che era stato predisposto. Sono convinto che un intervento del Governo nazionale sia assolutamente indispensabile e urgente, al fine anche di favorire l’impegno solidale delle regioni italiane”. E da Lubiana, dove ha partecipato ai festeggiamenti dei 20 anni della Repubblica slovena, Napolitano ha aggiunto “Mi aspetto una sorpresa da Napoli: liberare la città dai rifiuti. E’ un impegno duro e non di breve periodo”. Soluzioni all’emergenza provengono anche dai comitati, le associazioni e i movimenti ambientalisti della Provincia di Napoli: dopo “l’esperimento” di democrazia partecipata non andato a buon fine di martedì scorso, Tommaso Sodano ha incontrato le rappresentanze civiche per avere con loro un confronto e per spiegare i contenuti della prima delibera emanata dalla giunta per fare fronte all’emergenza rifiuti, aprendo le porte anche a Vedelago: l’assessore all’ambiente ha incontrato la dottoressa Poli e ha espresso l’intenzione di aprire un ciclo di conferenze con i cittadini per decidere assieme le soluzioni da attuare. Sodano ha specificato che il piano di gestione dei rifiuti non sarà basato sul “ciclo integrato” previsto dall’ Unione Europea – che prevede a valle la costruzione di discariche e inceneritori – ma sulla raccolta differenziata spinta, porta a porta, e la costruzione di impianti di trattamento meccanico a freddo.  Ai cittadini è stato mostrato anche il funzionamento di alcune isole mobili ecologiche. Sodano ha ancora una volta posto l’attenzione sui tentativi di boicottaggio portati avanti dalle lobby affaristico-criminali che hanno interessi sugli appalti e che cercano di mettere pressione per la costruzione dell’inceneritore di Napoli Est. Resta in allarme la popolazione di Terzigno: con i sindaci del vesuviano restii a valutare un piano per la gestione dei rifiuti e l’approssimarsi della chiusura della discarica Sari si teme l’apertura di un’altra cava sul Vesuvio. In allarme anche i cittadini di Castellammare di Stabia, per l’ipotesi di apertura di un sito di trasferenza negli spazi dell’ex stabilimento dell’Aranciata Faito: secondo la polizia, circa 250 persone, in particolare mamme e bambini, stanno mantenendo un presidio pacifico. Da Roma giungono infine le dichiarazioni del Presidente Nazionale dei Verdi: “Il comportamento del Governo è vergognoso: Berlusconi deve convocare subito un Consiglio dei Ministri per affrontare il dramma di Napoli”. “La città deve fare i conti con il rischio epidemie e con la diossina che viene sprigionata dai roghi” conclude Bonelli: “Berlusconi assegni alla città le risorse per ripulire le strade e per avviare la raccolta differenziata: dove sono finiti i 150 milioni di euro che ha promesso nel 2010? E dove sono finiti i 240 milioni che ha promesso nel 2008?”. Sul fronte sanitario la preoccupazione è forte: l’assessore allo sport Giuseppina Tommasielli, laureata in medicina e chirurgia, ha ritenuto opportuno costituire una task force per il controllo, la sorveglianza ambientale e il monitoraggio epidemiologico legato all’emergenza rifiuti. Il nuovo organismo, a partire da lunedì prossimo, vedrà impegnato un dipartimento dell’Asl Napoli 1, l’ordine dei medici, la rete dei medici di famiglia e l’amministrazione comunale di Napoli.

di Francesco Servino